È assurdo che, io laico cattolico non praticante spesso in contrasto con alcuni dogmi, debba ergermi a paladino difensore della Chiesa e del suo diritto ad evangelizzare.
Leggendo post e commenti “sparsi” nelle varie piattaforme di blog ho constatato che vi è un atteggiamento di insofferenza nei confronti della Chiesa cattolica.
Posto che non necessariamente la Chiesa debba essere “simpatica” a tutti, non capisco però di cosa abbiano paura chi inveisce contro di Essa.
La mia personale posizione nei confronti della Chiesa e dei suoi dogmi non è frutto ne conseguenza di una posizione ideologica, ma bensì di una attenta quanto intima riflessione “esoterica” (che significa lavoro di introspezione… precisazione dovuta a chi dovesse interpretare il termine per qualcosa di occulto).
Molti dogmi mi lasciano dei dubbi (ma è un fatto personale), non do mai per scontato che ciò che “esce” dai documenti ufficiali della Chiesa sia vero… non credo nelle verità rivelate (non ho fede?), ma credo in un sincero ed intimo confronto con l’Essere Supremo (Dio), che non troviamo solo ed esclusivamente nei testi sacri, ma dovunque noi rivolgiamo il nostro pensiero Lui è li presente: è nella nostra mente, nella nostra anima, nell’aria che ci circonda, è ovunque proprio per la sua onnipotenza. Noi umani pretendiamo di “identificare” Dio tentando di somigliarlo a noi dandogli i nostri sentimenti, il nostro senso di giusto e sbagliato, il nostro “metro di misura”. Ma non è così. Dio non ci somiglia, ne tantomeno noi somigliamo a Lui. Dio è. Lui non è definibile ne nominabile (perché dargli un nome? Da chi lo dobbiamo distinguere?). Questa riflessione, che nulla avrebbe a che vedere con ciò che dirò, serve a levare il campo a chi vorrà giudicare ciò che dirò come pregiudizio condizionato dalla mia fede o non fede.
Molti giudicano l’intervento della Chiesa in argomenti politici o di interesse sociale come un ingerenza nella vita politica del cittadino italiano. Posto che ciò sia vero, e non lo è, cosa differenzia un parere ispirato dai dogmi cattolici da un parere ispirato da dogmi ideologici di altra ispirazione (es. dogmi comunisti, ecc.)?
Se il laico, ma in questo caso preferirei laicista (è la giusta distinzione), ha il diritto di esprimere una sua idea e lottare per essa, perché la Chiesa non può avere lo stesso diritto?
Se poi la Chiesa riesce a fare più proselitismo di quanto non riescano a fare i laicisti è probabile che ciò sia dovuto al fatto che probabilmente ciò che dice è più convincente o quantomeno incontra più pareri condivisi.
Come ho enne volte ripetuto io sono laico, ma ho spesso e volentieri “sposato” idee di ispirazione cattolica pur con la consapevolezza che le condividevo anziché accettarle ciecamente. Succede quindi che spesso e volentieri anche un laico possa “pensarla” come la Chiesa.
Vi è poi una distinzione da fare: la Chiesa intesa quale istituzione e la chiesa intesa come individui che la rappresentano.
Nel primo caso ne ho profondo rispetto e non oso giudicarla in quanto tale, fermo restando che non me ne sento parte.
Nel secondo caso invece dico solo che ho la consapevolezza della natura fallibile dell’uomo come individuo e della conseguente fallibilità di tutto ciò che l’uomo fa e decide anche in nome di una Illustre e sacra Istituzione quale è la Chiesa (il concetto sarebbe estendibile a qualsiasi istituzione, vedi: magistratura, corpi di polizia, ecc.).
Non sono le istituzioni che meritano giudizi, ma i singoli individui che si rendono protagonisti di eventi, decisioni, opinioni, ecc.
Quando la Chiesa esorta i cattolici a fare o non fare un qualcosa che va contro i propri dogmi non fa niente di diverso da ciò che un leader di partito fa quando esorta i suoi “compagni” o “camerati” o “quelchevipare” a comportarsi ed agire secondo i propri dogmi ideologici.
Altro aspetto importante da evidenziare è il continuo appellarsi ad una tanto millantata democrazia da parte dei laicisti, democrazia alla quale però non vogliono far partecipare chi la pensa diversamente da loro, cioè la MAGGIORANZA.
Chissà perché l’ho scritto maiuscolo?!?... ah si! Certo… per sottolineare che in democrazia è la maggioranza che decide e la minoranza, pur avendo diritto a manifestare il proprio dissenso nei modi consentiti dalla legge (cioè senza rompere le palle… e le vetrine dei negozi, ecc), ci si deve adeguare.
Chiaro il concetto?
Naturalmente anche il contrario, cioè che i cattolici vogliano censurare i laicisti, non è ne giusto ne auspicabile; sempre per i principi su menzionati. Ergo, in una società civile tutti hanno diritto di esprimere le loro idee e cercare i consensi degli altri, a patto che poi sappiano riconoscere ed adeguarsi alla decisione della maggioranza.
Spero di non aver offeso ne laici, ne laicisti e tantomeno cattolici.
Concludo con una preghiera rivolta a tutti a prescindere dal loro credo:
- che l’umana famiglia sappia evolversi nel rispetto dell’individuo, della comunità, della natura e di Dio. -
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