Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Gli sprechi della Rai

  1. #1
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    Predefinito Gli sprechi della Rai

    Rainews24, la rete degli sprechi:100 redattori, 3mila telespettatori

    di Fabrizio De Feo

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=215615&PRINT=S

    Il canale all-news diretto da Mineo costa 35 milioni di euro all’anno ma ha l’audience di una radio locale. Nata nel 1999, è stata da sempre una "enclave" del centrosinistra. L'Unione in pezzi sulla tv di Stato: sfiduciato il presidente Petruccioli che dice: "Non mi dimetto"

    da Roma

    È un club per pochi intimi, RaiNews24. Un canale più che a conduzione, a visione familiare, che raggranella numeri da piccola radio locale. I dati d’ascolto assumono contorni quasi imbarazzanti. La rete all-news del servizio pubblico - in onda sul satellite e sul digitale terrestre - nel periodo 1 aprile/22 ottobre raggiunge, nell’arco dell’intera giornata, uno share dello 0,03%. Una percentuale che si traduce in circa 3mila ascoltatori quotidiani. Considerato che il canale diretto da Corradino Mineo ha un costo annuo di circa 35 milioni di euro, se gli aficionados fossero chiamati a pagare un canone sufficiente a coprire questa cifra dovrebbero sborsare 11mila euro a testa.
    Note dolenti, soprattutto per i conti dell’azienda di Viale Mazzini, risuonano anche se si adotta un altro spartito e un’altra chiave interpretativa: quella della forza lavoro. RaiNews24, infatti, ha in organico più di cento giornalisti. Se si prende il dato dei 3mila spettatori giornalieri questo vuol dire che si hanno circa 30 spettatori per ciascun operatore dell’informazione. L’ascolto, in realtà, migliora un po’ in termini di audience se si segmentano le fasce orarie e si prende il solo «prime-time». In prima serata gli ascoltatori salgono a quota 5mila, anche se lo share (ovvero la percentuale di ascolto rispetto al pubblico che sta guardando la televisione in quell’istante) cala allo 0.02%. Quando, invece, va in onda la ripetizione in chiaro su Rai Tre di notte fino alle 8 del mattino si arriva a 97.000 ascoltatori. Assolutamente penalizzante anche il confronto sul solo satellite con il concorrente diretto, rappresentato da SkyTg24. Il canale diretto da Emilio Carelli raggranella, infatti, dieci volte i contatti-giorno di RaiNews24.
    Il canale pubblico all-news, la cui esistenza è prevista dal Contratto di servizio tra Rai e ministero delle comunicazioni, nasce il 26 aprile 1999. La rete, ispirata al modello della Cnn, viene plasmata da un professionista tanto stimato quanto schierato come Roberto Morrione. Un imprinting che trasforma RaiNews24 in una sorta di enclave rossa di rito diessino. Dal novembre 2006, con la direzione di Corradino Mineo, il canale inaugura una nuova veste grafica, la doppia conduzione di alcune edizioni, cambia logo e colori e adotta un nuovo slogan: «Il mondo è con voi». Peccato che il numero di quel «voi», nonostante il nuovo corso, abbia subito variazioni appena percepibili.
    Se il canale all-news incassa circa 35 milioni di euro, tutt’altro trattamento riceve un altro pezzo dello sconfinato universo Rai. Gli spifferi freddi del nuovo piano industriale indicano, infatti, che potrebbe esserci una sottrazione di risorse per Rainet - la società incaricata di sviluppare i siti web del gruppo - che a settembre ha raggiunto il record storico di oltre 84 milioni di pagine viste e 4,6 milioni di utenti unici registrati, con una crescita rispetto al 2002 del 537%. Le unità di misura sono diverse. Ma se si volesse fare un paragone con RaiNews 24 «l’ascolto» quotidiano di Rainet risulterebbe pari a circa 276mila «spettatori». E questo nonostante un budget che non va oltre i 6 milioni di euro. Un risultato per il presidente della società, Giampaolo Rossi, e per l’amministratore delegato Alberto Contri (ex consigliere di amministrazione della Rai, vicino al centrodestra) che «potrebbe essere ancor più eclatante attraverso un potenziamento dei mezzi a disposizione, in particolare riguardo l’area news. I risultati attuali, comunque, con un investimento da parte della Corporate di appena lo 0,2% del suo bilancio totale, dimostrano l’enorme potenzialità del web».
    Ma c’è un altro punto che lascia perplessi. Il piano industriale propone di ridisegnare e rivoluzione Rainet. Il motivo? Un fantomatico posizionamento al 33° posto nel ranking dei portali in Italia. Una valutazione curiosa visto che il dato preso come riferimento è quello del mese di agosto (quando crollano gli ascolti del web Rai). Inoltre nel computo vengono inseriti persino i motori di ricerca come Google e Yahoo e i portali di servizio delle tlc. Insomma, una vera e propria trappola interpretativa visto che non si tiene conto, invece, che il portale Rai.it è al quarto posto dietro Repubblica, Corriere e Mediaset. Tutti siti che investono somme (e risorse umane) enormemente maggiori rispetto al web di Viale Mazzini.

