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  1. #61
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da beppe2
    Purtroppo è già stato firmato il contratto con l'Impregilo e in caso di inadempienza lo Stato ci rimetterà un barca di soldi. Questi hanno AVVELENATO I POZZI prima di andarsene...
    Hai una visione limitata...IMPREGILO è del gruppo Agnelli (Montezemolo, Romiti, DeBenedetti) tutta gente sponsor del CSX. E ALLORA??? cosa deduci aquilotto??
    CHe sono TUTTI affaristi e dx e sx le lasciano ai pollastri come te. cùùù, cùùùùù

  2. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera
    ma se i capitali sono privati, com'è che la penale la paga lo stato, tanto per dire?
    Perché è quello che può fermare le imprese o ostacolarle. E quindi sullo stato ricade la responsabilità dell'avvio dei lavori.
    2010:

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Intanto ti sembra cosa da poco che con la scusa del ponte fanno le autostrade e finalmente migliorano la rete ferroviaria? Ma tu lo sai quanto ci vuole per arrivare a Palermo? Mi raccomando... scoraggiamo gli imprenditori, non abbiamo nulla di meglio da fare.

    Ah, dimenticavo... se il ponte avvantaggia i soli messinesi mi sta benissimo visto che palermitani e catanesi di vantaggi ne hanno già abbastanza... anche a discapito di Messina.
    bisogna capire se dobbiamo vivere di turismo o strade ferrate. personalmente io credo che se anche i nostri cosiddetti "imprenditori" avvessero i ponti per tutto il mediterraneo non potremmo ugualmente vendere un fico secco perché non ne siamo capaci, abituati come siamo a stipendi pubblici, disoccupazioni, contributi a pioggia e simili. siamo troppo arretrati tecnologicamente per affrontare i grandi colossi e siamo troppo oziosi per affrontare tunisini e libici che possono produrre prodotti agricoli per pochi centesimi. per ora ci salvano l'assistenzialismo e le vergognose barriere alla importazione dei prodotti agricoli, ma un domani che cazzo ce ne faremo del ponte se non ci saranno camion in grado di attraversarlo? io vedo la unica nostra speranza nella costruzione di aeroporti per persone e merci allo scopo di favorire la nascita di una costa del sol siciliana. altrimenti mi pare che il futuro sia e rimanga a tinte fosche. il ponte non aiuta lo sviluppo di questo progetto perché blocca su un solo punto una quantità enorme di risorse economiche. tutto qui. di franza o genevone non me ne importa nulla.

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Perché è quello che può fermare le imprese o ostacolarle. E quindi sullo stato ricade la responsabilità dell'avvio dei lavori.
    in altre parole, un paracadute come si deve. minchia com'è facile fare l'imprenditore quando non può andare in perdita grazie allo stato! ma se i privati poi non mantengono gli impegni, lo stato che fà? e se i lavori aumentano come al solito di prezzo? chi ci mette o chi garantisce la differenza? perché lo stato non si fà i cazzi suoi visto che amiamo tutti il liberismo?

