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Originariamente Scritto da pensiero
la prima frase non la commento neanche, perchè ripeto....se la pensi così hai dei seri problemi
per quanto riguarda la seconda, chi è che t'impone qualcosa? io esprimo solo il mio disappunto nel tuo denigrare sempre e comunque la tua regione che è anche la mia...se non ti piace fai le valigie e vai da un'altra parte.....tu non ce l'hai su solo con il dialetto Veneto (tra poco spero sarà riconosciuta come lingua) ma anche con tutto ciò che rappresenta il Veneto e mai una volta che ne parli in positivo, sapendo bene che il Veneto è la regione insieme alla Lombardia con più volontariato...più donazione di sangue, più aiuti al prossimo e bla..bla..bla...solo perchè tu ti senti se così vgliamo dire "discriminato" la prendi come esempio in negativo in tutto e per tutto, quindi ti invito ancora una volta ad emigrare se ti fa così schifo....
appena ne avrò le possibilità economiche lo farò, non preoccuparti.
Cmq non è solo x la mia omosessualità ke non sopporto i veneti xke la discriminazione è diffusa un po' ovunque e in veneto si vive come gay meglio ke in tanti altri posti del mondo e d'Italia.I veri motivi sono soprattutto l'ignoranza, il saper lavorare senza studiare trasformati in orgoglio di una regione. Cose orrende, emblema di una cultura, quella del consumismo e dell'ostentazione nati solo da un lavoro non di gente ke ha studiato, ma di ignoranti arrikkiti.(e te lo dice uno ke ci vive sui soldi fatti cosi, so ke sto sputando sul piatto da cui ho mangiato ma non posso non criticare un sistema SBAGLIATO solo xke è quello ke i miei avi hanno usato e ke x questo mi permette di vivere). Il modello nordest, infatti, incapace di adattarsi a un vero mercato moderno e internazionale sta franando e se non si corre presto ai ripari non si va da nessuna parte se non nel baratro. Ma, dato ke la gente veneta ha sempre preferito non istruirsi ora vediamo le conseguenze di gente non professionalmente capace e ke quindi non sarà pronta a cambiare l'economia veneta. Spero di sbagliarmi, ma spero ancora di più, come ben dici, di andarmene da questi posti, pur rimanendo legato in modo molto forte, come è naturale ke sia, ai LUOGHI dove vivo, mentre non sono per nulla legato alla GENTE con cui condivido la mia esistenza.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Enrico1987
Ma, dato ke la gente veneta ha sempre preferito non istruirsi ora vediamo le conseguenze ...
ME NE ERO AKKORTO DI QUESTO FATTO...:-0#09y
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Originariamente Scritto da LuciaP
Purtroppo no...una settimana di noia mortale, invece...:-0#09o
OCCAPITO...UNA SETTIMANA DI SESSO CON DREYER.... :-:-01#08
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Originariamente Scritto da Enrico1987
.I veri motivi sono soprattutto l'ignoranza, il saper lavorare senza studiare trasformati in orgoglio di una regione. Cose orrende, emblema di una cultura, quella del consumismo e dell'ostentazione nati solo da un lavoro non di gente ke ha studiato, ma di ignoranti arrikkiti.(e te lo dice uno ke ci vive sui soldi fatti cosi, so ke sto sputando sul piatto da cui ho mangiato ma non posso non criticare un sistema SBAGLIATO solo xke è quello ke i miei avi hanno usato e ke x questo mi permette di vivere).
Sarò colpito da una crisi di provincialismo acuto, ma a me sembra evidente che non sia necessario (né moralmente, né eticamente) studiare per poter lavorare o per "arricchirsi".
Quali studi bisogna seguire per spostare dei bancali di ortaggi al mercato?
Quali studi bisogna seguire per svolgere il lavoro di metalmeccanico?
E per fare il cassiere? E per lavorare nella nettezza urbana?
Ma poi... non è che il lavoro di meccanico (così umile perché ci si sporca le manine) implichi uno studio più sistematico di quello di una qualsiasi materia umanistica?
E fin qui ho citato i lavori della cerchia più ristretta dei miei amici.
Qual è il modello più rispettabile (ragionando per estremi): quello del ragazzo che a 15 anni se ne va in cerca di un impiego o quello del quasi 30enne laureato (tuttologo) che non ha mai lavorato in vita sua perché deve trovare ancora una proposta che lo "soddisfi"?
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non conosco nessun dialetto; in famiglia nessuno parla dialetto e in giro il milanese non lo sento parlare se non da qualche pensionato. Paradossalmente penso di capire meglio il veneto che il milanese.
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Citazione:
Originariamente Scritto da agaragar
OCCAPITO...UNA SETTIMANA DI SESSO CON DREYER.... :-:-01#08
:-0008n :-0008n
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Citazione:
Originariamente Scritto da DiegoVerona
quello del ragazzo che a 15 anni se ne va in cerca di un impiego o quello del quasi 30enne laureato (tuttologo) che non ha mai lavorato in vita sua perché deve trovare ancora una proposta che lo "soddisfi"?
nessuno dei due.
