....Quel che crolla oggi, e che traballava da tempo, non è la sublime contraddizione (indignarsi come fa il direttore dalla Padania perché Cuccia era siciliano e intanto difendere e osannare fino all'orlo del baratro un baciapile abruzzese), ma proprio lo sfaldarsi di certi loro imperativi ideali.
Duri e puri sì, ma contro i deboli, gli immigrati, la moschea, gli emarginati.
E poi invece tutti a difendere i forti, il capo del governo e i decoder di suo fratello, il governatore della banca centrale baciato in fronte al telefono, i furbetti che volevano comprarsi una banca fregando i soldi ai correntisti della banca loro. E ora - ultima metamorfosi - eccoli anche, prudenti e garantisti, parlare di manette facili, di eccessive persecuzioni, del fango gettato su Calderoli. Mentre lassù, nelle valli, la curva vuole ancora il sangue, agita il cappio come fece un leghista in aula al tempo che fu, vede mestamente i propri dirigenti, quelli del sogno padano, trasformarsi in pupazzetti semoventi dell'odiato potere centrale, fatto di banche andate a male, di giochetti di potere, di attività lobbystiche...
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