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera
    bisogna capire se dobbiamo vivere di turismo o strade ferrate. personalmente io credo che se anche i nostri cosiddetti "imprenditori" avvessero i ponti per tutto il mediterraneo non potremmo ugualmente vendere un fico secco perché non ne siamo capaci, abituati come siamo a stipendi pubblici, disoccupazioni, contributi a pioggia e simili. siamo troppo arretrati tecnologicamente per affrontare i grandi colossi e siamo troppo oziosi per affrontare tunisini e libici che possono produrre prodotti agricoli per pochi centesimi. per ora ci salvano l'assistenzialismo e le vergognose barriere alla importazione dei prodotti agricoli, ma un domani che cazzo ce ne faremo del ponte se non ci saranno camion in grado di attraversarlo? io vedo la unica nostra speranza nella costruzione di aeroporti per persone e merci allo scopo di favorire la nascita di una costa del sol siciliana. altrimenti mi pare che il futuro sia e rimanga a tinte fosche. il ponte non aiuta lo sviluppo di questo progetto perché blocca su un solo punto una quantità enorme di risorse economiche. tutto qui. di franza o genevone non me ne importa nulla.
    Non penserai mica che quelli che vogliono investire sul ponte se questo non si farà utilizzeranno il soldi per altro. Non è così, mica sono soldi pubblici! Non si farà nulla e basta... e sfumerà anche la possibilità di avere strade e ferrovie nuove.
    Tu dici "un domani che cazzo ce ne faremo del ponte se non ci saranno camion in grado di attraversarlo". E io ti dico "che cazzo ce ne faremo di tutte queste navi in più - che vorrebbero i no-ponte - se non ci saranno camion che vi salgano sopra"? Allora qui il problema non è il ponte, ma almeno il ponte offre la scusa per risistemare i pietosi collegamenti tra le città siciliane.
    E poi non ho capito la logica retrograda e rinunciataria che sta dietro espressioni del tipo "siamo troppo arretrati tecnologicamente per affrontare i grandi colossi". E che dire allora dei giapponesi che, ancora "medievali", hanno affrontato i grandi colossi, hanno modernizzato il paese partendo da una condizione di estrema arretratezza? Questo è un problema di atteggiamento, non di fattibilità delle cose.
    2010:

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Ha parlato l'espertone!
    Fortunatamente il progetto è ben altro e la gente deve conoscerlo così finalmente si potranno madare al diavolo osservazioni bislacche come le tue che lasciano solo il tempo che trovano.
    Infatti quelli che sono contrari al ponte sono così disinformati e in malafede da andare a raccontare alla gente che la costruzione del ponte lascerà ancor più in abbandono le famose incompiute in Calabria e Sicilia. Niente di più falso e infame, infatti è prevista propria quella realizzazione delle opere di collegamento al Ponte in affiancamento all'Autostrada Salerno-Reggio Calabria contemporaneamente ai lavori di adeguamento dell'Autostrada tra il km 427+000 ed il km 437+500, in modo che le rampe direzionali in entrata e uscita da e per il Ponte possano interconnettersi direttamente sull'autostrada A3, nel tratto compreso tra gli svincoli di S. Trada e Villa S. Giovanni. Gli interventi collaterali, infatti, prevedono:
    - la realizzazione entro dicembre 2005 della variante della esistente linea ferroviaria tirrenica in corrispondenza di Cannitello;
    - la realizzazione della linea Av/Ac Battipaglia - Reggio Calabria;
    e questo per quanto riguarda la zona di Reggio. Per la zona di Messina, invece, è previsto quanto segue:
    - la realizzazione entro il 2011 della nuova Stazione di Messina;
    - la realizzazione del tratto di collegamento stradale Annunziata-Giostra. - il collegamento tra il nuovo svincolo di Curcuraci e la Strada Panoramica
    - il completamento della famosa autostrada ME-PA e il raddoppio della linea ferroviaria.
    Per fare tutto ciò verrà reimpiegata la numerosissima manodopera che costruirà il ponte... vi saranno 10 o anche 20 anni di lavoro sicuro per tantissime persone.
    È stato il ponte a porre all'attenzione di tutti e all'Europa il problema della viabilità al sud e senza ponte tutto resta come prima. Lo sviluppo di questa parte d'Italia passa per il ponte!!!
    azzo che paraculo..come quello che prima si compra la sella poi inizia risparmiare per comprarsi il cavallo dopo 20 anni...ma fare 2 + 2 prima di sparlare..no?

    le chiacchere non fanno farina...a messina avete una tangenziale che dovrebbe essere di manco 2 km ed è ferma da 5 anni....per andare fino a siracusa 7 ore...ma ti rendi conto di quello che dici?
    passerà la nottata.....

