FAMIGLIE/ EURISPES: IN ITALIA CRESCONO DEBITI, MA NON CONSUMI -2-
Nel 2005 indebitamento famiglie pari al 35% del pil
16-12-2005 16:15
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Roma, 16 dic. (Apcom) - Nel 2005, secondo i calcoli dell'Eurispes, l'indebitamento delle famiglie italiane è stato nell'ordine del 35% del pil, il che vuol dire che in media ogni famiglia ha già impegnato più di un terzo del proprio reddito attuale in obblighi finanziari da onorare nel futuro. A fine 2005, dunque, gli italiani si troveranno indebitati con le banche per una somma pari a circa 390 miliardi. Anche i prestiti concessi alle famiglie italiane dalle società finanziarie nel 2003 e 2004 sono aumentati, in particolare per quanto riguarda il ricorso ai finanziamenti per il breve periodo, in un solo anno, del 55% circa. Mentre il ricorso a crediti pluriennali è cresciuto del 4,2%.
Nel corso di una rilevazione effettuata lo scorso anno su 1.000 cittadini, il 52,2% degli intervistati ha dichiarato di aver impiegato la propria tredicesima per saldare bollette, mutui, imposte e altri debiti accumulati durante l'anno. Se nel corso del 2005 il volume d'affari del credito al consumo è aumentato (+23,4%) ed il numero degli italiani indebitati è molto più alto rispetto al 2004, non è arbitrario - secondo l'Eurispes - concludere che ragionevolmente anche quest'anno la tredicesima sarà per la maggior parte utilizzata per saldare mutui e debiti. Le proiezioni dicono che la percentuale delle famiglie italiane che nel 2006 faranno ricorso al credito al consumo aumenterà dell'11,8%. Anche i mutui conosceranno una evidente impennata pari al 10%, così come cresceranno di 8,4 punti percentuali gli "altri prestiti".
In Italia le famiglie ricorrono al credito soprattutto per far fronte ai bisogni essenziali (cure mediche e specialistiche, automobili, elettrodomestici, servizi per la casa, ecc.), piuttosto che per acquistare beni e servizi voluttuari quali, ad esempio, viaggi e vacanze. Si sta inoltre diffondendo sempre più la pratica di credito al consumo per l'acquisto di beni di prima necessità come quelli alimentari.
La motivazione prevalente addotta da chi ricorre al credito al consumo è la mancanza della disponibilità necessaria al momento dell'acquisto: infatti il 40% degli italiani dilaziona i pagamenti nel tempo essenzialmente per motivi di scarsa liquidità. In questo contesto il ceto medio si trova a dover fare i conti con una crisi che ha inciso profondamente sul proprio potere di acquisto e con tassi di inflazione che hanno divorato più del 20% del reddito dei pensionati e dei lavoratori dipendenti.
"I recenti, timidi segnali di ripresa - conclude l'Eurispes - non sembrano sufficienti a far pensare alla possibilità di una consistente ripartenza dell'economia almeno per tutto il 2006. L'indebitamento delle famiglie continuerà quindi a crescere non per alzare la quantità e la qualità dei consumi, ma per riuscire a mantenere il vecchio, dignitoso livello di vita


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