  2. #2
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    "Gli spettatori di Rai News 24? Ieri mille"

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=215844&PRINT=S

    Polemico botta e risposta fra il "Giornale" e Corradino Mineo che contesta i dati sull'ascolto medio. Ma i dati Auditel lo smentiscono. Domani sul "Giornale" la seconda puntata dell'inchiesta. La rete degli sprechi

    Milano - E' polemica dopo la pubblicazione da parte del "Giornale" dei dati di ascolto e del numero dei giornalisti che lavorano a Rai News 24. Il direttore Corradino Mineo replica tra l'altro: "Numeri infondati che non tengono conto di una realtà che invece è in forte crescita, e che nel caso di copertura di grandi manifestazioni nazionali, ha registrato un’audience ai primi posti per i programmi satellitari. Inoltre siamo l’unica tv nazionale "aperta" 24 ore su 24, e garantiamo per la Rai la copertura dell emergenze".

    "Mineo si arrampica sugli specchi" "Il direttore di Rai News 24 Corradino Mineo si arrampica sugli specchi, ma così rischia di farsi male. Il Giornale ha scritto che Mineo dirige una rete con 100 giornalisti per un ascolto medio di 3.000 spettatori. Mineo conferma i 100 giornalisti ma contesta l’ascolto. Ora non si capisce in base a cosa. Forse perchè siamo stati troppo generosi con la sua rete? In effetti basta prendere i dati Auditel di ieri: Rai News 24, come ognuno può controllare, ha fatto non 3.000 ma 1.000 spettatori di ascolto medio. Quindi lo spreco è ancora maggiore: 100 giornalisti per 1.000 telespettatori. Questi sono i numeri ufficiali. Il resto sono chiacchere". Questa l risposta del Giornale e del direttore Mario Giordano ache annuncia: "L'inchiesta va avanti, domani la seconda puntata".

  3. #3
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    RN24 va annientata

  4. #4
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    Io, costretto a vederlo almeno farò audience