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da nun63
    azzo che paraculo..come quello che prima si compra la sella poi inizia risparmiare per comprarsi il cavallo dopo 20 anni...ma fare 2 + 2 prima di sparlare..no?

    le chiacchere non fanno farina...a messina avete una tangenziale che dovrebbe essere di manco 2 km ed è ferma da 5 anni....per andare fino a siracusa 7 ore...ma ti rendi conto di quello che dici?
    Ormai sei al capolinea coi tuoi paragoni bislacchi e con la tua disinformazione ad uso e consumo degli ignoranti.
    Il progetto parla chiaro: infrastrutture (ferrovie, strade, svincoli, etc.) + ponte. Non esiste un progetto che prevede un ponte e basta. È su questa superstizione che vengono fondate certe critiche campate in aria come la tua.
    No Ponte? No tangenziale... no ferrovie... no autostade. Mettitelo in testa, altrimenti il concetto te lo faccio spiegare meglio da Fassino.
    2010:

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Ormai sei al capolinea coi tuoi paragoni bislacchi e con la tua disinformazione ad uso e consumo degli ignoranti.
    Il progetto parla chiaro: infrastrutture (ferrovie, strade, svincoli, etc.) + ponte. Non esiste un progetto che prevede un ponte e basta. È su questa superstizione che vengono fondate certe critiche campate in aria come la tua.
    No Ponte? No tangenziale... no ferrovie... no autostade. Mettitelo in testa.

    nega quanto ho detto...non credi sia una cosa saggia se prima si preparano tutte le infrastrutture di contorno (ohh ora non c'è un craxo!!!) e investi i soldi per quelle (non mi tirare fuori il discorso dei privati perchè..spero sia un discorso deficente anche per uno come te!!!) e poi possiamo anche parlare di ponti..e riguardo al fatto che per molti giorni all'anno sarà chiuso causa vento tu sei di lì e almeno il vento dovresti sentirlo, per una struttura di tale lunghezza non serve un maestrale o uno scirocco a 70Km all'ora per farlo chiudere ma basta molto meno ..non hai un craxo da dire? e a quel punto con la maggior parte dei traghetti smobilitati che fai? 1 giorno di fila? o tieni tutti i traghetti pronti in emergenza? ...prova ad usare la logica e il raziocinio..almeno ogni tanto
    passerà la nottata.....

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Il progetto parla chiaro: infrastrutture (ferrovie, strade, svincoli, etc.) + ponte. Non esiste un progetto che prevede un ponte e basta. È su questa superstizione che vengono fondate certe critiche campate in aria come la tua.
    No Ponte? No tangenziale... no ferrovie... no autostade. Mettitelo in testa, altrimenti il concetto te lo faccio spiegare meglio da Fassino.
    questo non è il progetto,ma la propaganda del governo...e tu sembri quello maggiormente vittima di questa squallida propaganda sul ponte.
    Siccome la politica si compone di scelte e le risorse non sono illimitate ,la scelta della priorità è ESSENZIALE,e il ponte non è certo una priorità in una terra dove per arrivare da MESSINA a d agrigento ci vogliono otto ore.

    vi fanno vivere con l'illusione che il ponte risolva qualche problema di sviluppo dell'area in cui si pone,è questa la menzogna più assurda..

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da Ichthys
    Ormai sei al capolinea coi tuoi paragoni bislacchi e con la tua disinformazione ad uso e consumo degli ignoranti.
    Il progetto parla chiaro: infrastrutture (ferrovie, strade, svincoli, etc.) + ponte. Non esiste un progetto che prevede un ponte e basta. È su questa superstizione che vengono fondate certe critiche campate in aria come la tua.
    No Ponte? No tangenziale... no ferrovie... no autostade. Mettitelo in testa, altrimenti il concetto te lo faccio spiegare meglio da Fassino.

    ma il solo aver messo un personaggio come zamberletti a capo della ponte di messina spa non ti fa venire dei dubbi??

    e intanto furbo..leggiti questo (se non ti prende un'emicrania) per schiarirti
    un pò le idee che mi sembrano leggermente offuscate...


