Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
Originariamente Scritto da TheTexan
beh "Dead man walking" e' un film-propaganda contro la pena di morte. Il suo lavoro lo fa benissimo ed e' giusto avere dei dubbi su di essa. Ma come ho scritto prima, nel 90% dei casi una pena prolungatissima in prigione porta al "perdonare" e liberare il carcerato dopo un periodo in galera, e questo non e' giusto.
In USA c'e' un tasso elevato di omicidi ma anche perche' qui ci sono situazioni e condizioni sociali (e non solo) che in Italia non si vedranno mai. Solamente il mescolamento di razze e culture e' qualcosa di incredibile. Purtroppo poi una parte di certa popolazione non vuole integrarsi e, per esempio, forma delle Gang perche' (ripeto), buttando via la propria vita, vuole le cose "facili" e il piccolo potere. Poi regolarmente succedono casini ed omicidi e la cosa non e' ammissibile. Il tutto va sistemato ma la mano forte serve.
Non usiamo il "chi e' senza peccato scagli la prima pietra" a casaccio pero', lo trovo offensivo e detta cosi' al di fuori del suo contesto e' una critica totale, generale al sistema giudiziario. Detta cosi' sembra che il sistema giudiziario non debba esistere. Quello che Gesu' chiaramente diceva e' che nessuno e' piu' alto del signore per giudicare gli altri, soprattutto per certe piccolezze e che dobbiamo ricordarci di non essere perfetti.Ma allo stesso tempo e' NOSTRO dovere proteggerci, proteggere i nostri figli, in tutte le maniere da chi fa VERAMENTE del male.
TheTexan
Siccome però la pena di morte non è applicata in tutti gli stati degli USA sarebbe interessante vedere le statistiche confrontando i crimini commessi dove la pena di morte è in vigore e dove no.
Vedremmo che non solo la pena di morte è eticamente da condannare, ma è pure inutile e controproducente!
Cmq è bellissimo il discorso che fai: non chiedi (e pretendi) la giusta applicazione della pena, ma semplicemente che un criminale venga ammazzato prima che ci possa venire la tentazione di perdonarlo...
Ach! Questo pericolosa tentazione... il perdono!!
-
Citazione:
Originariamente Scritto da antonio
sottigliezze gesuitiche, direbbe qualcuno.
quelle che chiami sottigliezze potrebbero nascondere un iceberg.
cosi io le sottolineo.
parlo del modo che si ha di giudicare le cose..non più illuminati dalla fede, col supporto di cuore e ragione, ma in base a principi unicamente sentimentali o moralistici, che non contestualizzano quello che hanno davanti agli occhi, ma impongono uno schema.
non dico assolutamente che sia il caso di qualcuno dei presenti.
-
La penso come il catechismo. Non può essere esclusa la pena di morte in senso assoluto, come l'aborto, ma è meglio evitarla perchè i mezzi incruenti sono più consoni alla dignità della persona umana.
Anche io ritengo che in tempo di pace nelle nazioni civili sia meglio evitare la pena di morte.
In senso assoluto cmq, la pena di morte non è per nulla assimilabile all'aborto.
Il bambino è innocente. Il condannato invece no. E non è una differenza da poco. Lo stato che punisce con la massima pena qualcuno che ha infranto il principio basilare della civiltà è diverso da chi uccide il proprio figlio, innocente e senza colpa. Sto parlando in linea di principio, quindi non tirate fuori statistiche varie di processi sbagliati.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da CTALIMC
Siccome però la pena di morte non è applicata in tutti gli stati degli USA sarebbe interessante vedere le statistiche confrontando i crimini commessi dove la pena di morte è in vigore e dove no.
Vedremmo che non solo la pena di morte è eticamente da condannare, ma è pure inutile e controproducente!
Cmq è bellissimo il discorso che fai: non chiedi (e pretendi) la giusta applicazione della pena, ma semplicemente che un criminale venga ammazzato prima che ci possa venire la tentazione di perdonarlo...
Ach! Questo pericolosa tentazione... il perdono!!
Purtroppo nemmeno il confrontare tra stato e stato e' utile per lo scopo che dici. Il Texas e' TOTALMENTE diverso dal Kansas che e' TOTALMENTE diverso dallo stato di New York che e' diverso dalla California. Sia a livello legale, che di popolazione che di fattori economici. Sarebbe un po' come confrontare l'Italia all'inghilterra: le persone sono diverse nei vari stati (anche se poi si mescolano)...