    di Massimiliano Lussana

    Non ho mai odiato il direttore come ieri. Il sadico mi ha costretto a guardare tutto il giorno RaiUtile, il canale in onda sulle piattaforme satellitari, sul digitale terrestre e su internet, «nato per rispondere ai bisogni dei cittadini».
    Non l’avesse mai fatto. Certo, se il suo scopo era quello di aumentare gli ascolti di RaiUtile, Mario Giordano l’ha raggiunto in pieno. La mia giornata davanti alla televisione, infatti, ha sicuramente contribuito al successo giornaliero del canale Rai. Questa mattina, quando verranno comunicati i dati Auditel, correrò ansioso a leggermeli. Quelli di mercoledì parlavano chiaro: 0,00 per cento di share dalle 7 alle 8,59 del mattino; 0,00 per cento dalle 9 alle 11,59; 0,00 per cento dalle 12 alle 14,59; 0,00 dalle 15 alle 17,59; 0,00 per cento dalle 18 alle 20,29; 0,00 per cento dalle 20,30 alle 22,29 e 0,00 per cento dalle 22,30 alle 2 di notte. Quando si dice un palinsesto gradito allo stesso modo a tutte le ore del giorno.
    L’uniformità, peraltro, è garantita anche dagli altri valori rilevati dall’Auditel: sempre zero il livello degli ascolti medi; 0,00 per cento a tutte le ore l’indice di penetrazione, che non è una roba da film hard, ma un dato interessantissimo per gli investitori pubblicitari; zero minuti e 00 secondi in ogni fascia oraria il livello di stazionamento degli spettatori davanti al video; 0,00 per cento a qualsiasi ora la percentuale di permanenza davanti allo schermo. Per un totale di 42mila contatti in un giorno, cioè il dato di chi capita anche solo un secondo su RaiUtile facendo zapping, compresi coloro che usano il telecomando come Lewis Hamilton il pulsante del cambio automatico. Quelli, per intenderci, che lo schiacciano per sbaglio.
    Certo, si parla solo degli ascolti di mercoledì. E potrebbe essere demagogico e qualunquista trasformare un giorno qualunque in una cartina di tornasole dell’andamento di un’intera rete. Meglio, molto meglio, occuparsi degli ascolti medi di un mese: a settembre, ad esempio, sono stati 737 in media al giorno. In ottobre, se Mario Giordano continua nella sua imitazione sadica di Charlotte Rampling nel Portiere di notte, saranno 738, me compreso.
    Eppure, per onestà intellettuale, occorre riconoscere che RaiUtile non è certo quanto di peggio ci sia in Rai: va molto meglio negli ascolti di Rai Edu 1 e di Rai Edu 2; costa cifre (quattro milioni di euro di budget) che sono la radice quadrata di quelle di RaiNews24 e non ha pletore di dipendenti: oltre al direttore di area cattolica e a una produttrice, l’organico è di una quarantina di persone, tutte con contratti a tempo determinato. E, almeno per loro, RaiUtile giustifica il suo nome.
    Non basta? RaiUtile non è completamente sbilanciato a sinistra, quasi un’oasi in Rai. Anzi, a stare a spaccare il capello - visto che è il canale che dovrebbe costituire una sorta di «prova tecnica di trasmissione» per il digitale terrestre, per finanziare il quale è stato addirittura disposto un aumento ad hoc per il canone (sic, tutto vero!) - potrebbe a buon diritto andare a bussare a quattrini alla direzione generale di viale Mazzini.
    Però, c’è un però. E, forse, è il segreto degli ascolti. Ieri, ad esempio, nelle sei ore di trasmissione (replicate «a rullo» per quattro volte al giorno), il livello delle discussioni era soporifero: un dibattito sui «bamboccioni» e sull’imperdibile libro Generazione tuareg; rubrica sulla guardia costiera; altro dibattito su sistema pensionistico retributivo e contributivo. E fin qui, possono anche essere temi interessanti. Il tutto, però, crolla al momento dei fatti della giornata, da De Magistris alla pena di morte in Usa, con tanto di giornalista portoghese a commentare il tutto. Il ritmo, ovviamente, era quello del fado. E la tecnica televisiva di RaiUtile faceva passare il programma più soporifero della storia della tivù, cioè Il fatto di Enzo Biagi, cioè telecamera fissa sul tizio che parla, per una specie di film di Lars Von Trier.
    Su RaiUtile non mancano gli spot autopromozionali. Ce n’è uno su un programma politico, «a bassa voce e senza urla», pensato - testuale - «per avvicinare la casta al popolo». Magari poi, non proprio al popolo. Ma ai 737 telespettatori del giorno medio di settembre, sì.
    Massimiliano Lussana

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=215858&PRINT=S

  5. #5
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    Rai International, la rete di soli capi
    di Fabrizio De Feo
    Alla guida l’ex governatore laziale Badaloni: promozioni a pioggia, produzioni costose, consulenze alla compagna di un fedelissimo del premier. E il direttore generale sospende il canale con zero spettatori

