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Discussione: merde bordighiste

  1. #1
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    Predefinito merde bordighiste

    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Guardate cosa scrivono le merde bordighiste del "partito comunista internazionale"



    Rumorose imprese dell'ETA

    Striminziti campanilismi reazionari e manovrabili Il marxismo considera un passo avanti la costruzione dello Stato nazionale borghese in un contesto storico di opposizione a forme sociali precapitalistiche reazionarie e caduche. Ovvero contro il colonialismo imperialista e per la creazione di Stati nazionali nelle ex-colonie, pre-condizione per la futura lotta del proletariato indigeno contro la propria borghesia. Questo è il nostro ABC sulla questione. Tuttavia, e grazie all’operato dello stalinismo in tutte le sue versioni, l’originale posizione marxista è stata tanto distorta che, confondendo i termini della questione, si è equiparato il socialismo alla costruzione di Stati nazionali. È infatti anche tesi classica del marxismo, e pertanto della nostra corrente, che nell’area europea occidentale, dal 1871, si possono dare per chiuse le unificazioni nazionali in lotta aperta contro l’oppressione feudale e retrograda. Restava in piedi il caso dell’Irlanda, la prima colonia inglese, malamente chiuso all’inizio del secolo con la ferita aperta dell’Ulster. Da quel momento, dopo la collaborazione dei nemici borghesi francesi e prussiani nello schiacciare la Comune proletaria, qualsiasi rivendicazione di tipo nazionale nell’area non sarà che la manifestazione di interessi borghesi che cercheranno di trascinare il proletariato dietro a sé come carne da cannone. Se nel 1871 queste tesi nazionaliste già potevano esser considerate reazionarie, oggigiorno, 130 anni dopo, sono arcireazionarie, e meramente controrivoluzionarie, nonostante l’orgia di atti violenti che in molti casi, segnatamente nel caso basco, le accompagnano e che portano a confondere più di uno. Anche quando il ricorso alla lotta armata non è la nota dominante, caratterizza i movimenti nazionalisti il fregiarsi di una fraseologia “socialisteggiante”, con l’obbiettivo di mascherare alla classe operaia i loro obbiettivi pienamente borghesi e di conservazione del sistema di schiavitù salariata. L’ultimo decennio del millennio ha visto un “risorgimento” dei nazionalismi, svolgentesi però questi ormai in un ruolo ben diverso da quello rivoluzionario del secolo XIX. Si sono convertiti, per implacabile dialettica, in forze reazionarie che cercano di impedire il progresso storico. La loro funzione è ormai solo controrivoluzionaria, come si è dimostrato con lo strazio iugoslavo e in Africa, dove l’imperialismo ha attizzato l’odio etnico per il dominio dei mercati e delle materie prime o per la difesa di interessi geostrategici. Quindi, se la forza del nazionalismo sembra oggi maggiore che mai, come si mostrerebbe nelle guerre balcaniche o nella “costruzione nazionale” delle ex-repubbliche dell’URSS, questo non è che l’apparenza del fenomeno, giacché tutto questo tormento storico non ha costituito in nessun caso un reale progresso. Le relazioni economiche e sociali erano già in quei paesi pienamente capitaliste e borghesi, e le tendenze centrifughe non sono state altro che una valvola di sfogo della terribile crisi economica che ha scosso il blocco capitalista dell’Est e un diversivo per le lotte operaie, delle quali si teme sempre la generalizzazione ed estensione internazionale. Ma terreno di scontro è anche la arrancante Unione Europea, dove il rinfocolarsi dei nazionalismi, come in Austria, Belgio, ecc., viene ad intralciare il processo della sua “unificazione”. Tanto che è spontaneo sospettare un “intervento” dei servizi americani nel fomentarvi molte delle cosiddette “questioni nazionali”. Perché quello che fanno spudoratamente in America Latina non potrebbero ordire, magari con più discrezione, anche in Europa? È così facile far leva su larghi settori piccolo borghesi terrorizzati per il loro imminente trapasso nel proletariato, conseguenza delle spietate leggi del sistema capitalista. I Paesi Baschi offrono uno dei casi più eloquenti di questo fenomeno, e probabilmente di questa “protezione”. Nell’ampio lavoro pubblicato sulla stampa del partito dedicato al nazionalismo basco abbiamo dimostrato come questo movimento, fin dalle sue origini irrimediabilmente conservatore, abbia poi modificato l’iniziale anticapitalismo reazionario filocarlista e clericale, via via che il plusvalore estorto al proletariato iniziava a raggiungere anche le classi e gli strati che costituiscono la sua base sociale. Missione attuale di questo movimento, secondo le sue proprie parole, sarebbe la “costruzione nazionale” di Euskalerria, neologismo usato dai tempi di Sabino Arana per designare il territorio considerato come Basco. Per il momento la internazionale classe borghese sta vincendo la partita: la ribalcanizzazione dell’Est si è mostrata come un buon antidoto contro la presa di coscienza rivoluzionaria, anticapitalista e antimercantile. E non si può escludere una soluzione borghese simile alla balcanica nelle zone più vulnerabili dentro l’Unione Europea, nelle condizioni di crisi economica e sociale che, sebbene non imminenti, si profilano all’orizzonte. L’Europa è una giungla di nazionalismi nella quale le belve capitaliste sono pronte ad azzannarsi non appena le necessità del capitalismo lo esigano. Al proletariato, al suo schierarsi per sé nella guerra sociale, ancora una volta, l’ultima parola.

