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    Predefinito Solidarietà a Max Ferrari!

    Chi volesse esprimere la sua solidarietà a Max Ferrari ( e contemporanemante fare pressione su Castelli affinchè la Legge Mancino-Modigliani sia abrogata o quantomeno annacquata) apponga la sua firma.

    Danke!




    Ecco cosa dice la Legge Manicno


    Articolo 1

    (Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi)


    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:

    A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

    B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.


    2. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o
    Dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.

    1-bis. Con la sentenza di condanna per uno dei reati previsti dall'articolo 3 della legge 13 Ottobre 1975, n. 654, o per uno dei reati previsti dalla legge 9 ottobre 1967, n. 962, il tribunale può altresì disporre una o più delle seguenti sanzioni accessorie:

    A) obbligo di prestare un'attività non retribuita a favore della collettività per finalità sociali o di pubblica utilità, secondo le modalità stabilite ai sensi del comma 1-ter;

    B) obbligo di rientrare nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora entro un'ora determinata e di non uscirne prima di altra ora prefissata, per un periodo non superiore ad un anno;

    C) sospensione della patente di guida, del passaporto e di documenti di identificazione validi per l'espatrio per un periodo non superiore ad un anno, nonché‚ divieto di detenzione di armi proprie di ogni genere;

    D) divieto di partecipare, in qualsiasi forma, ad attività di propaganda elettorale per le elezioni politiche o amministrative successive alla condanna, e comunque per un periodo non inferiore a tre anni.

    1-ter. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro di Grazia e Giustizia determina, con proprio decreto, le modalità di svolgimento dell'attività non retribuita a favore della collettività di cui al comma 1-bis, lettera a).

    1-quater. L'attività non retribuita a favore della collettività, da svolgersi al termine dell'espiazione della pena detentiva per un periodo massimo di dodici settimane, deve essere determinato dal giudice con modalità tali da non pregiudicare le esigenze lavorative, di studio o di reinserimento sociale del condannato.

    1-quinquies. Possono costituire oggetto dell'attività non retribuita a favore della collettività: la prestazione di attività lavorativa per opere di bonifica e restauro degli edifici danneggiati, con scritte, emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui al comma 3 dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654; lo svolgimento di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, quali quelle operanti nei confronti delle persone handicappate, dei tossicodipendenti, degli anziani o degli extracomunitari; la prestazione di lavoro per finalità di protezione civile, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, e per altre finalità pubbliche individuate con il decreto di cui al comma 1-ter.

    1-sexies. L'attività può essere svolta nell'ambito e a favore di struture pubbliche o di enti ed organizzazioni privati.



    Articolo 2

    (Disposizioni di prevenzione)


    1. Chiunque, in pubbliche riunioni compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.

    2. È vietato l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli di cui al comma 1. Il contravventore è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno.

    3. Nel caso di persone denunciate o condannate per uno dei reati previsti dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, per uno dei reati previsti dalla legge 9 ottobre 1967, n. 962, o per un reato aggravato ai sensi dell'articolo 3 del presente decreto, nonché‚ di persone sottoposte a misure di prevenzione perché‚ ritenute dedite alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica, ovvero per i motivi di cui all'articolo 18, primo comma, n. 2-bis), della legge 22 maggio 1975, n. 152, si applica la disposizione di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e il divieto di accesso, conserva efficacia per un periodo di cinque anni, salvo che venga emesso provvedimento di archiviazione, sentenza di nonluogo a procedere o di proscioglimento o provvedimento di revoca della misura di prevenzione, ovvero se è concessa la riabilitazione ai sensi dell'articolo 178 del codice penale o dell'articolo 15 della legge 3 agosto 1988, n. 327.



    Articolo 3

    (Circostanza aggravante)


    1. Per i reati punibili con pena diversa da quella dell'ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l'attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà.



    Articolo 4

    (Modifiche a disposizioni vigenti)


    1. Il secondo comma dell'articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, è sostituito dal seguente:

    Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.