    Ragioni geologiche, di costi economici e ambientali, di ingegneria dei trasporti avrebbero dovuto portare all'accantonamento del progetto. Invece...
    di Gino Nobili

    Ponte sullo Stretto: un’opera brutta, inutile, dannosa e pericolosa, che tutti i tiranni, da Cesare a Napoleone a Mussolini avrebbero voluto realizzare, e che un colpo di coda dell’attuale maggioranza di governo ha avviato, se non altro per dare ai grandi elettori siculo/calabri un buon motivo per continuare a sostenerla in vista delle politiche prossime venture: gli stanziamenti per l’avvio dei lavori. E poco importa se poi questi non andranno a buon fine…
    L’opera colpisce talmente l’immaginario collettivo, e da millenni, che può affascinare anche chi non ne è interessato. Purtroppo, checché ne dicano gli interessatissimi progettisti, il ponte non si può fare, se fosse possibile completarlo costerebbe molto di più di quanto si è previsto, e comunque avrebbe scarse possibilità di reggere abbastanza a lungo da ripagarsi; ma anche se potesse reggere a lungo non solo non servirà a niente ma sarà addirittura pernicioso per una lunga serie di motivi. Cerchiamo di vedere con ordine.


    Gli studi geologici. È dei mesi scorsi il rinvio a giudizio di alcuni esperti del Ministero per pareri positivi dati malaccortamente ovvero senza seri studi documentati dietro. In realtà, nessuno è in grado di dare un parere positivo a ragion veduta, perché se si va a vedere seriamente si può solo dare parere negativo. Quelle terre sono infatti tremendamente alluvionali, e affondarci dentro a decine di metri di profondità due piloni alti 400 metri e i relativi blocchi di ancoraggio, per un totale di circa 500mila metri cubi di cemento, può essere solo foriero di dissesto idrogeologico. Inoltre, dagli scavi verrebbero fuori ben otto milioni di metri cubi di materiale, da mettere dove e come gli “studi” ministeriali si sono scordati di dire. Forse intendono costruire con quello la collina su cui appoggiare la rampa in Sicilia, dove il territorio è pianeggiante? E non stiamo considerando ancora minimamente le strade e le ferrovie da rifare nel raggio di decine di chilometri dal ponte, sia di qua che di là, in viadotto e galleria, per consentire la salita soprattutto del treno, che come si sa sopporta pendenze minime (praticamente, in Calabria vanno rifatte tutte le linee ferroviarie tra Gioia Tauro e Melito Porto Salvo, in maniera che puntino verso l’entroterra salendo progressivamente di quota per imboccare il ponte). Della valutazione dell’impatto economico diretto di queste opere nel progetto esecutivo del ponte c’è traccia marginale, di quello indiretto (impatto ambientale, dissesto idrogeologico) nessuna traccia.

    I terremoti. La scala Richter, che calcola la magnitudo di un terremoto permettendo confronti esatti tra un sisma e l’altro, è invenzione recente: prima i terremoti venivano classificati solo con la scala Mercalli, che si basa sui danni. È inutile quindi dire che il ponte regge a un sisma di scala 7,1, perché potrebbe arrivare di 7,2 (7,1 è proprio il valore “dichiarato” dai progettisti, ma anche se fosse 7,5 sarebbe lo stesso, perché potrebbe arrivare di 7,6)! Inoltre, la scala Richter è logaritmica: uno 0,1 in più significa una forza di 10 volte tanto! Ora, gli studi su cui si basa il progetto asseriscono che un sisma come quello del 1908 (la magnitudo non c’era, ripeto, ma gli esperti evincono sia stata ben superiore a 7,1) potrebbe tornare tra 1000/1500 anni. Invece le cronache da Erodoto in poi raccontano che un sisma catastrofico ha colpito l’area circa ogni 100/150 anni. Sotto lo stretto c’è una faglia che fa sì che Calabria e Sicilia si allontanino di circa 1 cm l’anno, è risaputo e gli ingegneri ne dovrebbero aver tenuto conto nel progetto, ma ricordiamo cosa è successo a Sumatra con l’ultimo sisma? L'isola si è spostata di decine di metri! Non abbiamo le foto del satellite del 1908 a documentarci di quanto si è spostata allora la Sicilia! Senza contare il maremoto, che allora fece la maggior parte delle vittime, spazzando le coste di qua e di là. Considerato tutto ciò, non sarebbe meglio investire parte dei soldi di quello spreco nel riassetto idrogeologico di Reggio - dove i lavori per l’interramento dei binari nel lungomare hanno rovinato le falde, e dai rubinetti esce da 30 anni acqua salata!!! - e di Messina? Le due città hanno oggi solo il 25% delle case antisismiche, e il 90% sono state costruite abusivamente, poi sanate o meno, su colline argillose….

