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  1. #1
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    Predefinito Le Accuse di un "Nobel":Pinter

    Il discorso di Pinter al Nobel: «La guerra irachena un crimine, Bush e Blair a processo»di red,

    Sono stati 46 minuti di un discorso lungo ed appassionato, iniziato con una riflessione sul vero e sul falso, e finito con un duro, incalzante atto d'accusa contro la Guerra in Iraq e la strategia americana di dominio mondiale. Un discorso che Harold Pinter, malato di cancro, non ha potuto fare di persona, ma che ha affidato ad un http://nobelprize.org/literature/laureates/2005/pinter-lecture.html" target="_New">video trasmesso a Stoccolma nella sala dove avrebbe dovuto tenere la sua conferenza di accettazione del premio Nobel per la letteratura 2005.

    «L'invasione dell'Iraq è stato un atto banditesco, un atto di volgare terrorismo di Stato, che dimostra un disprezzo assoluto per il concetto di diritto internazionale. L'invasione è stata un'azione militare arbitraria ispirata da una serie di bugie e da una grandiosa manipolazione dei mezzi di informazione e dunque del pubblico… Abbiamo portato la tortura, le bombe a frammentazione, l'uranio impoverito, innumerevoli atti di omicidio casuale, miseria, degrado e morte al popolo iracheno e abbiamo chiamato tutto questo “portare la libertà e la democrazia”» ha detto Pinter con voce affaticata parlando da una sedia a rotelle, una coperta rossa a coprirgli le gambe.

    «Quante persone dovrete uccidere prima di essere considerati gli autori di un massacro o criminali di guerra?», dice Pinter riferendosi ai due alleati americano ed inglese nell'attacco a Baghdad. «Di conseguenza è giusto - sostiene - che Bush e Blair siano portati davanti a un tribunale internazionale di giustizia». Il premio Nobel per la letteratura ripercorre la storia dell'ultimo dopoguerra, a suo avviso anni pieni di esempi di «manipolazione del potere da parte di Washington, mascherata da bene universale». Dopo avere elencato numerosi paesi e situazioni - dai contras in Nicaragua alla detenzione di sospetti terroristi a Guantanamo - e aver denunciato la colpevole responsabilità americana, Pinter ha sottolineato il silenzio che copre realtà drammatiche, «centinaia di migliaia di morti». «Voi non lo sapete», dice. «Queste cose non interessano. Non esistono».

    La morale di Pinter (che si è soffermato a lungo nel suo intervento sulla genesi delle sue opere e dei suoi personaggi di cui conosce gli inizi, ma non la conclusione finché non ha finito di scrivere) è che a noi come cittadini «serve una salda determinazione intellettuale per definire ciò che è vero nelle nostre vite e nelle nostre società». In caso contrario, ha concluso, «non abbiamo nessuna speranza di recuperare ciò che altrimenti è definitivamente perso: la dignità dell'uomo».

  2. #2
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    buuuuuuu, cattivo, estremista, radicale, amico dei tagliatori di teste eccetera eccetera

    Paolo

  3. #3
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    Mitico Pinter, questi invece di portarti la democrazia (come dicono in mala fede), il diritto di scegliere, ti levano il diritto di vivere ammazzandoti.
    Si meritano solo di finire davanti ad un tribunale.
    Europa Unita

  4. #4
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    Un discorso bellissimo e coraggioso. Più passa il tempo e più l'Iraq appare forse l'atto peggiore compiuto da potenze occidentali negli ultimi 60 anni.
    Certamente il peggiore compiuto da paesi che si dicono democratici. Non credo che rimmarrà nascosto per altri 60 anni e penso che sarà una colpa che porteremo tutti. Questo non è un Vietnam, è molto peggio. nel Vietnam esistevano anche delle ragioni non spregevoli, seppur distorte, per l'intervento USA. Qui c'è solo la rapina allo stato puro e niente altro che non ne sia un corollario morale.

 

 

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