    Articolo 5

    (Perquisizioni e sequestri)


    1. Quando si procede per un reato aggravato ai sensi dell'articolo 3 o per uno dei reati previsti dall'articolo 3, commi 1, lettera b), e 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e dalla legge 9 ottobre 1967, n. 962, l'autorità giudiziaria dispone la perquisizione dell'immobile rispetto al quale sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che l'autore se ne sia avvalso come luogo di riunione, di deposito o di rifugio o per altre attività comunque connesse al reato. Gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l'autorizzazione telefonica del magistrato competente possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica, il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore.


    2. È sempre disposto il sequestro dell'immobile di cui al comma 1 quando in esso siano rinvenuti armi, munizioni, esplosivi od ordigni esplosivi o incendiari ovvero taluni degli oggetti indicati nell'articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110. È sempre disposto, altresì, il sequestro degli oggetti e degli altri materiali sopra indicati nonché‚ degli emblemi o materiali di propaganda propri o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui alle leggi 9 ottobre 1967, n. 962, e 13 ottobre 1975, n. 654, rinvenuti nell'immobile. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 324 e 355 del codice di procedura penale. Qualora l'immobile sia in proprietà, in godimento o in uso esclusivo a persona estranea al reato, il sequestro non può protrarsi per oltre trenta giorni.


    3. Con la sentenza di condanna o con la sentenza di cui alltarticolo 444 del codice di procedura penale, il giudice, nei casi di particolare gravità, dispone la confisca dell'immobile di cui al comma 2 del presente articolo, salvo che lo stesso appartenga a persona estranea al reato. È sempre disposta la confisca degli oggetti e degli altri materiali indicati nel medesimo comma 2.



    Articolo 6

    (Disposizioni processuali)


    1. Per i reati aggravati dalla circostanza di cui all'art. 3, comma 1, si procede in ogni caso d'ufficio.


    2. Nei casi di flagranza, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di procedere all'arresto per uno dei reati previsti dai commi quarto e quinto dell'articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, nonché quando ricorre la circostanza di cui all'articolo 3, comma 1, del presente decreto, per uno dei reati previsti dai commi primo e secondo del medesimo articolo 4 della legge n. 110 del 1975.

    2-bis. All'articolo 380, comma 2, lettera l), del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le parole: delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654.


    3. Per i reati aggravati dalla circostanza di cui all'articolo 3, comma 1, che non appartengono alla competenza della corte di assise è competente il tribunale.


    4. Il tribunale è altresì competente per i delitti previsti dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654.


    5. Per i reati indicati all'articolo 5, comma 1, il pubblico ministero procede al giudizio direttissimo anche fuori dei casi previsti dall'articolo 449 del codice di procedura penale, salvo che siano necessarie speciali indagini.



    Articolo 7

    (Sospensione cautelativa e scioglimento)


    1. Quando si procede per un reato aggravato ai sensi dell'articolo 3 o per uno dei reati previsti dall'articolo 3, commi 1, lettera b), e 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, o per uno dei reati previsti dalla legge 9 ottobre 1967, n. 762, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che l'attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi favorisca la commissione dei medesimi reati, può essere disposta cautelativamente, ai sensi dell'articolo 3 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, la sospensione di ogni attività associativa. La richiesta è presentata al giudice competente per il giudizio in ordine ai predetti reati. Avverso il provvedimento è ammesso ricorso ai sensi del quinto comma del medesimo articolo 3 della legge n. 17 del 1982.

    2. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengono meno i presupposti indicati al medesimo comma.

    3. Quando con sentenza irrevocabile sia accertato che l'attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi abbia favorito la commissione di taluno dei reati indicati nell'articolo 5, comma 1, il Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, ordina con decreto lo scioglimento dell'organizzazione, associazione, movimento o gruppo e dispone la confisca dei beni. Il provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.



    Articolo 8

    (Disposizioni finali)


    1. Il settimo comma dell'articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, è abrogato.

    2. Le disposizioni dei commi da 1 a 5 dell'articolo 6 si applicano solo per i fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.



    AMATO - MANCINO - CONSO

    Visto, il Guardasigilli: CONSO

    •   Alt 

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  2. #2
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    Der Wehrwolf

    Continua così Max!!!

