appunto, fatti loro e non della società.Originariamente Scritto da Elettra_R.


appunto, fatti loro e non della società.Originariamente Scritto da Elettra_R.


Be' ma non capisco perchè chiamare una persona rovina della società e chissà che altro solo per quello che fa a letto... conosco vari eterosessuali che...


ma che stai a dì?questo e' vero nei confronti della spagna socialista!!


la spagna fa i matrimoni gay e non e' sotto influenza della chiesa!!
Originariamente Scritto da Felix
Certo che fra totalitari illiberali ve la intendete proprio bene. Il patto Molotov-Ribbentrop insegna, e il plauso del Muftì islamico a Hitler.


in che senso?la spagna fa i matrimoni gay e non e' sotto influenza della chiesa!!


x airbus
tu hai scritto questo:la vergogna siamo noi italiani presi per il culo da tutto il mondo occidentale perchè siamo patetici:
per come parliamo (avete mai sentito l'imitazione dell'italiano?? basta vedere TITANIC in lingua originale e vedere come parla "Fabrizio"), per il presidente che abbiamo eletto e perchè siamo schiavi dell'oscurantismo e del razzismo promosso dalla chiesa cattolica.
e io ti sto dicendo che la spagna e' uno di quei paesi che ci prendono per il culo per il nostro oscurantismo.infatti loro sono socialisti.
sembra che la chiesa dalle loro parti sia d'accordo!!


"Negli anni Trenta, sotto Stalin, iniziò un periodo di repressione generale della sessualità (il “Termidoro sessuale”) ed articoli contro l’omosessualità furono introdotti in tutti i codici penali delle Repubbliche sovietiche.
Nikolai Krylenko, commissario del popolo (cioè ministro) per la giustizia, annunciò che “l’omosessualità è il prodotto di decadenza delle classi sfruttatrici, che non hanno niente da fare…” e che “…in una società democratica fondata su sani principi, per tali persone non c’è posto”.


L’omosessualità venne così ad essere considerata “controrivoluzionaria” e una “manifestazione della decadenza della borghesia”, tanto che nel 1952 venne scritto nella Grande enciclopedia sovietica: "L'origine dell'omosessualismo è collegata alle circostanze sociali quotidiane; per la stragrande maggioranza della gente che si dedica all'omosessualismo, tali perversioni si arrestano non appena la persona si trovi in un ambiente sociale favorevole... Nella società sovietica con i suoi costumi sani, l'omosessualismo è visto come una perversione sessuale ed è considerato vergognoso e criminale. La legislazione penale sovietica considera l'omosessualismo punibile, con l'eccezione di quei casi in cui lo stesso sia manifestazione di profondo disordine psichico".
L’articolo 121 del codice criminale prevedeva in effetti la reclusione fino a cinque anni, con il possibile aggravamento fino a otto in caso di coercizione della vittima, di rapporto con minori o di violenza.
Spesso l’imprigionamento veniva tramutato in condanna ai lavori forzati presso uno dei molti gulag, dove gli omosessuali subivano umiliazioni e pestaggi anche ad opera degli altri condannati.


Dal 1934 ai primi anni Ottanta vennero condannati, in base all’articolo 121, circa cinquantamila maschi omosessuali. La cifra dei gay incriminati cominciò a calare gradualmente solo negli anni Novanta. Ancora nel 1992 si ebbero, nel primo semestre, le ultime 227 condanne in base alle leggi sovietiche.
Il Kgb, il temibile servizio segreto sovietico, utilizzava la minaccia di rendere nota l’omosessualità (vera o falsa) per spaventare l’intellighenzia russa. Vi furono architetti, artisti e dirigenti pubblici o di partito che persero il lavoro o vennero incriminati. Questo provocò fra i gay un vero e proprio clima di terrore che, tra l’altro, impedì lo sviluppo dell’autocoscienza o di una cultura gay in generale.
L’omosessualità era vista, oltre che come un reato penale e controrivoluzionario, soprattutto come una patologia psichiatrica: l’individuo era visto come soggetto a una vera e propria perversione, con infantilismo psichico, difetto organico e disordine ormonale. "
http://www.storico.org/gay-urss.htm
addaven'i baffone!![]()