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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Una vergogna indelebile

    La Shoah vergogna indelebile

    A pagina 19 del Corriere della Sera del 01 dicembre 2005, Luigi Accattoli firma un articolo dal titolo....


    " «Il Papa: «L'Olocausto una vergogna indelebile»»

    CITTÀ DEL VATICANO — «Operazione infame di morte» e «vergogna indelebile nella storia dell'umanità»: così il papa tedesco ieri ha qualificato la Shoah, citandola durante la catechesi sul Salmo 136, «Sui fiumi di Babilonia», che parla della deportazione babilonese degli ebrei dopo la distruzione di Gerusalemme nel 586 avanti Cristo.
    Non è la prima volta che Benedetto XVI parla della Shoah. L'aveva fatto con maggiore impegno almeno in altre quattro circostanze: il 19 maggio, dopo aver assistito alla proiezione del film «Karol, un uomo diventato Papa»; il 19 e 21 agosto a Colonia, visitando la sinagoga distrutta dai nazisti nel 1938 e congedandosi dalla patria; il 9 ottobre in San Pietro per la beatificazione di von Galen, vescovo tedesco oppositore di Hitler.
    L'interesse dell'accenno di ieri sta proprio nel suo carattere occasionale e minore: come a dire che il riferimento allo sterminio nazista degli ebrei viene spontaneo a questo Papa, tanto che egli lo svolge anche quando non è imposto dalle circostanze.
    Ratzinger ieri ha invitato le 23 mila persone che l'ascoltavano a vedere nella deportazione degli ebrei a Babilonia una parabola anticipatrice della deportazione nazista degli ebrei: «La prima parte del Salmo ha come sfondo la terra d'esilio, coi suoi fiumi e canali, quelli appunto che irrigavano la pianura babilonese, sede dei deportati ebrei. È quasi l'anticipazione simbolica dei campi di sterminio nei quali il popolo ebraico – nel secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle – fu avviato attraverso un'operazione infame di morte, che è rimasta come una vergogna indelebile nella storia dell'umanità».



    Shalom!!!

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.avvenire.it

    " La Shoah, vergogna indelebile

    Commentando il Salmo 136, durante l’udienza generale di ieri il Papa ha paragonato l’esilio in Babilonia ai campi di sterminio del XX secolo Le parole di sant’Agostino: anche tra coloro che non vivono nella fede c’è chi si impegna per la pace

    L'Udienza Del Mercoledì

    1. In questo primo mercoledì di Avvento, tempo liturgico di silenzio, vigilanza e preghiera in preparazione al Natale, meditiamo il Salmo 136, divenuto celebre nella versione latina del suo avvio, Super flumina Babylonis. Il testo evoca la tragedia vissuta dal popolo ebraico durante la distruzione di Gerusalemme, avvenuta nel 586 a.C., e il successivo e conseguente esilio babilonese. Siamo di fronte a un canto nazionale di dolore, segnato da un'asciutta nostalgia per ciò che si è perso.
    Questa accorata invocazione al Signore, perché liberi i suoi fedeli dalla schiavitù babilonese, esprime bene anche i sentimenti di speranza e di attesa della salvezza con i quali abbiamo iniziato il nostro cammino di Avvento.
    La prima parte del salmo (cfr vv. 1-4) ha come sfondo la terra d'esilio, coi suoi fiumi e canali, quelli appunto che irrigavano la pianura babilonese, sede dei deportati ebrei. È quasi l'anticipazione simbolica dei campi di sterminio nei quali il popolo ebraico - nel secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle - fu avviato attraverso un'operazione infame di morte, che è rimasta come una vergogna indelebile nella storia dell'umanità.
    La seconda parte del salmo (cfr vv. 5-6) è, invece, pervasa dal ricordo amoroso di Sion, la città perduta ma viva nel cuore degli esuli.
    2. Coinvolti sono, nelle parole del salmista, la mano, la lingua, il palato, la voce, le lacrime. La mano è indispensabile per il suonatore di cetra: ma ormai essa è paralizzata (cfr v. 5) dal dolore, anche perché le cetre sono appese ai salici.
    La lingua è necessaria al cantore, ma ora è attaccata al palato (cfr v. 6). Invano gli aguzzini babilonesi «chiedono parole di canto… canzoni di gioia» (v. 3). I «canti di Sion» sono «canti del Signore» (vv. 3-4), non sono canzoni folcloristiche e da spettacolo. Solo nella liturgia e nella libertà di un popolo possono salire al cielo.
    3. Dio, che è l'arbitro ultimo della storia, saprà comprendere e accogliere secondo la sua giustizia anche il grido delle vittime, al di là degli accenti aspri che a volte esso assume.
    Vorremmo affidarci a sant'Agostino per un'ulteriore meditazione sul nostro salmo. In essa il grande Padre della Chiesa introduce una nota sorprendente e di grande attualità: egli sa che anche tra gli abitanti di Babilonia ci sono persone che s'impegnano per la pace e per il bene della comunità, pur non condividendo la fede biblica, non conoscendo cioè la speranza della Città eterna alla quale noi aspiriamo. Essi portano in sé una scintilla di desiderio dell'ignoto, del più grande, del trascendente, di una vera redenzione. Ed egli dice che anche tra i persecutori, tra i non credenti, si trovano persone con questa scintilla, con una specie di fede, di speranza, per quanto è loro possibile nelle circostanze in cui vivono. Con questa fede anche in una realtà non conosciuta, essi sono realmente in cammino verso la vera Gerusalemme, verso Cristo. E con questa apertura di speranza anche per i babilonesi - come Agostino li chiama - per quelli che non conoscono Cristo, e neppure Dio, e tuttavia desiderano l'ignoto, l'eterno, egli ammonisce anche noi di non fissarci semplicemente sulle cose materiali dell'attimo presente, ma di perseverare nel cammino verso Dio. Solo con questa speranza più grande possiamo anche, nel modo giusto, trasformare questo mondo. Sant'Agostino lo dice con queste parole: «Se siamo cittadini di Gerusalemme… e dobbiamo vivere in questa terra, nella confusione del mondo presente, nella presente Babilonia, dove non dimoriamo da cittadini ma siamo tenuti prigionieri, bisogna che quanto detto dal salmo non solo lo cantiamo ma lo viviamo: cosa che si fa con una aspirazione profonda del cuore, pienamente e religiosamente desideroso della città eterna».
    E aggiunge riguardo alla «città terrestre chiamata Babilonia»: essa «ha persone che, mosse da amore per lei, si industriano per garantirne la pace - pace temporale - non nutrendo in cuore altra speranza, riponendo anzi in questo tutta la l oro gioia, senza ripromettersi altro. E noi li vediamo fare ogni sforzo per rendersi utili alla società terrena. Ora, se si adoperano con coscienza pura in queste mansioni, Dio non permetterà che periscano con Babilonia, avendoli predestinati ad essere cittadini di Gerusalemme: a patto però che, vivendo in Babilonia, non ne ambiscano la superbia, il fasto caduco e l'indisponente arroganza... Egli vede il loro asservimento e mostrerà loro quell'altra città, verso la quale debbono veramente sospirare e indirizzare ogni sforzo» (Esposizioni sui Salmi, 136,1-2: Nuova Biblioteca Agostiniana, XXVIII, Roma 1977, pp. 397.399).
    E preghiamo il Signore che in tutti noi si risvegli questo desiderio, questa apertura verso Dio, e che anche quelli che non conoscono Cristo possano essere toccati dal suo amore, cosicché tutti insieme siamo in pellegrinaggio verso la Città definitiva e la luce di questa Città possa apparire anche in questo nostro tempo e in questo nostro mondo
    ."


