Buona osservazione.Originariamente Scritto da repubricanu
Naturalmente mi esprimo a titolo personale. Ho seguito saltuariamente su radio radicale l’evoluzione della nascita di questo “nuovo” soggetto politico laico-socialista-radicale, che ovviamente trova resistenze nell’ambito delle componenti che si ispirano ai valori cattolici dell’Unione.
Ho quasi sempre trovato condivisibili le battaglie per i diritti civili e la libertà di ricerca scientifica promosse spesso con dei referendum.
Non ho idea se il PSd’A. abbia valutato questa ipotesi, ma il problema è a che pro? Soltanto nell’eventualità che questa neonata formazione accogliesse interamente, senza se e senza ma, l’opzione di una Sardegna indipendente, riconosciuta sul piano giuridico istituzionale come Nazionalità nella prossima riforma costituzionale italiana, e che si facesse interprete di queste istanze per le elezioni del 2006, potrebbe anche essere presa in considerazione una collaborazione.
Dubito fortemente che questo possa accadere, pertanto ritengo preferibile privilegiare il rapporto con le organizzazioni che rappresentano le minoranze nazionalitarie all’interno dello Stato.
In primo luogo quelle appartenenti all’ALE, e questo per quanto riguarda l’Italia.
Tuttavia, “nemos si no sos sardos podet illiberare sa Sardinnia dae su colonialismu, pro nde faghere un’isula tzivile!”
Pertanto, molto meglio un “fronte” nazionalitario sardo che escluda qualsiasi componente italianista.




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