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Discussione: Fatemi capire

  1. #1
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    Predefinito Fatemi capire

    Bresso: azione inevitabile, non dialogavano


    La presidente del Piemonte: ora quella gente mi odia ma non c'era altra soluzione

    «Guardi, la scorsa notte, saranno state le 3 o le 4, mi sono svegliata e ne ho parlato con mio marito: dobbiamo assolutamente trovare una soluzione. Lassù i bambini non riescono più ad andare a scuola, i loro padri a forza di scioperi rischiano il licenziamento, e poi sta anche arrivando il Natale...». Professoressa Mercedes Bresso, proprio mentre lei ci stava pensando, una prima soluzione è stata trovata, con l’ausilio di ruspe e manganelli. «Mi spiace, ne sono ovviamente preoccupata, ma non si poteva fare altrimenti. Al punto in cui si era arrivati, era inevitabile che accadesse, non c’era altra soluzione». Il presidente della Regione Piemonte, cattedra universitaria di politica economica a Torino, diessina ex ambientalista radicale (era molto tempo fa), è sostenitrice convinta della Tav e non ne fa mistero.
    Capofila di quella sinistra istituzionale piemontese che in Val di Susa è ormai considerata peggio del centrodestra romano. «Lassù io ho preso un sacco di voti. I valsusini sanno bene che se non fossi io sarebbe peggio. Al momento mi odiano, perché sto interpretando il ruolo del padre che richiama il figlio a certi doveri, ma quando tutti avranno smesso di occuparsi di Tav, io sarò ancora lì a preoccuparmi per loro». In attesa del ritorno all’ovile dei valsusini, paternamente la Bresso spiega quali sarebbero gli errori commessi dagli esponenti dei Comitati nella trattativa con il governo. «Abbiamo fatto tentativi di mediazione, ma con loro non è facile dialogare. Per arrivare a un ragionevole compromesso è necessario che vi sia la disponibilità delle due parti. L’atteggiamento di tutti invece è sempre stato improntato allo scontro frontale. La verità è che in questo confronto non c’erano via d’entrata e di uscita».
    La professoressa Bresso, che dice di rimanere una ambientalista convinta («Lo sono, perché non voglio che i Tir scorrazzino tra le montagne»), trova che sia tutta colpa della «sindrome Nimby», l’ormai celebre acronimo di «non nel mio giardino di casa» usato ormai ovunque per definire le battaglie ambientali. «Ha colpito anche in Val di Susa, appiattendo gli amministratori locali sull’opzione zero, quando era chiaro che si trattava di una ipotesi già scartata da tempo. Sia loro che il governo erano barriere, una contro l’altra».
    La Tav si farà, meglio che i valsusini si mettano il cuore in pace, dice la Bresso, echeggiando involontariamente il ministro Lunardi. «Tutte le altre opzioni sono sempre state esaminate senza i rappresentanti dalla Valle, che si sono rifiutati di prenderle in considerazione. Un atteggiamento che porta dritti a quel che è accaduto la scorsa notte». Scusi professoressa, ma davvero è convinta che la colpa delle manganellate sia esclusivamente di chi la ha ricevute sulla testa? «La gestione dell’ordine pubblico, e la scelta di forzare il presidio, dipende dal governo. Ma l’atteggiamento dei comitati non ha aiutato chi cercava una soluzione indolore».
    Come donna di sinistra, si definisce «ovviamente amareggiata» per gli scontri. Come presidente della Regione, non si impressiona più di tanto. «Ci sono dei momenti di fallimento della democrazia da cui ci si deve prontamente riprendere». Ai valsusini che sperano in un cambio della guardia nazionale per non rivedere più certe scene, Mercedes Bresso non lascia troppe illusioni. «Il centrosinistra avrebbe sicuramente gestito l’intera vicenda in modo diverso. Per noi riformisti governare i conflitti significa anche evitare di esasperare le situazioni. Ma sempre restando fermi sui nostri principi, senza cedimenti. Altrimenti non ci vota nessuno».
    Marco Imarisio


    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...7/bresso.shtml


    Dunque , la Dott. Bresso appoggia l'azione di Pisanu , ieri il leader maximo Fausto , il Subcomandante Franco e l'elegante Vittorio hanno sparato ogni cosa contro Pisanu e il Governo fascista di Berlusconi.....e voi in Regione continuate a sostenere la Mercedes?