Riguardo il tuo secondo paragrafo forse non sono stato chiaro e in tal caso ti chiedo scusa. Io non sono ne' pro ne' contro la pena di morte. Sono contro le condanne ingiuste o le de-condanne ingiuste. La PRIMA cosa che chiedo per l'applicazione per la pena di morte e' che una persona sia colpevole al 200% . Non dev'esserci nemmeno un dubbio. Cito spesso il caso Peterson, di recente. Lui, sembra, abbia ammazzato la moglie incinta per andarsene con l'amante. Secondo ME (da quello che leggo sui giornali) lui e' colpevole, ma non esistono prove SICURE, solo "deduzioni" e fatti altamente sospetti che indicano che lui sia il colpevole. In primo grado e' stato condannato alla pena di morte. Secondo me NON doveva essere cosi' perche' non e' sicuro al 100%.
Cosi' come io non voglio che un pluriomicida sia PERDONATO nella maniera sbagliata, ovvero che venisse dimenticato il "dolore" che ha provocato causando una reazione a catena inversa che porta, a volte, persino alla liberazione di tale individuo, cosa che spesso si tramuta in una situazione ancora peggiore, sia per lui che per le future vittime. Semplice.
Poi se non erro negli USA basta definirsi "pentito" per avere il tutto tramutato in ergastolo, ma non ne sono sicurissimo.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da antonio
massi'..ma sono io il primo a sostenere che occorre ragionare in temrini di utilita' sociale...di convenienza o sconvenienza...di laico rapporto costi/benefici.
l'ho gia' scritto sopra.
a voi piace ammantare questo discorso utilitaristico con riferimenti aulici , per dissimulare il relativismo che lo sostiene..la differenza e' tutta qui.
hmmmm
il fatto che i giudizi cambiano, se cambiano le circostanze, non E' RELATIVISMO, si chiama, uso della ragione, che è chiamata ad esprimere un giudizio tenendo conto di tutti i fattori in gioco, pena l'essere irragionevoli.
convinciamocene o facciamo un grosso pastrocchio.
ragionare in termini di utilità sociale vuol dire tutto e niente.
sembra che esistano due beni...il bene che propone il cristianesimo e il bene che può venire dal calcolo utilitaristico.
questo non è corretto, perchè se il bene che propone il cristianesimo è tale, è un bene per la società.
non esistono due beni.
l'uomo può non esserne consapevole, ma se ragionasse in termini di convenienza UTILITARISTICA, con grande saggezza, grande cuore e infinita conoscenza del creato, non farebbe che seguire quel che propone la Chiesa, o altrimenti Antonio, il cattolicesimo è una grossa palla, e i laici sarebbero qualcosa di opposto ai cristiani.
(questo discorso, nota, che non ha nulla a che vedere con l'imporre la visione della Chiesa, ecc ecc nella visione della Chiesa, cioè del cattolicesimo,è inglobata l'idea di libertà personale..quindi non fraintendermi!)
il caso estremo in cui si ammette la pena di morte, non è quindi ,un caso "anomalo" in cui il cristiano non decide più secondo criteri cristiani, ma secondo calcolo utilitaristico.
non esiste questa scissione.
il criterio è sempre il medesimo.
il criterio del cristiano non è contro l'utilità e il bene comune, anzi!
è il culmine di essi.
valutare per il male minore, non è da sporchi utilitaristi, è assolutamente ragionevole...quindi cristiano.
-
ma di quale relativismo parli antò?
ma che stai a dì?
l'aborto è uccidere un innocente. La pena di morte, in senso assoluto, NO.
La pena di morte, è appunto una pena, che viene fatta in seguito ad una violazione.
Sei tu che fai giochetti da sofista e mischi le carte.
non si parla di costi-benefici, ma proprio di un fatto di giustizia.
Ma a questa va unita la carità, e quindi dico che è meglio evitare la pena di morte.
-
L'unica legge valida in questi casì è: OCCHIO PER OCCHIO!Chi uccide deve morire!
-
si va bè... la giuria non tenga conto dell'ultima affermazione! :D
-
Nolite iudicare ut non iudicemini; in quo enim iudicio iudicaveritis iudicabimini et in qua mensura mensi fueritis metietur vobis.
Quid autem vides festucam in oculo fratris tui et trabem in oculo tuo non vides aut quomodo dicis fratri tuo sine eiciam festucam de oculo tuo et ecce trabis est in oculo tuo?
Hypocrita eice primum trabem de oculo tuo et tunc videbis eicere festucam de oculo fratris tui.
(Matteo 7, 1-5)
Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?
O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave?
Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
(Matteo 7, 1-5)
-