    da Roma

    «Vogliamo un canale all’altezza dei tempi moderni, delle sfide geopolitiche che l’Italia intende giocare sullo scacchiere internazionale». Il modello? «La Bbc World». La frase non è tratta dal libro dei sogni ma dalla «mission» che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, assegnò al direttore di Rai International, Piero Badaloni, al momento del rinnovo della convenzione con Palazzo Chigi. Aggiungendo, stando a una cronaca di Prima Comunicazione, un immaginifico: «È un bignè ammuffito. Fanne un fulmine».
    Di fulmini se ne sono visti pochi nella nuova era iniziata nel dicembre 2006. E la Cinquecento non si è certo trasformata in una Ferrari. Ma tempeste e polemiche certo non sono mancate in questi dieci mesi. Tutto è iniziato con il soffertissimo voto di fiducia che ha incoronato il nuovo direttore (ex governatore ulivista del Lazio) con soli 26 voti favorevoli su 51 giornalisti votanti (da ricordare che Massimo Magliaro, il predecessore, aveva conquistato il 90% dei consensi). Segnate dalle polemiche anche le prime promozioni, con l’«upgrading» di tutti e tre i membri del comitato di redazione, ovvero del collegio sindacale interno.
    Il neo-direttore, prima dell’estate, ha dovuto fare i conti con una decurtazione del bilancio, sceso da 38 milioni di euro a circa 27. Ma in passato la rete non aveva certo stretto la cinghia. Il primo segnale era arrivato con le nomine dei nuovi vicedirettori, ben quattro. Un affondo che ha reso la tolda di comando della redazione decisamente affollata e costosa. Il risultato è che oggi Rai International, secondo quanto sussurrano i bene informati, paga tre stipendi assimilabili a quello di un direttore e ha in carico cinque vicedirettori. Oltretutto in una redazione composta da 63 giornalisti (in cui gli assunti sono 37), ci sono ben 22 «graduati», con la nomina minima di capiservizio. Come dire che Badaloni, prodiano di ferro, ha creato a sua volta il suo «governone». Peraltro tra coloro che possono godere di uno stipendio «direttoriale» c’è «l’art-director». Mimma Nocelli, ovvero la compagna di Alessandro Ovi, consigliere di Prodi a Palazzo Chigi e suo sodale fin dai tempi dell’Iri. La Nocelli, a cui è stata assegnata una stanza negli uffici di Rai International, non è una dipendente di Viale Mazzini ma una consulente, e sempre come consulente ha rapporti anche con Raisat e Rai Educational.
    Sfumato l’eco del grido «todos caballeros» con cui sono state salutate le nomine, rimangono sul campo i problemi irrisolti di sempre. E i nuovi nodi che si sono creati con la chiusura delle trasmissioni dirette verso l’Est europeo. Una scelta ragionevole, visto che si trattava di un retaggio della Guerra Fredda. Ma in assenza di progetti alternativi, lo spegnimento ha costretto i 30 traduttori dipendenti a una completa e forzata inattività. Perplessità ha suscitato anche l’acquisto di programmi da altre società Rai. Un esempio è «Art’Italia», 40 puntate complessive acquistate da Raisat per 500mila euro.
    Ma non è finita qui. Perché una interrogazione dei leghisti Roberto Castelli e Stefano Stefani semina altri interrogativi e chiede al ministro dell’Economia di imporre «politiche di maggior rigore economico» alla direzione di rete. In particolare gli esponenti del Carroccio chiedono lumi sulla sostituzione del Tg2 delle 13 con «un programma di approfondimento, Italia News, il cui costo di produzione sarebbe pari a 1,8 milioni di euro». Ma anche su un contenitore, «Italia Rai», il cui costo di produzione sarebbe pari a 1 milione di euro, con uno stipendio per Gigliola Cinquetti di circa 160mila euro per un impegno di 9 mesi.
    Con una maliziosa postilla. «Si tratta» si chiedono i parlamentari leghisti «della stessa Gigliola Cinquetti che è stata testimonial di Prodi alle primarie di Romano Prodi?». La risposta, assicurano i telespettatori sparsi nel mondo, è assolutamente affermativa.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=216128&PRINT=S

  6. #6
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    a parte il post violento di W. Von Braun che dimostra come nn tutti gli esseri umani possano essere considerati homo sapiens sapiens, fa ridere questo mantide: evidentemente pensa che gli sprechi della rai e tutti i suoi altri lati negativi siano nati con il governo prodi e che in particolare si limitino alle aree controllate dal csx

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Dantès Visualizza Messaggio
    aevidentemente pensa che gli sprechi della rai e tutti i suoi altri lati negativi siano nati con il governo prodi e che in particolare si limitino alle aree controllate dal csx
    sì infatti, invece la Rai di Berlusconi era un tempio shintoista

  8. #8
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    A parte il fatto che il Tg di Rainews 24 è uno tra i migliori presenti in Italia ed uno tra i più interessanti con interviste stimolanti e non i soliti servizi preconfezionati...........
    Ma detto questo che è soggettivo..............
    Parliamo degli ascolti................ma come si fa a sapere gli ascolti??.......Dite al giornalista de Il Giornale......che la rete che si chiama Rai News trasmette in tutto il mondo........attraverso satellite
    Rai News è una delle poche se non l'unica rete televisiva in lingua italiana che si puo vedere all'estero ....è obbiettivamente da cretini...controllare gli ascolti di Rai News 24 attraverso i dati Auditel..........
    1° perchè Rai news va in onda sul satellite...quindi prima bisognerebbe dar per scontato che tutto il campione auditel ha la parabola ...............
    2° E' da cretini controllare lo share ottenuto in Italia da una rete televisiva fatta appositamente per l'estero..........
    3° Rainews...va in onda sull'analogico solo su Rai 3 verso le 30 del mattino
    4° Esistono canali del genere un pò dappertutto basti pensare a TV5 Monde........France24 ....TVE internacional e servono anche a propagandare la lingua e la cultura italiana

    Quindi se si facessero gli articolo documentando solo gli sprechi............nulla da dire........ se si deve parlare di ascolti allora si mettano i puntini sulle I...perchè non penso di esere l'unico cretino che quando si trova in alberghi all'estero se deve guardare un Tg guarda Rainews.........e poi ma che si lamentano che la rete è lottizzata a senso unico mentre dovrebbe essere lottizzata a doppio senso......??
    Ma fatemi il piacere....vah

 

 

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