Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Nov 2005
    Messaggi
    499
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Della distruzione del tempio.

    Le profezie appartenenti agli ebrei della distruzione del tempio, della loro dispersione, del loro acciecamento, della loro conversione, provano con chiarezza la verità delle Scritture e la venuta del Messia.

    §. 1. Della distruzione del tempio.

    1. Nella legge antica volle il Signore che non vi fosse stato che un solo tempio, dove se gli offerissero i sacrificj; e per questo tempio Dio stesso designò il luogo, in cui doveva situarsi. Onde prima proibì sotto pena di morte il fare alcun sacrificio fuori del tabernacolo: Homo de domo Israel et de advenis qui peregrinantur apud vos, qui obtulerit holocaustum, sive victimam, et ad ostium tabernaculi testimonii non adduxerit eam, ut offeratur Domino, interibit de populo suo9. Di poi disse che nella terra promessa non avrebbe accettati né sacrificj né obblazioni fuori del luogo ove ordinò che si collocasse il tabernacolo: Cave ne offeras holocausta tua in omni loco quem videris: sed in eo quem elegerit Dominus10. Inoltre a tempo di Davide dichiarò il Signore che sceglieasi Gerusalemme per sua abitazione perpetua: Elegit Dominus Sion: elegit eam in habitationem sibi. Haec requies mea in saeculum saeculi: hic habitabo, quoniam elegi eam11. Ed indi significò a Davide quale doveva essere il luogo preciso, ove doveva ergersi il tempio, e fu l'aia di Ornamo12,come in effetto ivi poi fabbricossi il tempio da Salomone: Et coepit Salomon aedificare domum Domini in Ierusalem, in loco, quem paraverat David in area Ornam Iebusaei1. Sicché Iddio affisse tutto il culto esterno della religione mosaica prima al tabernacolo e poi al tempio costrutto in Gerusalemme; e vietando ogni altro luogo, dichiarò che ivi volea per sempre esser adorato: Elegi enim, et sanctificavi locum istum, ut sit nomen meum ibi in sempiternum2. Con che dimostrò che restando distrutto quel tempio, non voleva quel culto in altro luogo. Onde, giacché il segno della venuta del Messia era la distruzione del tempio, se da 1700. anni questo tempio è distrutto, dunque il Messia è già venuto.

    2. Né osta il dire che nella cattività di Babilonia gli ebrei anche furono privati del tempio; perché quella schiavitù e privazione del tempio fu breve; oltreché non tutto il popolo andò cattivo in Babilonia, ma parte ne restò in Gerusalemme. Ma dopo la morte del Messia non fu permesso loro neppur di entrare più nella città, se non (come dice s. Girolamo3) una volta l'anno, solo per andare a piangere la propria rovina; onde poi scrisse il santo: Ut qui quondam emerant sanguinem Christi, emant lacrymas suas.