    L’attraversamento. Oggi un auto che passa lo stretto impiega 25 minuti. Salvo tre o quattro giorni l’anno che ci sono code agli imbarchi. Domani col ponte impiegherà 5 minuti. Più le code al casello, presumibilmente quasi ogni giorno (come in ogni casello d’Italia di tale importanza). Ma anche ammesso che tutti abbiano il telepass: tutti quei soldi per 20 minuti? I treni: oggi impiegano poco più di un’ora. Quindi col ponte si risparmierà un’ora. Su 13, tra Palermo e Roma. Su 18, tra Palermo e Milano. Sai che svolta! Con una piccola parte degli investimenti del ponte si rifarebbe la Palermo/Messina, ancora a binario unico, con un risparmio di tempo più consistente. Senza contare i siciliani non di Palermo né di Catania, che magari con una piccola parte di quei soldi potrebbero avere a disposizione le strade e le ferrovie per raggiungere Messina che oggi non hanno…: da Agrigento allo Stretto, oggi, ci vuole più che da Reggio a Roma! Inoltre: i traghetti, oggi, circolano sempre, tranne un paio di giorni all’anno di ferma per mare troppo grosso. Il ponte, sospeso a decine di metri da terra, per resistere alle raffiche di vento tipiche della zona (che spingono a chiudere spesso anche l’autostrada nella costa calabrese!!!), dovrà oscillare di 12 metri in orizzontale e 9 in verticale (dati ufficiali): spero ci siano sopra gli ingegneri quando accade! Si ammette ufficialmente che i giorni di chiusura annua della struttura per vento forte dovranno essere tra 30 e 40! In quei 30-40 giorni (ma chi conosce quei luoghi sa che saranno di più) il traffico, attratto in zona dal ponte, dovrà essere dirottato sui traghetti, ammesso che esistano ancora. Ma il servizio nel frattempo sarà stato se non soppresso fortemente ridimensionato, incapace quindi di assorbire il traffico deviatosi lì dal ponte chiuso. Intanto, oggi, su 15mila persone che traghettano ogni giorno, 12mila lo fanno a piedi, e il ponte non gli serve per niente.

    Le politiche dei trasporti. La geografia politica ed economica ad uno studentello universitario insegna che un collegamento o si impone per un traffico esistente o lo crea. Il traffico sullo stretto ad oggi non giustifica economicamente l’investimento, come è ammesso negli stessi studi di parte. Tant' è vero che per questo motivo tutti i general contractor stranieri si sono via via ritirati dalla gara. Per prevedere una convenienza economica, gli ottimisti pro-ponte ipotizzano un aumento del traffico che non si avrebbe neanche se il Paese si mette a crescere a ritmi cinesi e spostasse su gomma altra quota del traffico merci. Spostamento che da un lato sarebbe un nuovo oltraggio per l'ambiente e dall’altro avrebbe dimensioni comunque contenute, visto che nel nostro Paese la percentuale di merci spostate coi Tir è già enormemente maggioritaria, pur avendo l’Italia le coste più lunghe in rapporto alla superficie del territorio! In altre parole, un piano dei trasporti illuminato dovrebbe semmai incentivare – se non obbligare – i Tir a imbarcarsi a Genova e sbarcare a Palermo, piuttosto che indurli - costruendo un ponte - a inquinare il territorio percorrendo l’autostrada del sole fino a Villa San Giovanni! E dovrebbe prevedere porti commerciali di piccolo e medio taglio un po’ dappertutto, piuttosto che nuove autostrade e cattedrali nel deserto!