    Partito Comunista Internazionale


    TUTTO E' SI TUTTI
    " OMNIA SUNT COMMUNIA "

  2. #2
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    nessuna novità... è da sempre che i bordighisti si oppongono a qualsiasi concezione di "patria"o di "propria terra", ritenendola un'ideologia che va a detrimento della lotta di classe. Pensa che negli anni '60 se ne strafregarono dei processi di decolonizzazione.

  3. #3
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    "le puttane del fascismo" come li chiamava Gramsci...i soliti deliri vuoti e desolanti...burocrazia bla bla bla...stalinisti bla bla bla...nazionalismo bla bla bla...bastardi tra il ritiro di una busta paga-cia e l'altra si lavassero la bocca prima di gettare merda sulla gloriosa lotta del popolo basco.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  4. #4
    Il vero è un momento del falso
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor
    nessuna novità... è da sempre che i bordighisti si oppongono a qualsiasi concezione di "patria"o di "propria terra", ritenendola un'ideologia che va a detrimento della lotta di classe. Pensa che negli anni '60 se ne strafregarono dei processi di decolonizzazione.
    ...bhe però che la decolonizzazione si sia risolta in un "passaggio di consegna" alle nascenti borghesie e ceti dirigenziali locali non è una constatazione bordighista.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da vlad84
    ...bhe però che la decolonizzazione si sia risolta in un "passaggio di consegna" alle nascenti borghesie e ceti dirigenziali locali non è una constatazione bordighista.
    Certo che è andata così. Ma un altro conto è non appoggiare affatto e disinteressarsi delle lotte di indipendenza e decolonizzazione.

  6. #6
    Komunista Estetizzante
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    Citazione Originariamente Scritto da vlad84
    ...bhe però che la decolonizzazione si sia risolta in un "passaggio di consegna" alle nascenti borghesie e ceti dirigenziali locali non è una constatazione bordighista.
    E in Cina? in Vietnam? in Laos? a Cuba? i palestinesi sono tutti borghesi?
    In ogni caso la decolonizzazione è stata una impresa eroica e progressista.
    La realtà è che bordighisti e trotzkisti sono per il proletariato.....purchè sia di pura razza ariana!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da guardia arrubia
    "le puttane del fascismo" come li chiamava Gramsci...i soliti deliri vuoti e desolanti...burocrazia bla bla bla...stalinisti bla bla bla...nazionalismo bla bla bla...bastardi tra il ritiro di una busta paga-cia e l'altra si lavassero la bocca prima di gettare merda sulla gloriosa lotta del popolo basco.
    Ha ha ha

    "puttane del fascismo"

    buona questa! E il proletariato occidentale, da chi è stato consegnato alla borghesia atlantista, se non da quelle altre puttane staliniste e trotzkyste? O ci vogliamo ricordare di Cronstadt? Della Spagna, dove le puttane staliniste colpivano nella schiena chi non si allineava sulle posizioni di Mosca, altra grande puttana?

    La decolonizzazione avrebbe dovuto essere uno slancio per colpire lo Stato dove che sia. Invece ha preso un altra via, ha conseguito gli interessi delle puttane staliniste e tutto questo si è risolto con la creazione di altri regimi dittatoriali. Il movimento contro lo Stato non puo discendere da una concezione essa stessa di tipo statalista. Ma questo evidentemente un stalinista distributore (e dunque burocratico) non lo puo capire.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da orkonner
    Ha ha ha
    Ma questo evidentemente un stalinista distributore (e dunque burocratico) non lo puo capire.
    Io non sono un distributore ...almeno non credo...

  9. #9
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Citazione Originariamente Scritto da orkonner
    Ha ha ha

    "puttane del fascismo"

    buona questa! E il proletariato occidentale, da chi è stato consegnato alla borghesia atlantista, se non da quelle altre puttane staliniste e trotzkyste? O ci vogliamo ricordare di Cronstadt? Della Spagna, dove le puttane staliniste colpivano nella schiena chi non si allineava sulle posizioni di Mosca, altra grande puttana?

    La decolonizzazione avrebbe dovuto essere uno slancio per colpire lo Stato dove che sia. Invece ha preso un altra via, ha conseguito gli interessi delle puttane staliniste e tutto questo si è risolto con la creazione di altri regimi dittatoriali. Il movimento contro lo Stato non puo discendere da una concezione essa stessa di tipo statalista. Ma questo evidentemente un stalinista distributore (e dunque burocratico) non lo puo capire.
    leggo te e capisco gramsci...
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  10. #10
    Il vero è un momento del falso
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow
    E in Cina? in Vietnam? in Laos? a Cuba? i palestinesi sono tutti borghesi?
    In ogni caso la decolonizzazione è stata una impresa eroica e progressista.
    La realtà è che bordighisti e trotzkisti sono per il proletariato.....purchè sia di pura razza ariana!!!
    ..se è stata "progressista" per noi, è stato dove la lotta di liberazione nazionale ha avuto marcati obiettivi di comunismo.
    Quindi non vedo perchè non fregarsene se viene "liberato" il kenia o il brunei, tanto per fare un esempio scemo.

 

 
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