    3. Ed è molto ammirabile il prodigio che avvenne a tempo di Giuliano imperatore. L'empio, avendo apostatato dalla fede, per render bugiardo Gesù Cristo che avea già predetto: Non relinquetur lapis super lapidem, qui non destruatur4 animò gli ebrei a riedificare il tempio, somministrando grosse somme, e dando Alipio suo ministro insieme col governatore della provincia per sovrastanti alla fabbrica. Gli ebrei per riergere il tempio con nuova struttura, disfecero tutte le fondamenta; e ciò fu disposto dal Signore, acciocché si avverasse intieramente la predizione, che non dovea restarvi pietra sopra pietra. Ma dopo gettate le fondamenta vennero tali tremuoti, che rimbalzarono in aria tutte le pietre, uscendo anche un fuoco dalla terra, che bruciò i materiali, gli stromenti de' muratori, ed ancora alcuni de' lavoratori; onde furono costretti ad abbandonare l'impresa. Tal fatto accadde nell'anno 363. , essendo console la quarta volta Giuliano. Basnage dà poco credito a questo prodigio; ma fortemente se gli oppone l'inglese Warburton nella sua Dissert. de' tremuoti. Il fatto poi lo riferiscono Socrate5, Teodoreto6, Filostorgio7, Sozomeno8. Ma quel che più fa peso, è che lo scrisse anche Ammiano Marcellino sul principio del libro 23, il quale era contemporaneo e stipendiato da Giuliano; egli specialmente scrisse così: Globi flammarum prope fundamenta crebris adsultibus erumpentes, fecere locum, exustis aliquoties operantibus, inaccessum; hocque modo cessavit incoeptum. Lo stesso scrisse s. Gio. Grisostomo, il quale fu assai vicino a quei tempi in cui il fatto era notorio, poiché viveano ancora più testimonj oculari, ed erano rimaste visibili le cave de' fondamenti fatti; onde il santo n'ebbe a scrivere più volte, ma specialmente nella sua orazione Quod Christus sit Deus, lasciò scritto: Nam aetate nostra imperator facultatem tunc dedit, et cooperatus est; opus incoepere, at ne vel minimum ultra progredi potuere, sed ignis a fundamentis exiliens, omnes fugavit... Indicium est quod hactenus fundamenta nudata appareant, ut videas ipsos quidem fodere coepisse, sed aedificare non potuisse, obsistente Christi sententia. Di ciò fecero anche menzione s. Gregorio Nazianzeno9, s. Ambrogio10, Rufino11, Severo Sulpizio12, Cassiodoro13 ed altri; sicché di tal prodigio non può dubitarsi. Ed in fatti qual altra causa potea far cessare gli ebrei dalla fabbrica così desiderata di quel tempio, con esser di più istigati e soccorsi da un imperatore, se non un miracolo che gl'impediva?

    4. A ciò si unisce la profezia loro fatta da Osea: Dies multos sedebunt filii Israel sine rege et sine principe et sine sacrificio et sine altari et sine Ephod et sine Theraphim. Et post haec revertentur filii Israel, et quaerent Dominum Deum suum et David regem suum: et pavebunt ad Dominum et ad bonum eius in novissimo dierum1. Ecco la rovina prenunziata a' giudei di dover restare senza re, senza sacrifizio, senza altare, senza Ephod, viene a dire senza uso di vittime, poiché l'Ephod era quella veste di lino stretta (tunicam et lineam strictam2), che usavano i sacerdoti nel sacrificare: senza Theraphim, che significa l'arca custodita da' cherubini. Il Messia è qui poi nominato Davide, mentre Osea insieme cogli altri profeti chiamavano il Messia col nome di Davide dopo la morte del vero Davide. Ma perché un tanto castigo in un tempo che gli ebrei non erano più inclinati all'idolatria? Qual delitto potea tirar sopra di loro una tanta ruina, se non il rifiutare il Messia loro dato con tanta chiarezza a conoscere? E ciò appunto significa Osea dicendo: Revertentur filii Israel, et quaerent Dominum Deum suum et David regem suum. Mentre dice, revertentur et quaerent, dimostra che gli ebrei non han voluto riconoscere per loro signore il Davide adombrato, qual è il Messia; e rigettando il Messia, han rigettato anche Dio che l'ha mandato.

    5. Perciò il Signore, riprovando tutti i sacrificj antichi, dopo la morte del Messia ha sostituito a quelli l'unico e gran sacrificio dell'eucaristia, predetto e chiamato da Malachia Oblazione monda, che doveva essere offerta a Dio in ogni luogo della terra: Non est mihi voluntas in vobis, dicit Dominus exercituum, et munus non suscipiam de manu vestra. Ab ortu enim solis usque ad occasum magnum est nomen meum in gentibus, et in omni loco sacrificatur et offertur nomini meo oblatio munda; quia magnum est nomen meum in gentibus3. Alcuni a torto vogliono spiegare il detto testo del sacrificio interno, cioè della preghiera; ma qui è chiaro che il Signore parla, non di opera interna, ma di oblazione e sacrificio esterno, col quale vuole esser pubblicamente onorato tra le genti, rifiutando le antiche oblazioni degli ebrei, Munus non suscipiam de manu vestra etc., offertur nomini meo oblatio munda.

