Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Nuova ecologia, vecchia eugenetica.

    http://www.stranocristiano.it/news/n...ari_050205.htm

    Articolo interessante e ricco di spunti, per quanto partigiano ed un po' superficiale.


    Il Domenicale 5.2.2005

    NUOVA ECOLOGIA, VECCHIA EUGENETICA

    di Antonio Gaspari


    Zoologo di fama, giá rettore dell'Universitá di Bologna, studioso dell'avicoltura, è stato commemorato all'Accademia dei Lincei. L'Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina di Ozzano dell'Emilia porta il suo nome. Il presidente onorario del WWF Fulco Pratesi se ne vanta come di un nume tutelare, definendolo "l'antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro Paese", e Roberto Duria, l'animalista radicale dell'Animal Liberation Front, scrive di lui che è stato "il più grande zoologo dell'epoca". Il suo nome è Alessandro Ghigi (1875-1970) e le cronache del suo tempo lo descrivono come uno scienziato di grande valore. Un padre, insomma, dell'ambientalismo contemporaneo, almeno di quel certo ambientalismo oltranzista e sia consentito precisarlo tutt'altro che antropocentrico, il quale impazza in Italia come altrove fra richiami mitologici a Gaia e rissosi blocchi alle centrali nucleari, alla caccia, agl'impianti di smaltimento dei rifiuti.
    Pochi sanno però che Ghigi è stato un razzista caparbio, vicepresidente della Societá Italiana di Genetica ed Eugenica (SIGE), che ha partecipato ai congressi internazionali delle societá eugenetiche, che ha scritto libri disprezzando i neri e altre razze, che ha firmato il Manifesto della Razza del 1938 con cui ebbe inizio la discriminazione contro gli ebrei nel nostro Paese. Basta scavare un po' dietro la facciata rispettabile di Ghigi per trovare notizie inquietanti, ma rimosse dalle biografie ufficiali.

    Nel suo libro Problemi biologici della razza e del meticciato (Zanichelli, Bologna 1939), Ghigi descrive il tema delle degenerazione causato dall'incrocio con razze nere che sarebbero "evolutivamente inferiori e geneticamente incompatibili". Per quanto riguarda gli ebrei, nel libro di Giorgio Israel e Pietro Nastasi Scienza e razza nell'Italia fascista (il Mulino, Bologna 1998) si ricorda che due fautori della politica razziale mussoliniana come Guido Landra e Nicola Pende parlano di Alessandro Ghigi come di "uno dei razzisti più estremi".
    Ghigi era un seguace delle teorie di Thomas Robert Malthus (1766-1834), che vedeva nella crescita della popolazione una minaccia alla natura. Coerentemente con il pensiero darwinista secondo cui in natura sopravvive il più forte, Ghigi aveva abbracciato l'idea eugenetica più radicale, quella di stampo anglosassone e teutonico, secondo cui bisogna applicare una selezione delle razze per moltiplicare i forti e eliminare i deboli.