  3. #3
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    Predefinito Legge Mancino, una legge incostituzionale e pericolosa

    Di Massimo Lacerenza

    La maggior parte della gente non ne è a conoscenza, ma da dieci anni in Italia esiste una legge, la n° 205 – 95, meglio conosciuta come “legge Mancino”, nata ed utilizzata con l’odioso scopo di reprimere ogni dissidenza e limitazione della inalienabile libertà di pensiero e di parola.
    La mia affermazione è avvalorata dalle seguenti considerazioni:

    È una legge che di fatto pone dei limiti ben determinati ed assoluti alla libertà di pensiero e di parola, stabilendo un pericoloso e preoccupante tentativo di definire quali siano le idee ed i valori legittimi (e legali) e quali siano le idee e i valori illegittimi (e illegali).
    Vi è una pericolosa generalità del concetto di “atti di discriminazione per motivi razziali, nazionali o religiosi”; laddove “discriminare” ha lo stesso significato di “preferire”, “distinguere”, “scegliere”, quali libertà fondamentali in uno Stato di diritto - come si vanta di essere quello Italiano.
    Non vi è nessun riferimento all’ "incitamento all’odio per motivi politici". Da ciò si deduce l’assoluta immunità per quei soggetti e quei gruppi politici che non solo “discriminano” la parte avversa (cosa per noi legittima) ma, mossi da un sentimento di “odio”, usano un linguaggio esplicitamente lesivo della dignità e dell’onore personale e agiscono a livello concreto (con presidi, blocchi, contromanifestazioni non autorizzate) per impedire agli avversari politici la libertà di propaganda e di espressione (art. 12 – diritto alla dignità della persona – Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”).
    Le pene accessorie previste (ritiro dei documenti, divieto di partecipare alla vita pubblica, lavoro e rientro coatto, sequestro degli immobili di proprietà), oltre a quelle detentive, mostrano in modo inequivocabile la volontà di colpire, prima ancora che un presunto reato, innanzitutto un modo di essere, di pensare, uno stile di vita. Sono inoltre pene che non vengono applicate neanche, ad esempio, agli spacciatori di sostanze stupefacenti abituali ed incalliti.
    Prevede inoltre un giudizio per direttissima che riduce al minimo le garanzie processuali e incide pesantemente su altri specifici reati, laddove le aggravanti per “motivi razziali” si applicano senza considerazione delle attenuanti.
    In base a queste considerazioni, mi sembra più che giusto ritenere la “legge Mancino” una legge a tutti gli effetti LIBERTICIDA e ANTICOSTITUZIONALE, in quanto risulta altamente lesiva delle libertà fondamentali di ogni cittadino italiano (pensiero, parola, azione) in riferimento agli articoli 17, 18, 19 e 21 della Costituzione della Repubblica Italiana e agli articoli 2, 7, 18, 19 e 20 della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo”.
    Risulta essere strumento idoneo a perseguire uomini e gruppi sgraditi in quanto non omologati, in quanto non allineati con il pensiero unico, con il modo di pensare dominante.
    Lascia interpretare ARBITRARIAMENTE ogni espressione di “scelta”, “preferenza” e “distinzione” come atto di “discriminazione”, “FONDATO” automaticamente e implicitamente “sulla superiorità o sull’odio nazionale, religioso o razziale”.
    E’ inoltre antidemocratica in quanto tende a criminalizzare sistemi di pensiero e idee che affermano principi di identità, appartenenza e diversità.
    Infine, consente processi alle intenzioni, negando ogni valore alle dichiarazioni degli imputati a favore della molteplicità delle culture e delle etnie, come risulta dagli atti processuali fin qui acquisiti.

