La Marijuana potrebbe fermare l'Alzheimer
I ricercatori avanzano l'ipotesi che il principio attivo della marijuana possa sospendere il decadimento causato dal morbo di Alzheimer
Gli scienziati hanno mostrato come una versione sintetica del composto possa ridurre l'infiammazione associata e così aiutare a prevenire il decadimento mentale.
Si spera che il cannabinoide possa essere usato per sviluppare nuove terapie farmacologiche.
La ricerca, dell'Università Complutense di Madrid e dell'Istituto Cajal, è stata pubblicata sul Journal of Neuroscience.
Gli scienziati hanno in primo luogo confrontato il tessuto cerebrale di pazienti deceduti a causa del morbo di Alzheimer con quello di persone sane morte a un'età simile.
Hanno studiato a fondo ai recettori delle cellule nervose ai quali si uniscono i cannabinoidi in modo da rilevarne l'effetto.
Hanno poi studiato delle strutture chiamate microglia, che attivano la risposta immunitaria del cervello.
Le microglia si raccolgono in prossimità dei depositi di placche associate al morbo di Alzheimer e, quando attive, causano l'infiammazione.
I ricercatori hanno trovato un notevole calo del funzionamento dei recettori dei cannabinoidi nel tessuto cerebrale malato.
Questo significa che i pazienti avevano perduto la capacità di sentire gli effetti protettivi dei cannabinoidi.
Il passo successivo è stato quello di testare l'effetto dei cannabinoidi su cavie a cui era stato iniettata la proteina amiloide che forma le placche dell'Alzheimer.
Gli animali ai quali era stata somministrata anche una dose di cannabinoide hanno ottenuto risultati migliori nei test sulle funzioni mentali.
I ricercatori hanno scoperto che la presenza di proteine amiloidi nel cervello delle cavie attiva le cellule immunitarie.
Le cavie che avevano ricevuto il cannabinoide non hanno dato alcun segno di attivazione delle microglia.
La ricercatrice Dr. Maria de Ceballos ha detto: «La scoperta che i cannabinoidi funzionano sia per prevenire l'infiammazione sia per proteggere il cervello, può preparare il terreno per il loro uso come approccio terapeutico al morbo di Alzheimer».
Il direttore della ricerca alla Alzheimer's Society, Dr. Susanne Sorensen, ha dichiarato: «Questo risultato è importante perché fornisce un altro pezzo del puzzle sul funzionamento del cervello».
«Non c'è cura per l'Alzheimer e perciò l'identificazione di un nuovo obiettivo per lo sviluppo di farmaci è benvenuta».
«La Alzheimer Society spera di assistere a ulteriori ricerche sui recettori dei cannabinoidi per combattere il morbo di Alzheimer, ma vuole anche mettere in guardia l'opinione pubblica scoraggiando l'assunzione di marijuana allo scopo di prevenire l'Alzheimer".
"Si sa che oltre a produrre un "high", l'uso a lungo termine della marijuana in molti casi può anche portare alla depressione".
Harriet Millward, dell'Alzheimer Research Trust, fa presente che esistono due tipi principali di recettori dei cannabinoidi, CR1 e CR2.
«E' il CR1 che produce la maggior parte degli effetti della marijuana, inclusi quelli dannosi».
«Se fosse possibile produrre dei farmaci che agiscano solo sul CR2, come suggerito dagli autori dello studio, essi potrebbero riprodurre gli effetti positivi dei cannabinoidi evitando quelli negativi della marijuana».
«Si tratta comunque di un campo di ricerca completamente nuovo e produrre dei farmaci così selettivi non è un compito facile».
«Inoltre, per il momento non c'è alcuna prova che i farmaci a base di cannabinoidi possano effettivamente rallentare il decadimento nel pazienti di Alzheimer umani».
Fonte: BBC News
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