    Giá presidente dell'Associazione pro Montibus et Silvis dal 1906 al 1914, nel 1948 Ghigi fondò l'Unione Bolognese Naturalisti. Nel 1959, assieme ad altre associazioni di settore (Pro Natura Torino, Societá Emiliana Pro Montibus et Silvis, Unione Bolognese Naturalisti, Comitato Provinciale per la Protezione della Natura di Genova, Societá Naturalisti Veronesi, Comitato per la Protezione della Flora e della Fauna del Carso), Ghigi diede vita alla Federazione Nazionale Pro Natura, considerata a ragione la più antica associazione ambientalista italiana, madre dei movimenti ecologisti nazionali, erede diretta del primo Movimento Italiano per la Protezione della Natura.
    Fu proprio la Federazione Nazionale Pro Natura (FNPN) a scrivere il Documento programmatico, nato nel 1973 come "Carta di Forlì", poi aggiornato nel 1981. Si tratta di un documento in cui si precisano tutti i fondamenti di quello che negli ultimi trent'anni è stato il programma delle associazioni ambientaliste. » scritto nella Carta di Forlì: "Lo spazio del pianeta terra è limitato. Le risorse naturali ed energetiche sono limitate. L'attuale densitá ed espansione di popolazione è, sia a livello mondiale, sia in Italia, tale da provocare un eccessivo danno all'ambiente e alle risorse, danno che verrebbe aggravato se, come è auspicabile, migliorassero le condizioni di vita di tutta l'umanitá. Ogni ulteriore incremento demografico provocherebbe un aggravarsi della situazione presente, giá critica". Quindi, per la FNPN, un aumento dei livelli di vita è da evitare perchè danneggia la natura. Nel piano d'azione, la "carta di Forlì" si oppone agli sviluppi scientifici e tecnologici perchè "subordinati" al profitto economico e per quanto riguarda la crescita demografica dice testualmente: "Occorre giungere ad una stabilizzazione del livello della popolazione e, in un secondo tempo, ad una progressiva riduzione, date le condizioni di massiccia antropizzazione e l'alto consumo di risorse tipiche di un paese industriale come l'Italia. Questo è ottenibile organizzando una vasta campagna di pianificazione familiare...".
    Oggi si sa bene quanto false e irreali fossero le previsioni sulla crescita della popolazione, e quanto il crollo della fertilitá, che nel nostro Paese è stato verticale, stia creando problemi gravissimi in merito al sistema pensionistico, alla mancanza di dinamicitá del sistema economico, al pessimismo diffuso nelle famiglie e all'ambiente giacchè la mancanza di persone soprattutto nei paesi montani riduce di molto il controllo e la cura idrogeologica. L'ideologia malthusiana specie nell'uso rozzo, contundente e massimalistico che ne hanno fatto politici e attivisti dell'ecologismo è di fatto uno dei versanti più perniciosi dell'ideologia ambientalista, quella stessa ideologia da cui peraltro, attraverso Charles Darwin, Herbert Spencer e Francis Galton, si arriva all'uomo indicato come "cancro del pianeta", nonchè alla proclamazione dell'eugenetica e alle aberrazioni di tipo razzista.
    Casi, questi, non episodici, non marginali e non immotivati. Anzi, da questo punto di vista, percorsi ideologici come quello di Alessandro Ghigi non stupiscono affatto poichè sono comuni anche negli ambientalismi statunitense, britannico e tedesco. » proprio dalle societá eugenetiche, infatti, che nasce quell'ideologia oggi conosciuta come ambientalismo. Se si approfondiscono le storie di personaggi come Gifford Pinchot, Charles Davenport, Madison Grant, Henry Fairfield Osborn, Ernst Haeckel e Julian Huxley, a tutt'oggi indicati come i padri fondatori del movimento ambientalista a livello internazionale, si scopre che si tratta delle biografie di dirigenti di societá eugenetiche, razzisti e antisemiti. Affascinati dalle ideologie del superuomo, costoro coniugavano le politiche di selezione delle nascite e la sterilizzazione delle razze ritenute inferiori con l'amore verso parchi a uso e consumo delle classi privilegiate, una difesa "religiosa" di alberi e animali, e un'ammirazione romantica per la natura selvaggia. Lo zoologo darwinista Ernst Haeckel (1834-1919), che i manuali indicano come l'iniziatore dell'ecologia (fu anche l'inventore di quel neologismo), scrisse ben prima di Adolf Hitler che la classe "indogermanica" era superiore ai popoli "amosemitici" e quindi destinata a "trionfare sulle altre razze nella lotta per la sopravvivenza" nonchè a "stendere le reti del suo dominio su tutto il mondo". Haeckel suggerì un modello spartano per selezionare la razza, sopprimendo ammalati e invalidi. Charles Davenport (1866-1944), noto per essere il fondatore del movimento eugenetico statunitense, anch'egli razzista e antisemita, è descritto dall'Enciclopedia del Novecento Treccani come "uno dei fondatori dell'ecologia tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo". Madison Grant (1835-1937), fondatore della New York Zoological Society, presidente dello zoo di New York, membro del consiglio di amministrazione di molte associazioni conservazioniste tra cui la Lega della Foresta Rossa di San Francisco, è l'autore di libri scopertamente razzisti come The Passing of the Great Race, grandemente apprezzato e lodato pubblicamente da Hitler e dalla dirigenza del Partito Nazionalsocialista tedesco. Davenport, Grant ed Henry Fairfield Osborn sono i fondatori della Societá Eugenetica Statunitense e anche del Circolo Boone and Crockett Club, ricordato come la prima associazione conservazionista degli Stati Uniti, laddove per "conservazionismo" s'intende un'ideologia ostile a qualsiasi intervento umano che modifichi la natura. Il britannico sir Julian Sorell Huxley (1825-1895), fondatore del WWF, è stato presidente della Societá Eugenetica Britannica, dirigente di associazioni per il libero aborto e per la legalizzazione dell'eutanasia.
    Per molti decenni, la storia e gl'intenti delle società eugenetiche e delle loro ramificazioni ecologiste sono rimasti nascosti. Ma sembra arrivato il momento di cominciare a riflettere su quanto una pseudoscienza come l'eugenetica razzista possa essere stata inumana e criminale. Michael Crichton, nell'appendice del suo ultimo libro The State of Fear, uscito a metà dicembre negli Stati Uniti, scrive di un filo diretto che lega le teorie eugenetiche degli anni Venti e Trenta con la teoria del "riscaldamento globale" dei nostri giorni. Entrambe razziste, avversano lo sviluppo e il progresso delle popolazioni povere.

  2. #2
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    Ancora ste puttanate?????

 

 

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