Eh si, infatti i consumi vanno a gonfie vele... Grazie bananari!!!


Eh si, infatti i consumi vanno a gonfie vele... Grazie bananari!!!


Non l'ho fatto io, lo hanno fatto numerosi studi Italiani ed Europei che indicano che si è toccato il 25% (Era il 15 nel 2000). Io credo a questi studi per semplici, ma molto conreti, motivi.Originariamente Scritto da sicilia_libera
1) L'incredibile numero di Condoni varati dal Governo Berlusconi
2) In tutto il mondo se l'economia ristagna o addirittura va in recessione, l'occupazione ristagna o addirittura diminuisce. In Italia no. Il numero degli occupati cresce e non basta certo la legge Biagi a spiegare una crescita così consistente.
3) L'inflazione reale è molto più alta di quella Istat (Con la quale viene attualizzato il PIL) e ciò dovrebbe far crescere il PIL, ma non è successo.
Spero di averti risposto


Perchè un sociologo rinomato come De Rita mette in serio pericolo la propria credibilità per raccontarci la bufala secondo cui il declino economico del Paese è un'invenzione? Perchè secondo la sua IDEOLOGIA la famiglia è il cardine dell'ordine economico, sociale e politico di una Nazione, o meglio delle varie comunità che, unite fra loro, formano una Nazione.
La contraddizione è che l'ordine impostato sulla famiglia non può convivere col caos della società di mercato, dove le imprese nascono, si sviluppano, muoiono, si vendono, si comprano, si fondano con estrema facilità.
Nelle società di mercato - quelle vere - il cambiamento è all'ordine del giorno. Ci sono centinaia di acquisizioni e di vendite dall'oggi al domani. Ai sociologi come De Rita questa realtà fa venire la tremarella. Le scalate di Borsa fan venire loro il mal di mare. Hanno bisogno di ordine, di una stabilità capace di frenare il caos che invece regna sovrano nelle società più sviluppate. Ed ecco che si aggrappano alla famiglia come ad un salvagente (ormai sgonfio).
De Rita, come Berlusconi (e pure come Prodi) è un sopravvissuto che cerca di salvare il salvabile. NON RIUSCENDOCI, perchè non può riuscirci.
Ciao
Elios