Il sentimento nazionalista costituisce una grave fonte di divisione nei
confronti dell'ideale dell'unità (anche sociale) dei cristiani. E quindi,
come ogni divisione, non può che derivare dal nemico.
Invece la cristianità - ovvero: la chiesa militante - dovrebbe essere unita
sotto un unico Papa, ed un solo Imperatore, analogicamente a quanto avviene
per la chiesa trionfante, unita sotto N.S. Gesù Cristo, Sommo Sacerdote e
Re. Questa unità sovranazionale dei cristiani si verificò durante le prime
crociate, che forse non riuscirono fino in fondo, solo perchè l'unità era
interna ai cristiani occidentali (sulla c.d. quarta crociata, si può dire
che tutto fu - nel male -, tranne che appunto una crociata).
A questo proposito,però, è probabile che si sia molto sottovalutato il ruolo
che, nello scisma del 1057, ebbe la circostanza della presenza di due
Imperatori cristiani. Ruolo che, tuttavia, è il medesimo giocato dai
nazionalismi nella creazione delle chiese nazionali: come quella anglicana,
oppure come tutte le chiese "acefale" ortodosse. Queste osservazioni
brevissime, non possono che limitarsi ad offrire uno spunto di riflessione:
è veramente possibile che si possa ottenere un'unità di fede dei cristiani,
senza una loro unità sociale? Oppure le due cose sono legate "a doppio
filo", per cui la prima non si può ottenere senza la seconda, e viceversa?