Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Quin igitur expergiscimini?
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    Predefinito Catilina torna. E torna alla grande.

    Cari amisci,
    son stato un po' lontano dal forum repubblicano-europeo costrettovi da schiacciante mole di lavoro che mi lascia poco tempo libero. Sicchè le energie disponibili le ho rivolte all' attività sul territorio.
    Sono così in grado di annunciarvi che i Repeù bresciani si sono finalmente riorganizzati. E quindi:
    il 16 dicembre Convenzione programmatica dei Repubblicani Europei Bresciani. In vista "provocazioni" sui seguenti temi:
    scuola
    sanità pubblica
    agricoltura e ambiente
    condizione economica
    per poi andare a costituire l' azione repubblicana con agenda di lavori e inziative pubbliche che si terranno nella nuova

    CASA DEI REPUBBLICANI BRESCIANI

    DI IMMINENTE INAUGURAZIONE

    ma mi farò risentire in quell' occasione
    Lucio Sergio Catilina

  2. #2
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Dicci qualcosa di più de "L'Azione Repubblicana".

  3. #3
    Quin igitur expergiscimini?
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO
    Dicci qualcosa di più de "L'Azione Repubblicana".
    Oh Luscio,
    ho capito, sei terrorizzato dall' idea che "L' azione repubblicana" sia la ennesima scissione dell' atomo, sulla scia de l' Arsena e del Gizzi e dell' Ossorio. Tranquillo, tranquillo.
    Intendevo dire soltanto che, oltre a pensare, cercheremo di agire sul territorio come e in quanto Repubblicani Europei.
    "Pensiero e Azione": non è un' altra scissione, ma è la frase che disse un nostro antenato. Ti ricordi Lucio?
    Lucio Sergio Catilina

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Catilina
    idea che "L' Azione repubblicana" sia la ennesima scissione dell' atomo
    però, non male come nome.
    ha dentro di sé storia e programma;
    perché di dichiarazioni di repubblicanesimo siamo ormai pieni, da anni; bisogna pure che si cominci, se non ad agire, almeno a pensare come e dove si possa agire.
    [SILVIA]o no?[/SILVIA]

  5. #5
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    Cavolo, ottima pure l'idea della Casa dei Repubblicani Bresciani.
    In bocca al lupo
    saluti
    echiesa

  6. #6
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    Facci sapere di più.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus
    Facci sapere di più.
    Cari amici,
    ieri sera 16 dicembre a Brescia, presso la sede della III circoscrizione, in via G. Da Farfengo, si è tenuta la Convenzione Repubblicana, per rilanciare l' iniziativa del Movimento. Il dibattito, partecipato, tra una trentina di iscritti e simpatizzanti si è protratto dalle ore 20.30 alle ore 23. Alla fine è stata ufficialmente annunciata l' inaugurazione della nuova sede del MRE in pieno centro cittadino per la metà di gennaio 2006.
    Qui di seguito allego il testo del discorso da me pronunciato nel corso della manifestazione:

    Amici,
    non è senza significato che questa Convenzione si apra con un intervento sulla Scuola.
    I presenti sanno quale rilevanza abbia avuto nella tradizione repubblicana il tema dell' Educazione, se già Mazzini aveva affermato che la nostra libertà, i nostri diritti, l' emancipazione da condizioni sociali ingiuste dipendono dal grado di educazione che riusciremo a raggiungere. Oggi potrebbe sembrare che un simile tema non meriti più il primo punto all' ordine del giorno, dato che il Welfare State parrebbe aver assicurato livelli di formazione magari non esaltanti, ma almeno accettabili. Non è così purtroppo.
    Una statistica resa pubblica a metà dello scorso mese dall' Unione Nazionale per la Lotta contro l' Analfabetismo, ha rivelato infatti dati sconcertanti: il 12% della popolazione italiana (si parla quindi di sei milioni di cittadini) non ha tutt'oggi alcun titolo di studio. Il 66% è in possesso delle sole licenze elementare (36%) o media (30%). Si tratta di altri 36 milioni di Italiani da considerare analfabeti di ritorno, cioè non in grado di difendersi di fronte ai continui cambiamenti che hanno investito il mondo del lavoro, ammesso e non concesso che siano riusciti ad inserirvisi. Questi dati recenti sono una sostanziale conferma di quelli forniti dall' Istat un paio di anni fa, che aveva rilevato inoltre come i laureati siano poco più del 6% della popolazione e i diplomati il 24%.
    Dinanzi a questo quadro, il tema della scuola mantiene quindi più che mai la sua centralità
    Ma poniamoci delle domande: la politica che cosa ha fatto fino ad ora rispetto al problema? E il Movimento dei Repubblicani Europei in particolare, quali posizioni sta sostenendo a riguardo? C'è necessità di una ri- partenza anche a livello locale di iniziativa in questo campo e, nella parte finale del mio intervento, lancerò una proposta in merito. Adesso vorrei però svolgere alcune considerazioni preliminari. Negli ultimi anni proposte di riforma si sono succedute a ritmo serrato, esercitando una pressione frastornante sui docenti, che della scuola sono l' asse portante, insieme agli studenti. Ora siamo giunti al punto di svolta, con la cosiddetta Riforma Moratti. In extremis la ministra, nell' ottobre scorso, ha completato una ristrutturazione che parte dalle elementari. Non è questa la sede per dilungarsi a parlare della legge 53, ma almeno un accenno su quello che accadrà nelle scuole superiori lo ritengo indispensabile.
    I decreti che le riguardano sono infatti provvedimenti che distruggono gli istituti tecnici e professionali e trasformano metà della scuola in uno squalificato esercizio al mestiere di apprendista e di precario a vita. Insomma, bisogna aver chiaro che il centro-destra ha creato il "doppio canale" a livello nazionale, facendo della divaricazione sociale un destino, a partire dai 13 anni e mezzo di età, essendo stato congegnato un meccanismo che impone di scegliere già alla fine della terza media tra la formazione liceale e quella professionale. Per quattro anni tutto il popolo della scuola pubblica ha combattuto senza sosta contro un simile progetto, così come contro la legge sulla parità scolastica che ha messo sullo stesso piano scuola statale e privata anche per i finanziamenti.
    Ma la posizione del centro - sinistra rispetto al problema della riforma scolastica qual è?
    In alcune recenti interviste, esponenti dei Democratici di Sinistra e della Margherita hanno dichiarato di voler procedere, in caso di vittoria alle prossime elezioni, con una serie di "interventi mirati" finora non meglio specificati, mentre il congresso dei Democratici di Sinistra aveva approvato un documento d' impegno perché un eventuale nuovo governo dell' Unione cancelli la legge 53.
    Credo che i Repubblicani Europei dovrebbero velocemente attrezzarsi anche a livello locale per poter far sentire la loro voce in merito. A quanto mi risulta, infatti, attualmente esiste soltanto un breve testo che affronta in maniera esplicita l' argomento, dal titolo "Per ragionare di scuola", risalente a nove mesi fa, e si presenta comunque come un "contributo" per avviare un approfondimento senza indicare linee di intervento politico. E' da sottolineare inoltre che nel frattempo la situazione si è ulteriormente aggravata perché con la "devoluzione" si prevede in prospettiva il passaggio delle competenze sulla scuola alle nuove entità federali. E' la dichiarazione di morte della scuola nazionale statale.
    Allora io qui sollevo una serie di interrogativi.
    Riteniamo noi che si debba affrontare il problema dell' educazione secondo la caratteristica e specificità repubblicana, che ci pone in antitesi sia alla sponda confessionale che a quella confindustriale?
    Pensiamo si debba affrontare il problema dell' educazione nella sua vera natura, mettendo l' avviamento al mestiere fuori dalla scuola ed assegnando a quest' ultima il compito di fornire basi culturali e capacità di lettura del mondo ben consolidate, che consentano ai giovani di diventare cittadini a tutti gli effetti, ossia culturalmente italiani, preparati, coscienti, consapevoli che la loro educazione è la garanzia di una società autenticamente libera e ordinata?
    Siamo convinti che, fra i temi programmatici da affrontare prioritariamente, una analisi approfondita vada riservata alla concezione che noi abbiamo della scuola statale, riaffermando che essa, in ogni ordine e grado, debba tornare ad essere la struttura portante della comunità nazionale proiettata in una prospettiva europea? Non dimentichiamo, in questo senso, ancora una volta, quanto affermarono i padri fondatori del repubblicanesimo italiano, secondo i quali senza educazione nazionale non esiste moralmente una nazione. Senza educazione nazionale gli stessi termini "dovere" e "diritto" diventano formule prive di senso, in quanto la loro pratica viene lasciata all' arbitrio di chi sceglie l' educatore. E allora, se la scuola statale è per noi la garanzia di socialità e di realizzazione di un progetto educativo che si ponga in un rapporto "passato- futuro" tale da garantire continuità nella tradizione ed allo stesso tempo capace di affrontare i tempi che ci stanno davanti, vogliamo chiarire senza ambiguità la nostra posizione rispetto al nodo dei finanziamenti? Vogliamo chiedere un rigoroso rispetto di quanto previsto dall' art. 33 della Costituzione, respingendo ogni interpretazione sofistica che alcune forze politiche intendono dare strumentalmente per fini elettoralistici alla frase "senza oneri per lo Stato", con le sovvenzioni alla scuola non statale definita "paritaria"?
    E in questo contesto, che valutazione diamo della saldatura tra forze confindustriali e Curia romana, che aspira ad una ingerenza sempre più marcata negli affari italiani in nome di un pluralismo educativo e culturale che, in uno Stato autorevole, solo la Scuola statale può oggettivamente garantire?
    E infine, riteniamo necessario o no, in primis, aiutare il corpo docente a riconquistare la perduta identità professionale e la dignità della cattedra, realizzando al tempo stesso una Istituzione educativa che favorisca la partecipazione attiva di tutte le componenti scolastiche?
    Nell' attuale contesto di estrema debolezza dello Stato e nella indeterminatezza delle istituzioni federaliste, il problema della riorganizzazione della scuola italiana non può essere risolto attraverso compromessi, frutto di condizionamenti estranei agli interessi educativi e formativi delle giovani generazioni. Esse devono recuperare il senso dello Stato, rivendicare con orgoglio la propria appartenenza, riappropriarsi della propria identità culturale e nazionale, per poter competere con i giovani degli altri popoli.
    Avevo prima accennato ad una proposta operativa per l' immediato da realizzare a livello locale. Molto semplicemente essa consiste in questo: creare un gruppo di repubblicani che intendono lavorare attorno al tema della scuola, che si riunisca con periodicità regolare (io penso ad una frequenza bisettimanale) nella nuova casa dei repubblicani bresciani. La tabella di marcia potrebbe essere questa: partendo dal documento precedentemente ricordato dal titolo "Per ragionare di scuola", ampliare l' analisi, produrre proposte da valorizzare a livello nazionale nel Movimento, organizzare iniziative, incontri, dibattiti pubblici con i responsabili di settore (se ve ne sono) dei Repubblicani Europei. Come vedete si tratta di un semplice abbozzo, ma già di per sé dimostra come cose da fare ce ne siano, se si vuole.
    Lucio Sergio Catilina

  8. #8
    F***ing stubborn
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    Catilina sei un Mito.
    In Bocca al Lupo agli Amici Bresciani
    saluti
    echiesa

 

 

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