    6. Del resto in quanto agli ebrei si domanda loro dove essi più sacrificano. Ma no che, abolito il tempio, non è più loro permesso il fare alcun sacrificio; ed ecco il segno predetto da Davide (deficiet hostia et sacrificium) del Messia già venuto.



    9 Lev. 17. 8. et 9.

    10 Deuter. 12. 13. et 14.

    11 Ps. 131. 13. et 14.

    12 1. Par. 21. 18.

    1 2. Par. 3. 1.

    2 2. Par. 7. 16.

    3 In Sophon. c. 1.

    4 Marc. 13. 2.

    5 Hist. eccl. l. 3. c. 20.

    6 L. 3. c. 20.

    7 L. 7. n. 9.

    8 L. 5. c. 22.

    9 Orat. 4.

    10 - Ep. 29. ad Theod.

    11 Hist. l. 1. c. 38. et 39.

    12 Hist. l. 2.

    13 Hist. l. 6. c. 43.

    1 Os. 3. 4. et 5.

    2 Exod. 28. 4.

    3 Mal. 1. 10. et 11.


    S. Alfonso Maria de Liguori Verità della Fede

    OPERE DOGMATICHE, in “Opere di S. Alfonso Maria de Liguori”, Pier Giacinto Marietti, Vol. VIII, pp. 536 - 786,Torino 1880

  2. #2
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ricordiamoci anche, però, che varie profezie dei Padri della Chiesa ne predicono la ricostruzione da parte dell'Anticristo. Se le ritrovo, le posto anche qui.

    Un saluto,
    Talib
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  3. #3
    Cattolico Resiliente
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
    Messaggi
    6,174
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Talib
    Ricordiamoci anche, però, che varie profezie dei Padri della Chiesa ne predicono la ricostruzione da parte dell'Anticristo. Se le ritrovo, le posto anche qui.

    Un saluto,
    Talib
    ...dopodiché si approssimerà la fine.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Nov 2003
    Messaggi
    4,894
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Talib
    Ricordiamoci anche, però, che varie profezie dei Padri della Chiesa ne predicono la ricostruzione da parte dell'Anticristo. Se le ritrovo, le posto anche qui.

    Un saluto,
    Talib
    I padri della chiesa in che maniera realmente possono affermare tutto cio'; solo le sacre scritture possono far presagire certe cose.

  5. #5
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da tigermen
    I padri della chiesa in che maniera realmente possono affermare tutto cio'; solo le sacre scritture possono far presagire certe cose.
    Non è vero. Molti santi hanno avuto visioni, messaggi, o sogni relativi a eventi futuri. Pensiamo a San Nilo (avrei in mente anche San Malachia, ma l'autenticità delle sue note "profezie dei papi" è assai controversa).

    Un saluto,
    Talib
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  6. #6
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A proposito della profezia di San Nilo

    Premetto (così i vari forumisti si regolano) che ho preso questo testo dal controverso sito "Holywar". Ovviamente, quanto segue non ha comunque alcuna attinenza con le polemiche che circondano il sito, e quindi lo si legga per quello che è.

    Su internet esiste anche un sito interamente dedicato a San Nilo: http://www.saintnilus.org/

    Un saluto,
    Talib.

    ----------------------------------------------------------------

    LA PROFEZIA DI SAN NILUS (NILO)
    Che descrive la sciagura della Chiesa e del mondo durante il 20° secolo.
    (scritta da San Nilus circa 430 D.C.)