    Shalom

  3. #3
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    E pensare che c'è ancora qualche imbecille che lo accusa di essere stato nazista...

  4. #4
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    Gli imbecilli più grandi sono quelli che lo accusano di essere il nuovo "rabbino capo"......


    Shalom

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens
    E pensare che c'è ancora qualche imbecille che lo accusa di essere stato nazista...
    Imbecille è chi cancella la realtà. Tra l'altro erano in molti ad esserlo all'epoca.

  6. #6
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    La mamma dei cretini è sempre incinta...
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens
    E pensare che c'è ancora qualche imbecille che lo accusa di essere stato nazista...
    Quindi Ratzinger non ha fatto parte della Gioventu' Hitleriana?

    Cristiano

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Bigas
    Quindi Ratzinger non ha fatto parte della Gioventu' Hitleriana?

    Cristiano
    Bigas,
    la gioventù tedesca era certamente insidiata dallle cure del regime hitleriano così come lo erano le gioventù russe e italiana nei rispettivi paesi.E quei giovani forse non sapevano nemmeno che esistessero altre realtà più libere di quelle in cui erano nati e dovevano pur vivere.
    Che diritto abbiamo di farci giudici di quei cittadini che erano anch'essi vittime di quei regimi totalitari?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    Bigas,
    la gioventù tedesca era certamente insidiata dallle cure del regime hitleriano così come lo erano le gioventù russe e italiana nei rispettivi paesi.E quei giovani forse non sapevano nemmeno che esistessero altre realtà più libere di quelle in cui erano nati e dovevano pur vivere.
    Che diritto abbiamo di farci giudici di quei cittadini che erano anch'essi vittime di quei regimi totalitari?
    Le vittime ( anche se martiri sarebbe la parola corretta) sono coloro che si rifiutano di partecipare ( attivamente o passivamente) a un regime. Ed alcuni muoiono per le loro convinzioni. Ovviamente, per avere una cosi' alta forza morale, e' necessario avere delle forti convinzioni a supporto.

    Joseph Ratzinger non ha mai negato la sua appartenenza all'organizzazione, ma nella sua autobiografia "Milestone: Memoirs: 1927-1977", spiega che lui e suo fratello Georg furono costretti a iscriversi. Durante la Seconda Guerra Mondiale il giovane Ratzinger fu arruolato dalle SS per difendere la Germania dall’arrivo dei sovietici e degli americani.
    Recentemente lo stesso papa tedesco ha motivato la sua presenza sporadica nella sede dell'organizzazione giovanile nazionalsocialista con la necessità di procurarsi la riduzione delle tasse scolastiche di cui aveva bisogno per studiare.

    Ovviamente la riduzione delle tasse scolastiche puo' essere uno stimolo ben maggiore di altri.

    Cristiano

  10. #10
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    Dì un pò, Bigas, sai per caso che facevano Dario Fo, Scalfaro e (scadente) compagnia durante il regime fascista?

    Pure loro evidentemente, FASCISTI?

 

 
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