Sinceramente obbligherei tutti ad andare a scuola fino ai 18 anni, xke bisogna sapersi relazionare seriamente con le persone, non FARSI FREGARE DALLA SOCIETA', saper leggere un giornale, cose ke ki si ferma in 3a media fatica a fare se non è autodidatta,
Ke il 30 enne nn trova lavoro è un problema di una scuola italiana ke istruisce in modo troppo teorico e poco pratico e ke dà troppe informazioni. Studiavo di recente in filosofia il VALORE di saper scegliere le informazioni, eliminando quelle inutili, ke sono la maggior parte in questo mondo di solo informazione(xke con le informazioni stupide poste sullo stesso piano di quelle importanti vengono cancellate le cose importanti).
Cmq il problema sono i tanti imprenditori veneti ke sono cresciuti con l'impresuccia familiare e ke con la prima crisi economica, data la debolezza CRONICA del sistema azienda ke hanno creato, poco strutturata, poco furba, sono crollati(2/3 delle aziende orafe spazzate via in 2 anni nel vicentino). Solo ki, da autodidatta o xke intelligente da dotarsi di manager capaci, ha superato bene la crisi(ho qlke esempio in famiglia).
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Citazione:
Originariamente Scritto da DiegoVerona
Sarò colpito da una crisi di provincialismo acuto, ma a me sembra evidente che non sia necessario (né moralmente, né eticamente) studiare per poter lavorare o per "arricchirsi".
Quali studi bisogna seguire per spostare dei bancali di ortaggi al mercato?
Quali studi bisogna seguire per svolgere il lavoro di metalmeccanico?
E per fare il cassiere? E per lavorare nella nettezza urbana?
Ma poi... non è che il lavoro di meccanico (così umile perché ci si sporca le manine) implichi uno studio più sistematico di quello di una qualsiasi materia umanistica?
E fin qui ho citato i lavori della cerchia più ristretta dei miei amici.
Qual è il modello più rispettabile (ragionando per estremi): quello del ragazzo che a 15 anni se ne va in cerca di un impiego o quello del quasi 30enne laureato (tuttologo) che non ha mai lavorato in vita sua perché deve trovare ancora una proposta che lo "soddisfi"?
Nessuno dei due, per quanto mi riguarda. Smettere di studiare a 14 anni quando si ha la possibilità e le capacità di continuare a farlo secondo me è un assurdo, una mancanza di rispetto verso se stessi e la propria intelligenza. La cultura personale è una cosa troppo importante per potervi rinunciare per andare a lavorare a 15 anni per potersi poi permettere telefonini, scooter e righe di coca. E' un tipo di mentalità che aborro, siamo persone, non bestie da soma, e come esseri umani dobbiamo vivere: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza", diceva Dante. E fidati, Diego, l'ignoranza è la vera generatrice di mostri, non il sonno della ragione.
In quanto al trentenne tuttologo che non ha mai lavorato, anche quello ovviamente è un eccesso dall'altro lato.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
E' un tipo di mentalità che aborrro
http://www.scanner.it/tv/images/mughini.jpg
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En passant...
A dirla tutta l'obbligo scolastico è stato recentemente alzato ai 18 anni dalla Moratti (vabbè, poi si potrebbe aprire un'ultureriore discussione su questa faccenda, ma tant'è). Io a questo sono contrario per una semplice e banale ragione: non tutti sono portati per gli studi e da una certa età diventa chiaro. Poiché tra questi zucconi ci sono alcuni dei miei più cari amici, che in un qualsiasi liceo avrebbero soltanto scaldato i banchi inutilmente, trovo giusto che abbiano lasciato ogni velleità (sarà cinico, ma è così) scolastica e si siano messi in cerca di un lavoro.
Aggiungo che iniziare a lavorare a quell'età non implica solo il fatto di atteggiarsi a fighetto con lo scooter truccato, ma può anche servire per far quadrare i conti della casa. Primo esempio che ho "sottomano": XYZ ha iniziato a lavorare verso i 16 anni, viveva con la madre che di mestiere faceva (e fa) la commessa, mentre suo padre -operaio- passava gli "alimenti" che erano quello che erano e che comunque non sono eterni. Soldi in più non facevano schifo, anzi. E vi prego di non intendere questo esempio come qualcosa di fuori dal mondo. Può capitare, non è un esempio così estremo a dirla tutta.
Poi c'è un altro fattore da considerare: vivere da mantenuti è per molti intollerabile. Conquistare l'indipendenza economica dai genitori è un modo come un altro per diventare adulti.
In generale non considero l'ignoranza come una colpa imperdonabile o un disvalore, né l'acculturamento come un valore di per sé. Anzi, li definirei persino come fenomeni neutri. Solo le loro degenerazioni sono negative (per quanto riguarda l'ignoranza non c'è bisogno che espliciti, mentre l'acculturamento può diventare boria e spocchia, basta dare un'occhiata a POL :D ...).
Sì, dopo mi duole non poter discutere con loro del cinema di Anghelopoulos o del Nigergate, ma pazienza, me la metto via. In compenso se la macchina ha qualche problema mi becco uno sconto non da poco.