    È per tutti questi motivi che la battaglia intrapresa da associazioni e comitati – giusto per citarne uno, il “comitato libera-mente” – è una battaglia a favore e a difesa della LIBERTA’, attaccata da quello che può essere considerato in tutto e per tutto un vero mostro giuridico.
    Un mostro giuridico che, per altro, viene applicato, con assoluta prontezza e rigore, a senso unico. Ovvero solo ed unicamente verso quei movimenti (politici o culturali) o verso quei singoli ITALIANI che si richiamano idealmente ai propri valori tradizionali in modo chiaro e limpido.
    Farò un esempio per spiegare in modo più chiaro quest’ultima considerazione.
    Nel momento in cui una persona di fede musulmana o magari atea si permette di scagliare in pubblico un Crocifisso cristiano, che so, dalla finestra di un ospedale pubblico, o nel cestino dei rifiuti di una scuola media, non correrebbe alcun rischio di essere processata in base alla “legge Mancino”, nonostante questa sia comunque applicabilissima.
    Il motivo e tutt’oggi ignoto e avvolto nel mistero.
    E di questi casi, negli ultimi anni, qui in Italia ne sono avvenuti a centinaia.
    Al contrario, nel momento in cui una persona qualunque, di nazionalità italiana, osasse parlare, magari durante un comizio, o tra degli amici in un pub, oppure con la propria fidanzata, dell’esistenza di grosse differenze culturali tra la civiltà Cristiana e quella, che so, quella Islamica, sostenendo la superiorità della prima – senza per questo voler in alcun modo discriminare la seconda o coloro che si richiamano all’Islam, ma esprimendo semplicemente un proprio parere personale – ebbene, sarebbe immediatamente punibile ai termini di legge grazie all’applicazione della “legge Mancino”.
    Avviene per ciò che semplici ed onesti cittadini si ritrovino a dover scontare qualche mese di carcere – nelle migliori delle ipotesi - , a dover obbligatoriamente rientrare entro le 20.00 nella propria abitazione, a non avere più il diritto di voto, a dover subire il ritiro della patente automobilistica e tanto tanto altro ancora – per aver solo espresso una propria opinione.
    E, di casi del genere, ne sono avvenuti e ne avvengono a decine.
    Tra il silenzio delle istituzioni, tra il silenzio dei mass-media, tra il silenzio dei partiti politici.

  4. #4
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    Predefinito

    Castelli all'attacco:
    presto modifiche alla legge Mancino
    ROMA - L’Italia è impegnata in sede europea per trovare un punto di intesa comune nella definizione di reati come il razzismo e la xenofobia, mantenendo ferme le garanzie costituzionali circa la libertà di espressione di ogni cittadino: per questa ragione il ministro della Giustizia Roberto Castelli conta di porre mano «a un’attenta e più liberale rivisitazione della legge Mancino». Il Guardasigilli, rispondendo alla Camera, nel corso del question time, a un’interrogazione sugli incidenti avvenuti qualche giorno fa negli studi televisivi di Telenuovo, a Verona, che hanno avuto per protagonisti Adel Smith e alcuni militanti di Forza Nuova, ha espresso anche l’auspicio che i magistrati si astengano da dichiarazioni sulle indagini in corso (con chiaro riferimento al procuratore della Repubblica veronese Guido Papalia che sta seguendo il caso). Quindi ha aggiunto: «Uno dei punti fondanti del programma di governo riguarda la depenalizzazione di una fitta serie di reati di opinione. Sulla legge Mancino, che prevede aggravanti in materia di discriminazione razziale e religiosa, ricordo - ha sottolineato Castelli - che è in corso da parte del sottoscritto un intenso lavoro di normativa a livello europeo, dove la delegazione italiana si sta battendo per garantire ai cittadini la libertà di manifestazione di pensiero. Questo è tanto più importante in quanto i reati di razzismo e di xenofobia rientrano fra quelli contemplati dal mandato di arresto europeo, a prescindere dalla doppia incriminabilità». E un appoggio totale ed incondizionato a Castelli arriva direttamente dal gruppo parlamentare del Carroccio. Il deputato Guido Rossi, presente ieri in aula durante il question time, è chiaro: «Siamo fortemente contrari alla legge Mancino. E il caso di Adel Smith conferma, se mai ve ne fosse stato il bisogno, questa nostra ferma opposizione». «Mi chiedo come mai - afferma l’esponente della Lega - la legge Mancino venga applicata ai militanti di Forza Nuova mentre non viene nemmeno menzionata per il signor Zucchi, l’assistente di Smith, che una settimana prima aveva sferrato un pugno in pieno volto al professor Pelanda durante una trasmissione televisiva di una rete locale veneta. In questo caso infatti il dottor Papalia non ha parlato di un “cazzotto” con l’aggravante dell’odio religioso». «Chiediamo dunque al governo - afferma Rossi - di assumere iniziative legislative urgenti dirette a modificare la cosiddetta legge Mancino che permette, a giudici e magistrati politicizzati, di usarla a proprio piacimento». «Di questa legge se ne è sempre fatto un uso strumentale. Come mai - si domanda il deputato del Carroccio - è sempre stata applicata ai leghisti e mai alla galassia dei centri sociali o agli estremisti della sinistra?». «Ricordo - conclude Rossi - che alcuni militanti del nostro partito sono indagati, proprio sulla base di questa legge, solo per aver promosso una raccolta firme contro un campo nomadi a Verona». Nel corso del question time alla Camera c’è stato anche l’intervento del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu che è tornato a lanciare l’allarme terrorismo nel nostro paese ma ha anche condannato l’atto dei militanti di Forza Nuova. «Concordiamo con il ministro Pisanu sulla ferma condanna degli episodi di violenza che hanno visto protagonista alcuni giovani di estrema destra, ma vogliamo ricordare che le forme di illegalità politica non sono tali solo se provengono dall’estrema destra». Questo è la risposta del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «Esistono e vanno adeguatamente combattute - prosegue - anche le violenze provenienti da altri schieramenti ideologici. Le sedi della Lega, ad esempio, sono state frequentemente oggetto di assalti e attentati da parte di delinquenti di matrice estremistica di sinistra e spesso gli appartenenti ai centri sociali hanno aggredito i nostri militanti. Chiediamo quindi rigore altrettanto fermo anche nei confronti dell’estremismo di sinistra».


