Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    il merovingio
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    Nel cuore profondo della Padania
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    Predefinito Padania e precariato...

    Senza nulla togliere ai tanti problemi che da sempre affliggono la nostra terra(immigrazione, tasse, perdita delle radici, ecc...) io sono convinto che la progressiva precarizzazione del lavoro e la sotto-occupazione di un numero sempre maggiore di giovani siano, oggi come oggi, una delle minacce più serie per le famiglie padane del futuro.

    Sarebbe illusorio aspettarsi che qualcuno in Lega prima o pi sollevi anche questa questione?

  2. #2
    piemonteis downunder
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    La contraddizione e' che da un lato, nel versante "politiche economiche", la Lega + CdL di fatto incoraggiano la liberalizzazione del mercato, il precariato, i mc-jobs, etc, che distruggono il modello tradizionale di famiglia.

    Dall'altro lato, sul versante "politiche sociali", la Lega + CdL sono fissate nell'accettare solo il modello tradizionale di famiglia, "padre-madre-regolarmente sposati-con-2-figli", ostacolando procedure di divorzio, non riconoscendo coppie di fatto, non dando determinati sussidi a singles.

    Le due cose sono incompatibili. Con la nuova struttura del lavoro, e' inevitabile (e in un certo senso giusto) che ci siano molti meno matrimoni e molte piu' coppie di fatto, che i singles possano decidere di avere figli pur senza dover sposarsi a vita (perche' non hanno un posto fisso a vita), insomma che ci sia un modello diverso di famiglia non legato alla tradizione cattolica.

    Se si accettasse e aiutasse questo cambiamento nei rapporti famigliari, si potrebbero anche incrementare la nascite. Oggi la Lega pretende di incrementare le nascite ma al tempo stesso vorrebbe che si facessero figli solo fra coppie sposate, e guai a divorziare, o guai a voler fare un figlio da single...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke

    La contraddizione e' che da un lato, nel versante "politiche economiche", la Lega + CdL di fatto incoraggiano la liberalizzazione del mercato, il precariato, i mc-jobs, etc, che distruggono il modello tradizionale di famiglia.

    Dall'altro lato, sul versante "politiche sociali", la Lega + CdL sono fissate nell'accettare solo il modello tradizionale di famiglia, "padre-madre-regolarmente sposati-con-2-figli", ostacolando procedure di divorzio, non riconoscendo coppie di fatto, non dando determinati sussidi a singles.

    Le due cose sono incompatibili. Con la nuova struttura del lavoro, e' inevitabile (e in un certo senso giusto) che ci siano molti meno matrimoni e molte piu' coppie di fatto, che i singles possano decidere di avere figli pur senza dover sposarsi a vita (perche' non hanno un posto fisso a vita), insomma che ci sia un modello diverso di famiglia non legato alla tradizione cattolica.

    Se si accettasse e aiutasse questo cambiamento nei rapporti famigliari, si potrebbero anche incrementare la nascite. Oggi la Lega pretende di incrementare le nascite ma al tempo stesso vorrebbe che si facessero figli solo fra coppie sposate, e guai a divorziare, o guai a voler fare un figlio da single...

    Un intervento in puro stile libertario.
    Niente da ridire, sei coerente con quanto hai sempre manifestato, ma tirare in ballo la Lega che secondo te favorirebbe il precariato e la liberalizzazione selvaggia del lavoro, mi pare quanto meno imprudente.

    Queste tesi appartengono interamente alla tua visione del lavoro, assieme a quella della società e della famiglia, dato che reputi giuste altre forme di unioni che esulano dalla famiglia tradizionale.

    Tutto legittimo dal tuo punto di vista, la globalizzazione e i suoi effetti collaterali sono giudicati positivamente da te; credo tuttavia che faresti bene a non trasformare questi ultimi, in altrettante responsabilità da appioppare sul groppone della Lega che, come argomenti tu, "è FISSATA, (pensa un po'), nell'accettare SOLO il modello tradizionale di famiglia".

  4. #4
    piemonteis downunder
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    Max, stavolta non mi riferivo solo alla Lega, dicevo "Lega e Cdl" cioe' il governo attuale. Ok, accetto che non e' direttamente colpa loro se si va verso il precariato, ecc. E' la situazione economica moderna. Su questo hai ragione. E' lo stesso nello UK di Blair (cs), nell'Aus di Howard (cd).

    Quello che il cdl non vede (e qui e' colpa loro, Lega in primis) e' che non si puo' restare fissati alla definizione cattolica di famiglia, in cui prima ci si sposa, poi si va vivere assieme, poi si fanno figli, rigorosamente in quest'ordine. Non e' piu' cosi'. La Lega e' stata il partito (Ruini escluso...) che piu' si e' opposto a concedere benefici legislativi ed economici alle coppie di fatto (parlo di coppie etero) e ai single che scelgono di avere un figlio senza per questo doversi sposare. Ti potra' non piacere, ma e' la realta' di oggi. Un partito politico dovrebbe prima di tutto gestire la realta' cosi' com'e', non come vorrebbe che fosse, secondo la morale tradizionale.

    Sono convinto che se si estendessero molti benefici alle coppie di fatto, un numero maggiore di giovani padani deciderebbe di avere figli, che oggi ormai fanno solo piu' gli immigrati.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke


    Quello che il cdl non vede (e qui e' colpa loro, Lega in primis) e' che non si puo' restare fissati alla definizione cattolica di famiglia, in cui prima ci si sposa, poi si va vivere assieme, poi si fanno figli, rigorosamente in quest'ordine. Non e' piu' cosi'.
    Ogni movimento politico ha diritto ad avere una sua visione etica della società.
    La Lega Nord ha sempre avuto come riferimento la famiglia tradizionale, non per una scelta casuale ma per una sostanziale coerenza ideologica, con tutto quello che di tradizione, cultura, retaggi e consuetudini esisono presso i popoli padani.
    Questo ha una valenza che si riflette in maniera forte e decisa su talune scelte politiche che finiscono per diventare esse stesse la ragione sociale di tutto il movimento.

    Il relativismo con cui vengono trattati da te problemi quali, matrimonio, divorzio, aborto, immigrazione, globalizzazione, etc, costituiscono il discrimine tra la visione puramente economicistica ed edonista di una società senza radici, atomizzata, multirazziale, e coloro che al contrario, reputano questi valori inscindibili da un progetto politico, che poggia i suoi principi nel diritto alla indipendenza e alla conservazione delle proprie tradizioni per ogni popolo del mondo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da il merovingio
    Senza nulla togliere ai tanti problemi che da sempre affliggono la nostra terra(immigrazione, tasse, perdita delle radici, ecc...) io sono convinto che la progressiva precarizzazione del lavoro e la sotto-occupazione di un numero sempre maggiore di giovani siano, oggi come oggi, una delle minacce più serie per le famiglie padane del futuro.

    E' il problema più grosso.
    Nell'industria privata posti di lavoro sicuri non ce ne sono più.
    Di conseguenza pochi giovani s'arrischiano di acquistare
    una casa e non molti si sposano preferendo provare a stare insieme
    senza troppi coinvolgimenti istituzionali.
    Solo gli statali sono tranquilli per il futuro,
    ma tra gli statali i padani sono pochi, molto pochi.
    Se continua così i padani sono condannati all'estinzione:
    drastico calo delle famiglie e ancor più drastico calo dei figli.
    Le stesse istituzioni lavorano contro la gente,
    lo stato e la chiesa sono determinati a incentivare l'invasione
    di extracomunitari.
    Le imprese sono solo interessate a manodopera a basso prezzo
    da assumere e scaricare a piacimento.
    I partiti politici: ora come ora nessun partito politico porta avanti
    gli interessi della propria gente a parte, forse, la sola SVP.

  7. #7
    piemonteis downunder
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    >...discrimine tra la visione puramente economicistica ed edonista di una società senza
    >radici, atomizzata, multirazziale, e coloro che al contrario, reputano questi valori
    >inscindibili da un progetto politico,

    Max, non e' questa esattamente la mia posizione. Anch'io apprezzo valori e tradizioni. Pero' ritengo che non tocchi occuparsene a un progetto politico/partitico. Secondo me la politica deve dare una cornice di costituzione e leggi, abbastanza ampia da includere le diverse forme sociali e culturali che esistono nella realta', senza far finta che non esistano, senza imporne una sola, tenendosi il piu' possibile fuori dalla morale personale, e se necessario, errando in senso libertario anziche' autoritario.

    Nello spazio di liberta' garantito da questa cornice, poi, ciascun popolo ha diritto di sviluppare le proprie culture, ma anche ciascun individuo, se vuole in modo diverso dal "popolo" a cui appartiene. Tutto cio' in modo spontaneo, indipendentemente da un progetto politico imposto dall'alto che ti dica quale deve essere la "vera" cultura del popolo da difendere. A livello sociale, e' giustissimo che gruppi si organizzino spontaneamente per difendere la propria cultura (come fa ad esempio Noste Reis o Raixe Venete).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke
    >


    Secondo me la politica deve dare una cornice di costituzione e leggi, abbastanza ampia da includere le diverse forme sociali e culturali che esistono nella realta', senza far finta che non esistano, senza imporne una sola, tenendosi il piu' possibile fuori dalla morale personale, e se necessario, errando in senso libertario anziche' autoritario.
    Ineccepibile quanto affermi, però si da il caso che in nome della globalizzazione, la nostra sovranità non esiste di fatto più e dobbiamo affrontare tematiche e problemi che non erano in agenda e nemmeno passavano nella testa dei cittadini.

    Perché per esempio, dovremmo affrontare a posteriori i problemi indotti dalla immigrazione, (multiculturalismo, integralismo religioso, integrazione, etc.), quando sarebbe stato facilissimo aver applicato rigorosamente il principio della sovranità all'interno delle proprie frontiere?

    Ebbene questo non è più possibile, proprio in nome di quei devastanti principi che tu non smetti di esaltare e che sono l'esatto contrario dei valori insiti nel programma di ogni movimento indipendentista o federalista.

 

 

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