Senza la fede non c’è Dottrina Sociale, afferma monsignor Giampaolo Crepaldi

Riflessione del Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 12 dicembre 2005 (ZENIT.org).- “Senza il collegamento con la fede della Chiesa, la Dottrina Sociale scade ad etica sociale, quando non ad un insieme di regole esortative”, sostiene monsignor Giampaolo Crepaldi.

Così ha scritto il Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace in un editoriale pubblicato dal “Bollettino della Dottrina Sociale della Chiesa” (n. 4, settembre-dicembre, anno primo) edito dall’ Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân.

Secondo il Segretario del Dicastero vaticano della Giustizia e della Pace, “la Dottrina Sociale della Chiesa si inscrive nella Fede della Chiesa, e orienta la sua azione a servizio del mondo”.

Monsignor Crepaldi ha affermato che tra il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa e il Compendio del Catechismo “c’è una intima relazione. Il primo si inscrive nel secondo e lo presuppone”.

Questa intima relazione è attestata dal fatto che, nel Catechismo della Chiesa cattolica, alcuni articoli sono dedicati proprio alla Dottrina Sociale.

“Sicchè – ha sottolineato il Segretario del Dicastero vaticano – per la prima volta la Dottrina Sociale è stata messa al suo vero posto, ossia dentro la fede, la Dottrina e la missione della Chiesa”.

“E’ quindi molto importante – ha continuato monsignor Crepaldi – che i due Compendi vengano tenuti presenti in modo congiunto e che ci si adoperi a leggere l’uno alla luce dell’altro”.

“Questo vale in particolare – ha concluso poi il presule – nei percorsi formativi, ove si deve porre gran cura a non separare la Dottrina Sociale della Chiesa dalla fede professata dalla stessa”, e ciò “vale per tutti”.

http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=5906