  2. #2
    Bestia in via d'estinzione...
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    Bresso: azione inevitabile, non dialogavano


    La presidente del Piemonte: ora quella gente mi odia ma non c'era altra soluzione

    «Guardi, la scorsa notte, saranno state le 3 o le 4, mi sono svegliata e ne ho parlato con mio marito: dobbiamo assolutamente trovare una soluzione. Lassù i bambini non riescono più ad andare a scuola, i loro padri a forza di scioperi rischiano il licenziamento, e poi sta anche arrivando il Natale...». Professoressa Mercedes Bresso, proprio mentre lei ci stava pensando, una prima soluzione è stata trovata, con l’ausilio di ruspe e manganelli. «Mi spiace, ne sono ovviamente preoccupata, ma non si poteva fare altrimenti. Al punto in cui si era arrivati, era inevitabile che accadesse, non c’era altra soluzione». Il presidente della Regione Piemonte, cattedra universitaria di politica economica a Torino, diessina ex ambientalista radicale (era molto tempo fa), è sostenitrice convinta della Tav e non ne fa mistero.
    Capofila di quella sinistra istituzionale piemontese che in Val di Susa è ormai considerata peggio del centrodestra romano. «Lassù io ho preso un sacco di voti. I valsusini sanno bene che se non fossi io sarebbe peggio. Al momento mi odiano, perché sto interpretando il ruolo del padre che richiama il figlio a certi doveri, ma quando tutti avranno smesso di occuparsi di Tav, io sarò ancora lì a preoccuparmi per loro». In attesa del ritorno all’ovile dei valsusini, paternamente la Bresso spiega quali sarebbero gli errori commessi dagli esponenti dei Comitati nella trattativa con il governo. «Abbiamo fatto tentativi di mediazione, ma con loro non è facile dialogare. Per arrivare a un ragionevole compromesso è necessario che vi sia la disponibilità delle due parti. L’atteggiamento di tutti invece è sempre stato improntato allo scontro frontale. La verità è che in questo confronto non c’erano via d’entrata e di uscita».
    La professoressa Bresso, che dice di rimanere una ambientalista convinta («Lo sono, perché non voglio che i Tir scorrazzino tra le montagne»), trova che sia tutta colpa della «sindrome Nimby», l’ormai celebre acronimo di «non nel mio giardino di casa» usato ormai ovunque per definire le battaglie ambientali. «Ha colpito anche in Val di Susa, appiattendo gli amministratori locali sull’opzione zero, quando era chiaro che si trattava di una ipotesi già scartata da tempo. Sia loro che il governo erano barriere, una contro l’altra».
    La Tav si farà, meglio che i valsusini si mettano il cuore in pace, dice la Bresso, echeggiando involontariamente il ministro Lunardi. «Tutte le altre opzioni sono sempre state esaminate senza i rappresentanti dalla Valle, che si sono rifiutati di prenderle in considerazione. Un atteggiamento che porta dritti a quel che è accaduto la scorsa notte». Scusi professoressa, ma davvero è convinta che la colpa delle manganellate sia esclusivamente di chi la ha ricevute sulla testa? «La gestione dell’ordine pubblico, e la scelta di forzare il presidio, dipende dal governo. Ma l’atteggiamento dei comitati non ha aiutato chi cercava una soluzione indolore».
    Come donna di sinistra, si definisce «ovviamente amareggiata» per gli scontri. Come presidente della Regione, non si impressiona più di tanto. «Ci sono dei momenti di fallimento della democrazia da cui ci si deve prontamente riprendere». Ai valsusini che sperano in un cambio della guardia nazionale per non rivedere più certe scene, Mercedes Bresso non lascia troppe illusioni. «Il centrosinistra avrebbe sicuramente gestito l’intera vicenda in modo diverso. Per noi riformisti governare i conflitti significa anche evitare di esasperare le situazioni. Ma sempre restando fermi sui nostri principi, senza cedimenti. Altrimenti non ci vota nessuno».
    Marco Imarisio


    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...7/bresso.shtml


    Dunque , la Dott. Bresso appoggia l'azione di Pisanu , ieri il leader maximo Fausto , il Subcomandante Franco e l'elegante Vittorio hanno sparato ogni cosa contro Pisanu e il Governo fascista di Berlusconi.....e voi in Regione continuate a sostenere la Mercedes?
    Si, la Bresso è proprio uguale a quella destra arrogante che tanto accusano quelli come lei.
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  3. #3
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    Quindi? L'appoggio in Regione?

