AVE CAESAR, MORITURI TE SALUTANT
Scritto da Angelo M. Cignatta
AVE CAESAR, MORITURI TE SALUTANT
Nella Roma antica, al Colosseo, prima che avessero inizio i c.d. ludi circenses, i gladiatori salutavano l’imperatore, alzando il braccio destro, ed esclamando la frase sovra riportata.
Poi, il cruento spettacolo aveva inizio.
Successivamente, il Duce, nell’ottica di una politica tesa riportare l’Italia ai fasti che le competevano, introdusse il saluto romano.
La Storia ha dato il suo giudizio sul Fascismo, e la fine che fece il Duce pesa ancora nella coscienza collettiva del Paese.
Fatta questa premessa, la sentenza del giudice sportivo che ha inflitto al giocatore Di Canio un turno di squalifica e 10.000 euro di multa, oltre ad altrettanti 10.000 euro alla S.S. Lazio, farà certamente riflettere, e ha già scatenato reazioni e polemiche. Ma è una sentenza e, in quanto tale, va rispettata.
Voglio, però, osservare che, a coloro che alzano il pugno sinistro, espressione del saluto in versione comunista, non viene fatto nulla. Il comunismo non c’è piu’, ma i milioni di morti che ha fatto attendono ancora giustizia.
Allora, mi sento di dire che ci sono figli e figliastri, e tanti pesi e tante misure.
La legge è uguale per tutti, e non deve essere applicata con i nemici ed interpretata con gli amici.
Ed è per questo che, a nome del Partìto che, con orgoglio rappresento in Piemonte, testimonio la mia solidarietà a Paolo Di Canio.
Ave Caesar, morituri Te salutant! (con il braccio destro alzato).
Il Coordinatore regionale di Azione Sociale
Angelo Maria CIGNATTA


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