IL SENATORE DELLA MARGHERITA
Pinza: a sinistra troppi conflitti di interesse
Storicamente la sinistra ha sempre seguito la regola di servire gli ideali, qua invece si servono interessi propri. Credo che il disagio derivi proprio da questo
ROMA - «Non credo che questa vicenda di Unipol metterà in crisi i rapporti nella coalizione, però noi siamo assediati da una serie di conflitti di interesse ormai incontenibili». Per Roberto Pinza, senatore e uno dei responsabili del programma economico della Margherita, questo aspetto è centrale. Conflitto di interesse tra chi, senatore?
«Nei ruoli delle persone. Mi riferisco all’ipotesi che l’amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte sia coinvolto nella vicenda anche a livello personale. E’ ancora tutto da dimostrare ma si tratta di una eventualità lontanissima dall’etica della sinistra. Storicamente la sinistra ha sempre seguito la regola di servire gli ideali, qua invece, si servono interessi propri. Credo che il disagio, in casa diesse, derivi proprio da questo».
Lei consiglierebbe un allontanamento preventivo di Consorte?
«No, questo no. Non mi sogno né di dirlo né di pensarlo. Ognuno deve guardare in casa propria, ci mancherebbe altro. Quello che io ho sempre consigliato alla politica, Margherita compresa, è che bisogna sempre avere pochi amici nel mondo dell’economia. Le amicizie, nella politica economica, sono pericolosissime. L’idea di avere forze amiche, da Bettino Craxi in poi, a lungo andare si è dimostrato un problema».
La Margherita è stata una Cassandra.. .
«Sul fronte specifico di Unipol e la sua scalata a Bnl mi sembra che il problema lo abbia affrontato di petto più che altro Francesco Rutelli. Mettendo in gioco qualche rapporto personale quando ha denunciato i rischi della scalata. Compresi quelli di deviare il ruolo della cooperazione».
La Lega delle cooperative si è però divisa.
«Infatti, il disagio si è sentito anche all’interno del movimento cooperativo. Una parte della Lega si è schierato con Consorte, un’altra invece no».
Non vede un boomerang elettorale su tutto l’Ulivo?
«Direi proprio di no. Intanto questa vicenda non riguarda tutta la coalizione ma solo i collegamenti tra i diesse e le cooperative. E poi, francamente, di fronte alla tragedia etica del centro-destra questa storia di Consorte è una pagliuzza nell’occhio».
Ma ne discutete o no dentro l’Ulivo?
«Assolutamente no. E secondo me è una discussione che non ci deve neanche essere. È un ragionamento che deve essere fatto all’interno prima di tutto delle imprese. Le imprese cooperative devono interrogarsi se sono veramente interessate a fare questo lavoro».
Quale, scalare Bnl?
«Sì, mi riferisco alla Banca Nazionale del Lavoro. Io alle cooperative faccio questa domanda: ma è così drammaticamente importante entrare nelle stanze dei bottoni? E poi vorrei che si dessero delle regole interne rigidissime contro il conflitto di interessi».
A dire il vero dovrebbe occuparsene anche la riforma della legge sul risparmio.
«E’ un aspetto che è sostanzialmente scomparso dagli ultimi testi di legge che circolano. E questo dimostra l’ottusità italiana. Il manager che, in parallelo con la società, fa gli interessi propri è considerato un furbo che fa un’operazione intelligente».
Nel programma dell’Ulivo influirà questa storia?
«Mi auguro di sì. Quando uno si fa attrarre da luccichii, come ha fatto Gianpiero Fiorani, rischia di finire male. Ci vuole più economia reale e meno finanza. Noi abbiamo bisogno di gente come Ferrero, Amadori, Ferretti. Nessuno li conosce ma nei loro settori sono primi al mondo. Meno swap e più bulloni».
Roberto Bagnoli
http://www.corriere.it/edicola/index...OMIA&doc=PINZA




Rispondi Citando
