Gemellaggi e sprechi, le follie dei Municipi
Autorizzati dai Consigli viaggi in tutto il mondo, boicottaggi contro aziende e referendum autonomisti
Proteste dei presidenti: nel 2006 il Campidoglio ridurrà del cinquanta per cento le risorse destinate alle ex Circoscrizioni
di SUSANNA NOVELLI GEMELLAGGI con i mercatini del Tirolo, divieto di bere Coca Cola, massaggi shiatsu per gli anziani, referendum «secessionisti», mozioni in difesa delle donne, corsi di educazione alla sessualità. Anche i Municipi capitolini hanno fatto la loro parte per entrare nel «pianeta fantasia», rendendo forse più colorati i tempi cupi per i diciannove mini sindaci della Capitale. I tagli annunciati dalla Finanziaria del Governo e del Campidoglio, infatti, riducono praticamente del cinquanta per cento le risorse, già esigue, a disposizione dei parlamentini. Stanchi di fare la parte dei «figli minori», ben otto presidenti sono scesi in piazza l’altro ieri per denunciare la carenza di fondi. E non solo. A mettere il dito in una piaga sempre più larga, un decentramento che in molti vorrebbero più forte ma che difficilmente sarà riformato in questa consiliatura. Senza soldi e con pochi, spesso futili, poteri, i municipi capitolini vivono insomma la loro prima crisi adolescenziale. Tanti atti importanti, certamente, per la vita dei residenti. Decine e decine di delibere, risoluzioni, ordini del giorno che sono usciti in questi cinque anni dai parlamentini locali. Tra questi però, ce ne sono di curiosi e pur non riferendosi alla «fiera del rospo», molte delle cose approvate fanno riflettere: come ad esempio i massaggi shiatsu per i centri anziani del XVI Municipio o l’acquisto di una statua di bronzo di S. Agostino da parte del XIII Municipio. Non si contano più, poi, i gemellaggi con città e paesini, più o meno noti, che interessano praticamente tutti i Municipi. Si va dal IV, gemellato con Atene e a breve con Caracas, al XIII gemellato con un quartiere dell’Havana, al X e all’XI con Cuba e con un municipio autonomo del Chiapas, al VII gemellato con l’Ecuador. Elencarli tutti sarebbe impossibile, quasi a dimostrare che il gemellaggio con un qualche paese sia un must per i parlamentini, così come per gli uffici stampa che si moltiplicano in ogni ufficio. Tra le decisioni più «fantasiose» poi, vi è quella del IX Municipio, appena gemellato con i mercatini tirolesi. Atti di solidarietà, insomma, che a volte si traducono in missioni estere, spesso pagate direttamente dai partecipanti, ma che poco interessano la vita quotidiana dei residenti. Così come il divieto imposto nell’XI Municipio di vendere Coca Cola e altri prodotti di multinazionali straniere negli uffici municipali, un provvedimento bloccato invece nel IV Municipio dal presidente Benvenuto Salducco, o ancora la delibera del VII Municipio che vieta la prostituzione in viale Palmiro Togliatti o una risoluzione del II che cerca di arginare la prostituzione maschile. Quasi sfigura il XII, dove quelche euro è finito addirittura per inviare gli auguri natalizi. O, ancora, l’annosa vicenda dei Montecchi e Capuleti del litorale romano. I residenti di Acilia contro quelli di Ostia. La mozione per indire un referendum che stabilisca il distaccamento della prima dalla seconda giace in Campidoglio da tempo memorabile. A tenerla ancora in vita, solo il fatto di ripresentarla, inutilmente, nell’ordine dei lavori del Consiglio comunale ogni tre-quattro mesi. Tanti atti insomma che sanno di politica e non di amministrazione. Tante iniziative che non solo incidono, seppure non in modo sensibile, sulle esigue casse municipali ma che dimostrano forse che la fase dell’adolescenza non si è ancora conclusa per i diciannove parlamentini romani.
http://www.iltempo.it/approfondiment...px?news=111843




Rispondi Citando