  4. #4
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    Grazie compagni. Sempre precisi nel rispondere.

  5. #5
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    L'appoggio alla giunta Bresso è una minchiata tremenda...

    da un rifocomunista antiunionista

  6. #6
    Re del Fondoscala
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    uff...come brucia

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da blasco
    L'appoggio alla giunta Bresso (come quello) è una minchiata tremenda...

    da un rifocomunista antiunionista
    non diciamo cavolate non esistono rifondaroli antiunionisti.sono tutti trotzkisti appiccicati a bertinotti!!

    magari ci fosse qualcuno antiunionista!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da cangaru'
    non diciamo cavolate non esistono rifondaroli antiunionisti.sono tutti trotzkisti appiccicati a bertinotti!!

    magari ci fosse qualcuno antiunionista!!!
    Si vede che le patenti le rilasci tu

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da blasco
    L'appoggio alla giunta Bresso è una minchiata tremenda...

    da un rifocomunista antiunionista
    Ok, correggo il tiro; la presenza di rifondazione nell'unione è una minchiata tremenda


    Torino, Chiamparino ammette: “Infiltrati tra gli ecoribelli”
    Intervista a Sergio Chiamparino


    • da Il Giornale del 9 dicembre 2005, pag. 2


    di Stefano Filippi

    Due giorni fa Sergio Chiamparino, sindaco ds del capoluogo piemontese, ha riunito assessori e capigruppo della maggioranza per annunciare che entro Natale scriverà ai torinesi una lettera. Che non piacerà a Rifondazione, Verdi e Pdci.



    Quando partiranno le missive?
    «Prima di Natale: ho scritto una bozza, presenterò il testo definitivo al momento opportuno, voglio capire come evolve la protesta sulla Tav. Sarà una lettera di cinque o sei pagine, con bilancio e programmi. Ma un punto è già chiaro».



    Quale?
    «Una cosa semplice, di buon senso. Questa: un'alleanza deve fondarsi su una condizione pregiudiziale e fondamentale, comune a ogni patto politico e programmatico, cioè che il pluralismo deve andare d'accordo con il principio di maggioranza».



    Tradotto dal politichese, significa...
    «Significa che, nell'alleanza, non è obbligatorio pensarla tutti alla stessa maniera, ma nessuno deve remare contro. Nella lettera userò proprio la metafora della voga: se siamo tutti nella stessa barca, capisco che su un tema specifico qualche rematore non si impegni come gli altri, ma chi rema contro fa rovesciare l'intera imbarcazione».



    Pensa che Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani remino contro?
    «Io non penso nulla, dico quella che per me è una condizione fondamentale per l'intesa. Vale per ogni partito dell'Unione».



    Sulla Tav quale sarà la discriminante?
    «Molto semplice: Torino si inserisce in un contesto che comprende l'alta capacità ferroviaria. La nostra città non può prescindere dai collegamenti con la Francia, Milano e Genova».



    Quindi la Tav è indispensabile.
    «Sì».



    Quindi Prc, Pdci e Verdi sono fuori dall'Unione, se non la approvano.
    «Almeno non remino contro. La nostra coalizione è pluralista, esistono differenze anche tra noi e la Margherita. Il nodo è il principio di maggioranza: nessuno deve andare contro quello che decide la maggioranza della coalizione. Un principio direi etico, non solo di tecnica parlamentare o politica. E questo vale non solo per la Tav».



    Faccia un esempio.
    «Il termovalorizzatore per i rifiuti. Dopo anni abbiamo finalmente trovato una zona tra Mirafiori e Grugliasco dove costruirlo, stiamo predisponendo il bando di gara per il progetto, i lavori cominceranno nel 2007: non voglio pensare che fra due anni, se sarò ancora sindaco, mi troverò la fotocopia di Venaus davanti all'inceneritore».



    Ha qualcosa da rimproverare a Rifondazione?
    «Nulla, non è nella mia maggioranza...».