    Sogni e risvegli. Ammesso che tutto quanto detto fin qui sia falso, e il ponte sia bello giusto e fattibile, bisogna infine scontrarsi con la realtà italiana. Che è quella che dopo decenni in cui serviva ammodernare la A3 ha finalmente trovato i soldi e il progetto, avviando i lavori (ministro Di Pietro, si noti!) da completare entro il 2007. Risultato: nel 2007 sarà consegnato se tutto va bene il 20% dei lavori, nei tratti meno impegnativi; dei tratti consegnati ad oggi (poche decine di chilometri su 443) la maggior parte sono sotto sequestro per mafia e uso di materiali scadenti (insomma la strada nuova non è sicura e difatti il limite è a 60 km/h), e quando nel 2037 (a questo ritmo) la strada sarà completata, ebbene sarà insufficiente, perché - non so chi lo sa, magari la gente vede i lavori e si illude! - la terza corsia si sta realizzando solo nei 40 km vicino a Salerno! Una situazione già grave, che diventerà catastrofica se nel frattempo il ponte avrà richiamato nuovo traffico.

    Keynes? Il general contractor è italiano, il che sarebbe una bella notizia se non si considerassero i motivi del ritiro degli stranieri. Ma per realizzare i lavori dovrà subappaltare a più livelli. Così, a medio livello, tanti soldini nostri finiranno all’estero. A basso livello, alla mafia (già sono partite le prime inchieste). A livello di maestranze, l’effetto moltiplicatore dei redditi di keynesiana memoria non avverrà, perché salvo le posizioni più elevate gli addetti saranno per lo più stranieri, e manderanno i soldi a casa come tutti i bravi emigranti. L’effetto sull’economia locale sarà dunque modesto ed effimero: il più duraturo sarà la perdita dei posti di lavoro per traghetti e indotto. Inoltre, la normativa – peculiarità italiana - prevede che il general contractor non sia responsabile per gli sforamenti di tempo e denaro: come dire che gli otto miliardi di euro attuali diventeranno …anta, e che nessuno di noi vedrà il ponte completato.

    In definitiva. Il ponte significa: tanti soldi subito alla mafia, tanto dissesto nell’area, per un'opera che forse si finirà di realizzare ma non si sa quando, e che quando sarà finita i locali non utilizzeranno, treni e camion si ma con un risparmio di tempi di percorrenza minimo e una perdita di tempo per motivi climatici mediamente molto maggiore che adesso, e che presto o tardi crollerà per motivi geologici, lasciando l’area coi problemi di prima e un relitto mostruoso tra Scilla e Cariddi in più.
    Infine, omettendo volutamente ogni valutazione paesaggistica ed ecologica, ricordo che nei secoli la distanza di mare tra le due coste è stata sempre percorsa in tempi apprezzabilmente rapidi, comunque più brevi di quelli richiesti dagli spostamenti via terra, tant'è vero che reggini e messinesi oggi parlano quasi la stessa lingua e mangiano quasi le stesse cose mentre sono culturalmente molto diversi rispettivamente dagli altri calabresi e siciliani, a dimostrazione del fatto che il mare da sempre unisce e non separa. Diremmo “spendiamoli diversamente, quei nostri soldi”, se l’assegnazione dell’appalto oramai non fosse cosa fatta, così costringendo il prossimo governo, che voglia ritirarsi dal compimento del delitto, a risarcire per miliardi gli amici della Impregilo, e gli amici degli amici….


    http://www.nopontestrettomessina.it/
    passerà la nottata.....

 

 
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