    http://old.lapadania.com/2003/gennai...12003p06a2.htm


    ..........sono passati più di 2 anni Signor Ministro...

  5. #5
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    Bitte.

    Solidarietà a Max.
    Domenica l'ho cercato a Torino ma non sono riuscito a incontrarlo.
    Fa istes.
    Morte a mancino.

  6. #6
    El Criticon
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    Solidarieta' a Max Ferrari a patto che non si lasci intruppare ...

    A proposito, sarebbe anche interessante e utile chiarire i retroscena di questa "legge" suicida, di chi ha realmente voluta, promossa, gestita e imposta l'approvazione della Mastino Turca-Napoletana coadiuvata dalla Bonino ... insomma per chi fu il cui-prodest?

  7. #7
    Blut und Boden
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    Per i vertici belleriani: un collegio sicuro per Max Ferrari alle prossime elezioni politiche.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano
    Per i vertici belleriani: un collegio sicuro per Max Ferrari alle prossime elezioni politiche.

    SOTTOSCRIVO!!!

  9. #9
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    Angry Leggeere bene!Ecco chi ha voluto la Legge Mancino-Modigliani!!

    Citazione Originariamente Scritto da El Criticon
    Solidarieta' a Max Ferrari a patto che non si lasci intruppare ...A proposito, sarebbe anche interessante e utile chiarire i retroscena di questa "legge" suicida, di chi ha realmente voluta, promossa, gestita e imposta l'approvazione della Mastino Turca-Napoletana coadiuvata dalla Bonino ... insomma per chi fu il cui-prodest?

    L'ipocrisia democratica e il processo alle idee

    Manuel Negri

    La libertà di parola e di pensiero, tanta decantata dagli epigoni del regime democratico, risulta essere, in uno Stato di polizia come l'attuale, un diritto a senso unico; ovvero, riservato solo ed esclusivamente a chi ingoia verità precotte e distribuite dall'alto, senza porre obiezione alcuna, ma soprattutto a chi evita di professare idee «non confor*mi» al pensiero dominante.

    Gli «uomini liberi» nello spirito e nella mente, che si battono per la sopravvivenza e l'affermazione delle proprie idee, non allineate e politicamente definite «scorrette», vedono alzarsi contro di loro le più feroci e melliflue accuse e repressioni degne di un Tribunale della santa Inquisizione.

    Blaterano di un nuovo millennio, ma siamo regrediti al più oscuro e becero Medioevo.

