Londra, 15 dic. - Il ritrovamento di arnesi di pietra, nei sedimenti alla base delle scogliere dell'Inghilterra sud-orientale fa arretrare nel tempo la presenza documentata dell'uomo nell'Europa settentrionale di 200.000 anni almeno: si tratta di oltre una trentina di attrezzi fabbricati inconfondibilmente dall'uomo con la pietra scheggiata, in un sito che risale a 700.000 anni fa, nel quale sono stati trovati resti anche di ippopotami, rinoceronti ed elefanti. Si trova nelle vicinanze di Lowestoft, nel Suffolk.
Non sono stati trovati resti fossili di corpi umani, ma gli studiosi non hanno dubbi: "Abbiamo un sito con arnesi di pietra antichi 700.000 anni, vale a dire 200.000 anni prima di quanto fino ad ora si sapesse", ha spiegato Anthony Stuart, professore dell'University College di Londra, che riferisce sul ritrovamento nella rivista scientifica Nature.
Gli antichissimi abitatori di quella terra vivevano in un clima molto diverso da quello attuale, ai margini di una pianura alluvionale che fu successivamente invasa dai ghiacciai prodotti dalle grandi glaciazioni. Secondo Chris Stringer, professore del Museo di Storia Naturale di Londra, che ha anticipato la pubblicazione della ricerca su Nature ad una conferenza stampa a Londra, quegli uomini dovevano condividere il loro habitat con animali quali le tigri dai denti a sciabola, leoni, cervi giganti, mammut ed elefanti arcaici.
Gli strumenti di pietra di quelle popolazioni primitive erano prevalentemente coltelli, utilizzati da gruppi che si cibavano di carne. Ci sono arrivati intatti, preservati in condizioni pressoche' perfette nei sedimenti accumulati dai ghiacciai che, nei millenni successivi, dovettero costringere quei gruppi umani ad emigrare verso il sud dell'Europa, dove la presenza umana e' accertata gia' 780.000 anni fa.




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