
Originariamente Scritto da
coxem
Con una certa insistenza in questo forum certi figuri amano dire che preti e futuri preti italiani, ora per un motivo, ora per un altro siano imbecilli, mentecatti (questo è l’insulto più frequente), handicappati e così via.
Certi atteggiamenti e insulti denotano tantissimo amore per le proprie posizioni e competenze artistiche, teologiche, filosofiche giuridiche, liturgiche…
ma uno scarsissimo amore per la Chiesa (e quindi per Cristo).
Trascrivo, per chiarire il concetto, meglio di come saprei fare io, da “Cammino” di San Josemarìa Escrivà:
66 Il Sacerdote - chiunque egli sia - è sempre un altro Cristo.
67 Non voglio tralasciare di ricordarti ancora una volta – benché ti sia noto – che il Sacerdote è un altro Cristo – e che lo Spirito Santo ha detto: <<nolite tangere Christos meos>> - non toccate <<i miei Cristi>>.
68 Presbitero etimologicamente vuol dire anziano. – Se l’anzianità merita venerazione pensa quanto più dovrai venerare il Sacerdote.
70 Insisto: quegli scherzi – burle – al sacerdote, con tutte le attenuanti che vuoi, sono sempre, quanto meno, maleducazione, grossolanità.
74 Amare Dio e non venerare il Sacerdote…non è possibile.
75 Come i buoni figli di Noè, copri col manto della carità le miserie che vedi in tuo padre, il Sacerdote.
Quindi meglio evitare certi epiteti…quanto meno per buona educazione.