vedo che a gennaio uscirà il terzo volume.
avendo letto i primi due non potro esimermi
chi altro li ha letti?
vedo che a gennaio uscirà il terzo volume.
avendo letto i primi due non potro esimermi
chi altro li ha letti?


suvvia non fare la femminuccia cosa vuoi che sia una chiave ingleseOriginariamente Scritto da durrutibus
![]()
![]()


Originariamente Scritto da lupo1982
![]()
questi sono molto meglio di fatherland.Originariamente Scritto da durrutibus
più fantastici, ma in alcuni tratti veramente ben fatti.
in altri molto scadenti, ma sono considerazioni personali dettate dalle mie posizioni.
a qualcun'altro del forum sicuramente saranno piaciuti da impazzire.
a me è piaciuta molto la figura del DVCE


Originariamente Scritto da etnia salentina
ehm non è il dolore in se... il manganello lo accetto, chiavi inglesi e bulloni no!


l'importante è che più che il discorso politico (chessò: leggi e puttanate varie, sia presente il come si è arrivati ed il dove confini diplomazia e vattalapesca...)Originariamente Scritto da Guido Keller
leggetevi una recensione del primo: "Occidente"
1972, il DVCE regna a Mosca
È il capitalismo il vero nemico di questi fascisti postmoderni
Umberto Folena
C'è un'Italia che nel 1972 celebra i 50 anni del fascismo inaugurando una colossale torre al largo di Ostia, 500 metri d'altezza, progettata da Nervi, Segré, Fermi, Pontecorvo... Un'Italia in cui il giovane e ambizioso re Carlo Alberto II, con l'appoggio dell'alta finanza, prepara un colpo di stato contro Ciano, succeduto al novantenne Mussolini. Un'Italia che unica e sola, ormai, incarna, difende e promuove i «valori dell'Occidente». Un'Italia impegnata nel Vietnam al fianco degli americani con un corpo di volontari.
(questa è la parte che mi è piaciuta meno, anche se è molto evidenziata la differenza tra i volontari italiani e i mercenari americani)
Un'Italia così esiste solo nell'universo alternativo, nell'ucronia, immaginata da Mario Farneti nel suo romanzo politicamente scorrettissimo intitolato in modo proditorio e sfacciato Occidente (Editrice Nord, pagine 304, lire 32.000). È un'Italia che non c'è ma che sarebbe potuta esserci. Farneti immagina che Mussolini a poco a poco prenda le distanze da Hitler. Ad esempio, dalla presenza di un Fermi tra i padri dell'atomica italiana si capisce che le famigerate leggi razziali non sono state promulgate. Nel 1940 Mussolini sceglie la neutralità, "pagata" dagli Usa con ricche forniture belliche. Nel 1944 Hitler perisce in un attentato e la Seconda guerra mondiale finisce. E un anno dopo, quando l'Armata Rossa varca l'Oder e comincia la terza guerra mondiale, l'Italia fascista è l'unico Paese dell'Occidente ancora integro. Mussolini scende in campo al fianco degli Alleati. Saranno gli italiani i primi a entrare in Mosca e a catturare Stalin in Armenia. Illiria, Bielorussia e Ucraina diventano protettorati italiani. L'Impero resiste, anzi prospera.
Un'Italia così vi spaventa? La storia alternativa è un gioco. Tutti i giochi sono istruttivi. E Farneti sa giocare con abilità indubbia. Su questo tessuto storico alternativo imbastisce una trama che intreccia l'avventura pura alla fanta-archeologia, la magia alla fantapolitica. Un pasticcio? Sì, un pasticcio per lettori golosi. Perché Farneti racconta le improbabilissime vicende del tributo Romano Tebaldi con un piglio salgariano a ritmo frenetico. L'approfondimento psicologico? Non chiediamo troppo. I fascisti post-moderni di Farneti sono tagliati tutti d'un pezzo, senza sfumature, eroi o traditori, slanci e impeti. La stessa prosa si fa qua e là sobbalzante, come se lo scrittore stesso appartenesse a quell'universo alternativo.
Un'apologia del fascismo? Sarebbe una lettura ingenua e ingiusta. Tanto più che la voce "critica" è affidata a due giornalisti americani (e pazienza se una, Dana Di Maggio, diventerà una miliziana) che non lesinano ironie e perfidie sul regime, loro «autentici figli della libertà», come tali presuntuosi e supponenti, prigionieri di un complesso di superiorità. Se un nemico c'è, in Occidente, non è il comunismo, ma il capitalismo senz'anima, la religione del profitto, il culto del denaro incarnato dall'infido imprenditore Del Borgo, non a caso alleato con uno scienziato nazista irriducibile.
Fascismo? I fascisti di Farneti sono idealisti convinti che la loro epoca stia tramontando, ma che non per questo non continuano a lottare. Alla fine del romanzo Mussolini muore, Carlo Alberto II finisce in esilio, e niente sarà più come prima.
Nella post-fazione Gianfranco de Turris non rinuncia a leggere Occidente in chiave ideologica. I romanzi di storia alternativa, scrive de Turris, in genere servono a descrivere la società che non è ma potrebbe essere stata, per concludere che il nostro, in fondo, è il migliore dei mondi possibili. Cita anche uno dei romanzi ucronici più celebri, La svastica sul sole di Philip K. Dick, per una singolare coincidenza appena riproposto da Fanucci in una nuova edizione e un nuovo titolo, più fedele all'originale (L'uomo nell'alto castello, pagine 382, lire 28.000 , con un'introduzione di Carlo Pagetti e una postfazione di Luigi Bruti Liberati). Dick, com'è noto, descrive dolentemente i suoi Stati Uniti divisi e occupati da giapponesi e nazisti.
Farneti compie l'operazione contraria? Ognuno decida per conto suo. Farneti fascista "sociale", Farneti fascista contro il capitale, Farneti nostalgico, Farneti infame... Chissà quante se ne sentirà dire, in questi giorni. La sensazione è che Farneti si sia divertito come un pazzo a scrivere il suo pasticcio, rendendolo credibile con accurati riferimenti storici, militari, architettonici. Il suo mondo alternativo è coerentissimo. Compresa la "promozione" di Giulio Andreotti a cardinale segretario di Stato e ad altri "scherzi" del genere. Tutto contribuisce a dare al suo romanzo una velocità rara, che nessuno oggi in Italia può vantare. Occidente si legge d'un fiato. Ora fa sorridere, ora rende inquieti. Soprattutto perché anche il più sincero antifascista si troverà suo malgrado a fare il tifo per il tribuno Tebaldi. Perché è fascista? No, perché è un "puro", d'una purezza ormai estinta. Un po' come certi eroi sovietici tutti d'un pezzo. O il cow-boy solitario. O Sandokan: scorrettissimo "elogio della pirateria", ad ascoltare qualche critico inglese.
Umberto Folena


se mi garantisci che i 16 eurini non finiscono nelle casse di qualche movimentato movimento di estrema dx lo compro sicuro
nel caso dell'ipotesi sopraccitata chiedo all'amico diegoverona di comprarlo lui e prestarmelo
scroccone di merdaOriginariamente Scritto da durrutibus
la casa editrice è una casa commerciale, perciò ovunque lo compri non finanzi nulla