    Lo scorso 3 marzo abbiamo potuto personalmente assistere in Verona ad un incontro organizzato dall'Associazione Giustizia Giusta, incentrato sull'uso politico della giustizia. Nel corso del dibattito si è fatto esplicito riferimento alla famigerata "Legge Mancino"; normativa liberticida ed anticostituzionale.

    I relatori presenti non hanno però evidenziato la paternità di questa legge. II discorso è sempre quello: in molti parlano di gruppi di pressione, di lobbies, ma pochi hanno il coraggio di dare un volto e un'identità a queste lobbies.

    Era l'occasione giusta, in una sede come Verona, che da tempo vede susseguirsi un significativo uso politico della giustizia con importanti processi alle idee, a partire dal procedimento tenuto contro il Fronte Nazionale di Franco Freda, per giungere all'attuale attacco contro il Veneto Fronte Skinheads,obiettivo degli isterismi del dottor Papalia, aizzato e sostenuto sicuramente da influenti esponenti della comunità ebraica. Ecco a chi giova la legge Mancino!

    Tali procedimenti giudiziari sono mirati nei confronti degli oppositori politici e contro chiunque non si allinea ai dettami massificanti ed omologanti del pensiero unico dominante imposto dal Sistema giudaico-mondialista.

    La legge Mancino risulta essere pericolosissima in quanto può venire interpretata a descrizione e a piacimento da chi la adotta; è una normativa cui nessuno può sottrarsi, e il potere politico ha la consapevolezza dell'utilissimo strumento adottabile in qualsiasi occasione, per l'eliminazione degli avversari politici.

    Questa normativa non è nata da una precisa volontà proveniente da partiti e movimenti politici nazionali, ma dalle irruenti e pressanti sollecitazioni di esponenti delle comunità ebraiche. Non dimentichiamo le continue e assidue visite di Tullia Zevi e del rabbino Toaff che, nelle settimane precedenti alla promulgazione del decreto‑legge numero 122, hanno ripetutamente salito le scale dei ministeri sollecitando «urgenti provvedimenti».

    Antecedentemente, facendo mente locale, tra la fine dell'anno 1992 e l'inizio del 1993 abbiamo potuto assistere, in tutta Europa, ad una massiccia campagna di stampa e propaganda ben orchestrata atta a sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di tematiche quali il razzismo e l'«antisemitismo». Numerosi episodi di intolleranza e presunte profanazioni di cimiteri ebraici, in Germania così come in Francia sono risultati essere delle «bufale» o addirittura orchestrati proprio dagli ebrei stessi, al fine di giustificare una più vasta manovra a raggio mondiale che in Italia è sfociata con la legge Mancino, ma che ha visto in tutta Europa la nascita di simili leggi liberticide atte ad eliminare i nemici politici.

    Qualche anno prima in Francia fu introdotta la legge Gayssot voluta esplicitamente dalla LICRA e dal B'nai B'ríth.

    Anche in Italia il B'nai B'ríth ha ricoperto un ruolo determinante organizzando verso la fine di marzo del 1993 incontri con esponenti politici e rappresentanti del ministero della Giustizia, tramite l'appoggio del deputato ebreo Enrico Modigliani.

    Come per magia, dopo pochissimo tempo, viene partorito il decreto*legge numero 122. L'iter parlamentare, a dispetto della consuetudine, è stato straordinariamente breve: 26 aprile approvazione, 27 aprile pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, 28 aprile entrata in vigore. Complimenti!

    Se i politicanti della colonia italiota fossero sempre così solerti, probabilmente in Italia qualche cambiamento potrebbe essere realizzato. É in questo modo che ha visto la luce una legge liberticida che cozza contro i diritti naturali dell'uomo e che «non è esagerato dire che, negando, in nome della tolleranza, la libertà di religione, espressamente sancita dagli articoli 3 e 8 della Costituzione e quella di manifestazione e propaganda del proprio pensiero, punti fondamentali e qualificanti di ogni ordinamento democratico moderno, si risolve in una surrettizia abrogazione della Costituzione stessa, e cioè della legge che si asserisce essere il fondamento del nostro sistema giuridico». (cfr. “Legge Mancino n° 122”, C. A. Agnoli, Ed. Civiltà, Brescia 1995 p. 25).

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