
Originariamente Scritto da
elios
Papa Ratzinger ha tutto il diritto di dire che i Pacs e la pillola abortiva sono segnali preoccupanti di un uso arbitrario del progresso. Non è questo il punto. Il punto è che i Cattolici hanno deciso di colonizzare lo Stato, imponendo i loro princìpi morali ai cittadini che non professano quella religione.
Se due gay non cattolici vogliono sposarsi, perchè la loro decisione deve interessare il Papa e la Chiesa? Se una donna non cattolica rifiuta consapevolmente la maternità e vuole abortire, cosa interessa al Papa e alla Chiesa? Si dirà che quella donna ostacola il diritto alla vita. Storie! Poichè il nascituro non chiede di vivere, quel che agli occhi di un Cattolico appare come il DIRITTO alla vita, agli occhi di un non-cattolico diventa l'OBBLIGO alla vita, derivato dall'obbedienza verso la volontà di un Dio in cui egli non crede.
Il Papa e la Chiesa hanno il diritto - anzi il dovere - di imporre la loro morale ai Cattolici, a chi riconosce il loro ruolo. Stop. I cittadini non cattolici, che hanno tutto il diritto di disinteressarsi della parola di Cristo, o meglio dell'interpretazione della parola di Cristo secondo i teologi accreditati presso la Santa Sede, hanno tutto il diritto di impostare la loro vita sui loro princìpi morali, non su quelli stabiliti presso la Città del Vaticano.
Discorso diverso se Cristo e la sua parola vengono strumentalizzati per imporre l'ordine sulla Terra e per consolidare il ruolo della Chiesa. Allora sì, il Papa si rivolge sia ai Cattolici, sia ai non Cattolici. Ma questo è un sopruso, verso il quale lo Stato governato da Berlusconi si rivela purtroppo impotente.
Ciao
Elios