    Ma lo è alla Provincia di Torino, alla Regione e sta trattando con Prodi un accordo nazionale.
    «Io parlo della maggioranza che sosterrà me nell'elezione del sindaco. Certo, mi auguro che il principio di maggioranza sia valido anche a livello nazionale, ne va della credibilità complessiva del programma dell'Unione».



    Marco Calgaro, segretario torinese della Margherita nonché suo vicesindaco, ha detto che l'accordo con Rifondazione non è indispensabile e che prima di costruire alleanze la sinistra deve confrontarsi sui programmi. Concorda?
    «In pieno».



    Dunque nessuna alleanza con chi non vuole la Tav?
    «Chi ha idee diverse trovi un candidato e corra da solo».



    Non le pare che il metodo torinese «prima il programma e poi l'alleanza» sia esattamente opposto a quello seguito da Prodi, che ha fondato l'Unione senza un programma comune?
    «Non sono di quelli che pensano che la politica sia fatta soltanto di grandi progetti. Prima delle alleanze bisogna porre dei discrimini, è vero, ma con attenzione perché si rischia di fare alleanze a geometrie eccessivamente variabili».



    Troppo trasversali?
    «Un eccesso di pragmatismo sfocia in un programma indistinto. Ci vogliono pochi messaggi programmatici chiari da discutere sui quali ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Rifondazione è libera di prendere posizione, poi però deve essere responsabile».



    Vuol dire che, una volta al governo, Bertinotti dovrebbe dire basta alle manifestazioni e tagliare i ponti con i movimenti antagonisti?
    «Deve fare una scelta. Non che dica “sì alla Tav”, ma almeno che non vada alle manifestazioni contro. Per i cittadini non è bello vedere una parte della coalizione che fa e una che disfa. Io ne so qualcosa».



    Lei come sindaco di Torino?
    «Nella mia maggioranza una parte dei Verdi (sottolineo: una parte) in cinque anni non ha mai dato sostegno a una sola iniziativa mia. Mai. Eppure i Verdi hanno un assessore e un consigliere comunale che hanno trainato aspetti fondamentali del programma. È anche un effetto deleterio del sistema proporzionale reintrodotto dal centrodestra, lo dico a lei del Giornale. Il troppo peso attribuito ai voti di lista sarà devastante».



    Il progetto Tav non porta soltanto le firme di Berlusconi e Lunardi, ma anche quelle di Prodi, D'Alema, Amato. La sinistra non è stata debole nel difendere un progetto che essa stessa ha voluto?
    «Non mi sembra. Io non mi rimprovero nessuna timidezza, ho sempre sostenuto il progetto con determinazione ma senza arroganza, proponendo modifiche e mediazioni. E dalle dichiarazioni che ho visto, la sinistra non estrema ha difeso la Tav». E le dichiarazioni che non ha visto? Prodi è stato zitto e i vertici dell'Unione non si sono mai fatti vedere in Val Susa.
    «Mi pare che Prodi abbia ricalcato le dichiarazioni di Ciampi che il collegamento ferroviario è strategico e si deve fare. Il problema è evitare gli opposti estremismi, del governo e dei manifestanti».



    I manifestanti sono un tantino più estremisti del governo, o no?
    «Bisogna distinguere. Un conto sono i valligiani, un conto i partiti “no Tav” e un altro ancora gli infiltrati. L'altro giorno a Torino la manifestazione si è svolta pacificamente finché, al momento buono, un gruppo di 200 persone annidate nel corteo ha vandalizzato edifici, sfasciato auto e mandato all'ospedale due vigilesse. Tutti hanno condannato la violenza, e va bene, ma bisognerebbe stare attenti prima. Quei 200 li conosciamo, bisogna isolarli e disertare le manifestazioni cui partecipano. Le lacrime di coccodrillo servono a poco».



    Allora Berlusconi ha ragione quando denuncia il rischio di infiltrazioni eversive.

    «No, Berlusconi non ha mai ragione, per definizione... (ride). Esiste un'area che non saprei nemmeno come definire, appartiene a una geografia politica i cui contenuti mi sfuggono, che tende ad allargare la protesta a tutta Italia. Sarebbe ora di prendersi qualche responsabilità anche su questo versante».

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da blasco
    Si vede che le patenti le rilasci tu
    vediamo se tra di voi esistono anti-unionisti o anti-prodisti!

    dalle vostre parti esistono alcuni anti-unionisti!!ma non e' bertinotti!

 

 
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