(Corriere della Sera) - «Non ci sono le condizioni per la grazia a Sofri». Lo ha deciso il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, sulla base dell' esame svolto dagli uffici ministeriali del fascicolo relativo all' ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 di carcere per l'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi.

Il Guardasigilli quindi, non avanzerà al Capo dello Stato alcuna proposta di grazia. A specificarlo è lo stesso ministro della Giustizia, che in una nota - dove si specifica che «il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, e gli uffici competenti hanno concluso l'esame del fascicolo relativo al detenuto Adriano Sofri»- spiega così le motivazioni di tale decisione: «Sulla base delle precedenti proposte di grazia avanzate al presidente della Repubblica ed istruite su una prassi consolidata, il ministro è giunto alla decisione di non avanzare la proposta di grazia in quanto allo stato non sussistono tutte le condizioni richieste dalla prassi sopra richiamata».

«Si fa presente - prosegue la nota - che attualmente Adriano Sofri è completamente libero, in quanto la pena gli è stata sospesa, e non sussiste nessun elemento negativo per la sua completa guarigione che il ministro, così come tutti, auspica».

Sofri è attualmente ricoverato in ospedale per un intervento all'esofago e in ragione della sua malattia gli è stata sospesa la pena del carcere.