    Commenti preliminari
    San Nilus fu uno dei molti discepoli e difensori ferventi di San Giovanni Crisostomo. Egli fu un funzionario alla Corte di Costantinopoli, sposato, con due figli. Mentre San Giovanni Crisostomo era patriarca, prima del suo esilio (398-403), diresse Nilus nello studio delle sacre scritture e nei suoi uffici di devozione religiosi. San Nilus lasciò la moglie ed uno figlio e prese l'altro, Theodulos, con sè sul Monte Sinai a farsi monaci. Il Vescovo di Eleusa ordinò sia San Nilus che suo figlio al sacerdozio. La madre e l’altro figlio abbracciaroso anch’essi la vita religiosa in Egitto. Dal suo convento sul Sinai, San Nilus divenne un noto personaggio nella Chiesa Orientale; coi suoi scritti e la sua corrispondenza egli giocò una parte importante nella storia del suo tempo. Era fu rinomato come teologo, studioso biblico e scrittore ascetico, cosìcchè la gente di tutti i ranghi, fino all'imperatore gli scriveva per consultarlo. I suoi numerosi lavori, tra cui una moltitudine di lettere, consistono nella denuncia dell’eresia, del paganesimo, degli abusi della disciplina e dei crimini, delle regole e dei principii dell’ascesci, specialmente di massime riguardanti la vita religiosa. Egli ammonisce e minaccia persone di tutti i ranghi, abati e vescovi, governatori e principi, perfino l'imperatore, senza paura. Egli mantiene una corrispondenza con Gaina, un comandante dei Goti, per cercare di convertirlo dall’Arianesimo. Ha denunciato vigorosamente la persecuzione di San Giovanni Crisostomo sia all’Imperatore Arcadius che ai suoi cortigiani. San Nilus è stato considerato tra i più grandi scrittori dell'ascetismo del quinto secolo. La sua festa cade il 12 novembre nel calendario Bizantino; viene commemorato anche nel Martirologio Romano nella stessa data. San Nilus probabilmente morì intorno all’anno 430 poiché dopo tale data non si trovano più tracce della sua esistenza. (Da "L'Enciclopedia cattolica," 1911 edizione proprietà e letteraria riservata).

    La Profezia di San Nilus

    «Dopo l'anno 1900, verso la metà del 20° secolo, la gente di quel tempo diventerà irriconoscibile. Quando il tempo per l’avvento dell'Anticristo si avvicinerà, la mente della gente crescerà obnubilata delle passioni carnali, e il disonore e l’anarchia cresceranno più forti. Allora il mondo diventerà irriconoscibile. L’aspetto della gente cambierà, e diventerà impossibile distinguere gli uomini dalle donne, a causa della loro spudoratezza nel vestire e nell’acconciarsi. Questa gente sarà crudele e sarà selvaggia come gli animali a causa delle tentazioni dell'Anticristo. Non vi sarà più nessun rispetto per genitori ed anziani, l’amore scomparirà, e i Pastori cristiani, i vescovi, e i preti diverranno uomini vani, completamente fallaci nel distinguere la concezione del bene e del male. In quei tempi i costumi, la morale e le tradizioni dei cristiani e della Chiesa cambieranno. La gente abbandonerà la modestia, e ogni dissipazione regnerà. La falsità e l’avidità raggiungeranno grandi proporzioni e vi saranno sventure per quelli che accumulano tesori. Concupiscenza, lussuria, adulterio, omosessualità, calunnie, omicidi e loschi traffici domineranno nella società. In quel tempo futuro, a causa del potere di tali grandi crimini e licenziosità, la gente sarà privata della grazia del Spirito Santo, che essi hanno ricevuto col Santo Battesimo, e vivranno nel rimorso. Le Chiese di Dio saranno private del timor di Dio e dei pii pastori, e sventure vi saranno per i cristiani rimasti nel mondo di quel tempo; essi perderanno completamente la loro fede perché mancheranno del tutto dell'opportunità di vedere la luce della conoscenza di Dio. Allora alcuni cristiani si escluderanno dal mondo per andare in santi rifugi cercando di illuminare le loro sofferenze spirituali, ma incontreranno ovunque ostacoli e costrizioni. E tutto questo risulterà dal fatto che l'Anticristo vuole essere il Signore e padrone al di sopra di tutto e diverrà il dominatore dell’intero universo, e produrrà falsi miracoli e fantastici portenti. Egli conferirà pure saggezza depravata a questi uomini infelici cosicché scopriranno il modo di fare una conversazione con altri uomini da un capo all’altro della terra. In quei tempi gli uomini voleranno nell’aria come gli uccelli e discenderanno nel fondo del mare come i pesci. E quando loro acquisiranno tutto questo, questa gente infelice trascorrerà la propria vita senza il conforto di sapere, povere anime, che è l’inganno dell’anticristo. Egli è impietoso! Completerà così la scienza con la vanità che questo li farà uscire dalla retta via e a causa di ciò perderanno la fede nell'esistenza di Dio cadendo nell’apostasia. Allora il buon Dio vedrà la caduta della razza umana ed accorcerà i giorni per merito di quei pochi che si sono salvati, perché il nemico di Dio vuole condurre perfino gli eletti nella tentazione, se ciò gli sarà possibile. Allora la spada del castigo improvvisamente apparirà ed ucciderà il pervertitore ed i suoi seguaci».
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  7. #7
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Talib
    Ricordiamoci anche, però, che varie profezie dei Padri della Chiesa ne predicono la ricostruzione da parte dell'Anticristo. Se le ritrovo, le posto anche qui.
    Trovate:

    http://www.politicaonline.net/forum/...7&postcount=39
    http://www.politicaonline.net/forum/...1&postcount=22



    Un saluto,
    Talib
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  8. #8
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da percy
    secondo l'illustre esegeta mons.spadafora tutte le previsioni relative all'anticristo non hanno alcun fondamento scritturale.
    Non lo sapevo, interessante. Qualcuno in vena di "complottismo" potrebbe vederci un segno della deriva di una certa gerarchia ecclesiastica. D'altronde viviamo in un periodo nel quale quasi più nessun vescovo crede all'esistenza del Demonio e alla validità soprannaturale dei rituali esorcistici (il cui maggior inganno, tanto noto da essere oramai banale, è far credere che non esista).
    Inoltre, con tutto il rispetto per il buon monsignor Spadafora, non credo che le sue pur illustri esegesi siano paragonabili alla sapienza di San Girolamo o di San Giovanni di Damasco.

    Un saluto,
    Talib.

    PS: tra l'altro, apprendo ora da altra sede che in certi ambienti cattolici si insegna che Gesù Cristo sarebbe "un'invenzione della tarda comunità cristiana costantiniana, utilizzato come eziologia di un codice di detti morali di autore ignoto".
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  9. #9
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da percy
    l'esegesi di spadafora, con tutto il rispetto per san girolamo, è molto più aggiornata.
    La Rivelazione non è una volgare forma di conoscenza profana soggetta al medesimo approccio con cui ci si accosta a quest'ultima, quindi questo ragionamento è del tutto fuori luogo.
    Inoltre, Girolamo o Giovanni Damasceno erano santi, e la conoscenza che deriva dalla santità non necessariamente scaturisce da mera erudizione.

    Un saluto,
    Talib
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Nov 2005
    Messaggi
    499
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Della dispersione degli Ebrei.

    Della dispersione degli Ebrei.

    7. Fu bisogno che il popolo ebraico, come depositario delle scritture divine e delle promesse del Messia, si conservasse unito in un corpo, finché tutti i sacri libri fossero scritti e riconosciuti per divini, e si vedesse compiuta la promessa del Messia colla sua venuta. Se gli ebrei si fossero dispersi prima che si fosse fatta certa la cognizione de' sacri libri, non avrebbero potuto le scritture guadagnarsi quell'autorità universale che hanno acquistata, ed appresso se ne sarebbero forse anche smarrite le prove. E lo stesso sarebbe accaduto delle notizie del Messia. Di più, se Gesù Cristo fosse comparso dopo che il popolo fosse stato sparso per l'universo, le sue azioni ed i suoi miracoli sarebbero rimasti intricati fra molte incertezze, e poco ne avrebbe saputo il corpo intero della nazione; perciò Dio dispose che prima si fossero appurate le vere scritture, e prima Gesù Cristo morisse tra gli ebrei in Gerusalemme, e poi andassero essi dispersi per tutta la terra in castigo del loro peccato, e così portassero da per tutto le medesime scritture, per dimostrare a' gentili la venuta del Messia adorato da' cristiani: facendo così gli ebrei contro se medesimi testimonianza, e somministrando le prove della cristiana religione.

