Ottimo Kenshiro !
...gli altri...che pena....
Visualizzazione Stampabile
Ottimo Kenshiro !
...gli altri...che pena....
Ho risposto nel merito dell'argomento nel post prima, ma tu sei troppo disonesto per tenerne conto o semplicemente troppo ignorante per leggerlo..Citazione:
Originariamente Scritto da iannis
I feriti in guerra si raccolgono e si curano A FINE BATTAGLIA. Durante la battaglia un ferito che si trova nelle linee nemiche è un potenziale pericolo perchè:Citazione:
Originariamente Scritto da alfonso
1/non è assolutamente detto che si riesca ad arrestare visto che le sorti della battaglia non sono ancora decise
2/ Non si può essere sicuri dell'entita delle ferite e quindi della pericolosità del combattente ferito e del suo potenziale combattivo
3/ può essere ancora recuperato, curato dai suoi e tornare a combattere
Basta ipocrisie, à la guerre comme à la guerre... il problema ripeto non sono i nostri soldati ma questo governo che ancora ha la faccia per parlare di "missione di pace"...
Cacioepepe plz leggi i miei interventi...Citazione:
Originariamente Scritto da Cacioepepe
mi sorprende il fatto che qualcuno accusi i nostri i amazzare gente "indifesa" e altri polemizzano sulle missioni di pace, dimostrando solo una enorme ignoranza. Perche se sono necessari i soldati, ció vuol dire che la pace ancora non esiste e sono i soldati a dover contribuire a mantenerla. Nelle missioni di pace avvolte si spara di piú che in una guerra convenzionale.Citazione:
Originariamente Scritto da Gonfu
Per quando riguarda le accuse rivolte ai nostri soldati di amazzare un ferito, bhé é ovvio che é una scemenza, perche il filmato non fa vedere questo.
La favoletta degli “italiani brava gente”, che addolcisce la descrizione di un colonialismo atroce che l’ipocrisia bipartisan vorrebbe “dolce”, è dura a morire.
Ed anche l’avventura irachena, al carro dei marines a stelle e strisce, viene dipinta come “umanitaria”, portatrice di pace ed altre amenità.
Quasi due anni fa (aprile 2004) fummo gli unici a denunciare la strage compiuta dai militari italiani nella prima battaglia dei ponti di Nassyria (6 aprile). Su quella vicenda il silenzio bipartisan è calato da tempo e la favoletta ha ripreso quota sostenuta non solo dal governo, ma anche da autorevoli esponenti dell’opposizione parlamentare nonché dal Presidente della repubblica Ciampi.
Ora è arrivato il video (girato evidentemente ad militari italiani), trasmesso da Rai News24, sulla battaglia del 6 agosto 2004. Questo filmato mostra come gli italiani, "brava gente", uccidono gli iracheni a Nassyria. E' significativo ciò che si vede, ciò che si sente, ma anche quello che non si vede e non si sente ma si può facilmente intuire.
Riportiamo alcuni stralci del commento al video apparso sul Manifesto del 9 dicembre:
«Guarda come si muove sto bastardo. Luca annichiliscilo!». Poi, forte, il rumore di uno sparo contro una persona sdraiata a terra, i cui contorni si distinguono appena. E' il video della battaglia dei tre ponti a Nassiriya del 6 agosto 2004, la stessa finita al centro di pesanti polemiche politiche perché il contingente italiano fu accusato di aver sparato contro un'ambulanza che trasportava una donna incinta. E la stessa su cui la magistratura militare lavora da oltre un anno - nel registro degli indagati c'è il nome di un graduato - per capire se il contingente italiano colpì cittadini inermi. Dando un occhiata al video realizzato da un militare anonimo e consegnato all'Osservatorio militare, a Sigfrido Ranucci di Rainews24 (lo stesso che un mese fa ha scoperchiato lo scandalo del fosforo bianco contro Falluja) e alle Iene che dopo una lunga trattativa con Mediaset non l'hanno mandato in onda, si capisce subito che quella cui partecipano gli italiani è una guerra vera e propria.
I primi minuti del video, che Ranucci ha deciso di mettere in onda senza commenti, sono forse i più scioccanti. Mostrano un militare che prende di mira la sagoma di un uomo a terra, probabilmente un nemico ferito. «Lo vedo da dentro il trigicon (mirino ndr) - esclama il militare, un carabiniere della Msu - guarda quanto è bellino là a terra, lo vedi che muove la testa?» E la risposta: «Guarda come si muove sto bastardo: Luca annichiliscilo». Qualche minuto dopo si saprà che «Luca sta sera non paga da bere, lo ha annichilito, ha ammazzato il cecchino». Ma che la regola sia sparare alle persone lo si capisce anche più avanti quando qualcuno, probabilmente un superiore, ordina al sottoposto che sta puntando un missile terra-terra contro quella che potrebbe essere la postazione dei nemici: «Ascolta, nel dubbio spara alla gente, capito? Tienili nel mirino» e quindi parte il razzo.
Che questa sia la guerra non può certo stupirci. Ma il punto è proprio questo. E’ guerra, guerra di aggressione contro un popolo insorto che lotta per la propria libertà. La “missione umanitaria” di cui molti straparlano è solo una menzogna della propaganda di regime. Qualcuno sembra scoprirlo soltanto ora: meglio tardi che mai, purché cessi almeno l’ipocrita ritornello sugli “italiani brava gente”.
Citazione:
Originariamente Scritto da alfonso
Alfonso faresti meglio a leggere quello che la gente ti scrive.
1) i filmato non fa vedere niente di niente.
Se affermi il contrario allora spiegami dove perche io nel film non vedo nulla di scandaloso.
2) Sul ponte nel 2004 nn ci fu strage di innocenti ma un proungato scontro a fuoco iniziato con l'occupazione dei ponti dalle milizie di Alqauwi e la richiesta d'aiuto della polizia Irakena. Lo scontro terminó con l'occupazione dei tre ponti dai nostri Bersaglieri.
In quella "battaglia" piovvero piú di 400 razzi RPG contro i nostri blindati dove cui meno della metá colpirono gli obiettivi e ancora meno fortunatamente esplosero (Nel filmato in questione si puó vedere il lancio di un razzo Milan contro una postazione RPG) ci furono dei feriti lievi tra i nostri mentre molti miliziani lasciarono la pelle. Si puó apprezzare la professionalitá dei nostri che spararono SOLO contro chi apriva fuoco contro di loro; limitando cosí i danni e le vittime negli scontri.
www.paginedidifesa.it per chi é interessato a saperne di piú.
saluti.