    8. Senza tali prove i gentili avrebbero disprezzate le scritture come false, come fatte dopo gli avvenimenti, e si sarebbe negata ogni tradizione precedente del Messia venturo. Sicché gli ebrei in ciò sono stati i testimonj meno sospetti, perché nemici della nuova legge; e così colla loro odiosità ed ostinazione hanno molto contribuito a far conoscere Gesù Cristo, come dice s. Paolo: Sed illorum delicto salus est gentibus, ut illos aemulentur1. Ecco come il profeta Amos predisse questa loro dispersione: Ecce enim mandabo ego, et concutiam in omnibus gentibus domum Israel. 9. 9. Ordinerò che la casa d'Israele vada dispersa fra tutte le genti. E prima la predisse Davide: Nutantes transferantur filii eius, et mendicent et eiiciantur de habitationibus suis2. Ed in altro luogo: Ne occidas eos: ne quando obliviscantur populi mei. Disperge illos in virtute tua3. Con ciò profetizzò Davide che il castigo degli ebrei non dovea esser la loro total distruzione, ma l'andare dispersi per tutto il mondo; acciocché così i popoli si rammentassero sempre della vendetta che d'essi ebrei il Signore seguiva a prendersi. Miseri! Essi portano per ogni luogo il segno dell'ira divina: vanno erranti e timidi da per tutto, ma senza pentimento del loro delitto; facendo così vedere alle genti che portano essi e i loro figli la pena dello sparso sangue innocente di Gesù Cristo, giusta la imprecazione fattasi da loro stessi: Sanguis eius super nos et super filios nostros4.

    9. Essi fra tutte le nazioni sono considerati come maledetti e come l'obbrobrio di tutte le genti, secondo già predisse Geremia5: Dabo eos in vexationem universis regnis terrae: in maledictionem et in stuporem et in sibilum et in opprobrium cunctis gentibus, ad quas eieci eos. Da molti sono sbanditi da' loro paesi. Da altri appena è destinato loro qualche luogo ristretto, da cui non possono uscire. Sono gl'infelici in abbominio anche agli eretici e agli idolatri. Il solo nome di giudeo oggi è riputato da tutti per una grande ingiuria; e pure è vero che Iddio a questo popolo promise la redenzione del mondo, a questo concesse il deposito delle sacre scritture, a questo mandò i suoi profeti, e da questo volle che nascesse il Messia e i di lui primi discepoli. Ma perché ostinato non volle aprire gli occhi a riconoscere il suo re e liberatore, egli è divenuto il popolo più misero e vile fra tutte le nazioni del mondo. Chi non vede qui la verità di queste profezie che tutto predissero: il peccato degli ebrei, la loro dispersione e la conversione de' gentili? Et dicam non populo meo: Populus meus es tu6. Chi non vede che chi si divide da Gesù Cristo, trova la sua rovina?



    1 Rom. 11. 11.

    2 Psal. 108. 10.

    3 Psal. 58. 12.

    4 Matth. 27. 25.

    5 29. 18.

    6 Os. 2. 24.


    S. Alfonso Maria de Liguori Verità della Fede

    OPERE DOGMATICHE, in “Opere di S. Alfonso Maria de Liguori”, Pier Giacinto Marietti, Vol. VIII, pp. 536 - 786,Torino 1880

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Treadon... il Tempio della Fondazione...
    Di testadiprazzo nel forum Fondoscala
    Risposte: 9419
    Ultimo Messaggio: 11-05-22, 06:15
  2. Il vero tempio della fondazione
    Di Perseo nel forum Fondoscala
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 23-11-13, 15:51
  3. L’ultima distruzione della sacralità della Jus romana
    Di sideros nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-06-10, 17:27
  4. Nel tempio della dea fortuna...
    Di ulfenor nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 24-11-08, 11:14
  5. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 15-03-05, 01:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito