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Discussione: Altro che Tav...

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Pensa che bello se il treno fosse stato ad alta velocità... 50 morti sicuri...
    Pensiamo a come modernizzare (scusate il termine) le linee esistenti, non a costruire mostri...
    Appunto! Allora in un modo o nell'altro "modernizzare" serve! Altroché...
    2010:

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    ...sto dicendo che in questo paese si parla spesso delle Grandi Opere quando mancano invece quelle essenziali...
    La carenza infrastrutturale è una piaga nazionale di vecchia data, questo è indubbio, Cristiano.
    Solamente che non mi spiego per quale motivo si debba sempre ricorrere al paragone tra opere essenziali e grandi opere per convincere quanto sia inutile e dannoso costruire le ultime quando mancano le prime.
    Una cosa non esclude l'altra: si può dare inizio ad una grande opera e contemporaneamente intervenire nel completamento e perfezionamento di quelle che fanno registrare carenze.
    Qui a Messina gli anti - pontisti, oltre al solito stucchevole panico psicologico in tema di disastro ambientale, ricamano di continuo sopra la consueta tiritera: "Pensano al Ponte quando abbiamo autostrade rischiose e incomplete..."
    Una cosa percaso esclude l'altra!?
    Non credo proprio: non sta scritto da nessuna parte che il potenziamento autostradale rischi di vedersi sottratto il tempo necessario per dedicarlo alla costruzione del Ponte sullo Stretto.
    Inutile e dannosa sarebbe la costruzione di una grande opera priva di allacci strutturali ad essa collegati, nonchè di strategie di ordine non solo economico che ne giustifichino la realizzazione: in altre parole, la proverbiale cattedrale nel deserto.
    Io sostengo la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina inquadrata in un ambito ben al di là dell'uopo della sua presenza fisica, facente parte dunque di un sistema che preveda la realizazione di opere che permettano il contemporaneo attraversamento viario e ferroviario dello Stretto e la migliore fruibilità logistica dei territori interessati.
    Sono pronto, e me ne assumo la piena responsabilità, a condannarne la realizzazione qualora le tanto annunciate migliorie dovessero restare insolute.

  3. #13
    Volksgemeinschaft
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    Citazione Originariamente Scritto da fedalmor
    Si dovrebbero modificare (geneticamente) gli Italiani: purtroppo è nei nostri caratteri essere genialoidi, quanto distratti. In certi ambiti ciò può sfociare in tragedia, anche senza voler tirare in ballo i costi di manutenzione che magari qualcuno si evita grazie all'amico nelle istituzioni. Il ché, comunque, è una tragica realtà.
    un piffero! ..nel 2006 gli standard di sicurezza minimali dovrebbero essere concepiti in modo da tener conto anche delle eventuali (sempre possibili..) distrazioni umane. La verità è che siamo, purtroppo, ben lontani da ogni minimo accettabile standard di sicurezza, degno di un paese "avanzato" come hanno la presunzione di farci credere....

    Sicuramente l'ammodernamento delle odierne strutture è un passo fondamentale e di primaria importanza, resta il problema legato al fatto che - in sommi capi - se i binari sono di competenza pubblica, i treni sono di proprietà privata (anche se Trenitalia è ancora a capitalizzazione statale per gran parte). Questa è una conseguenza di quel turbocapitalismo in stile Bolkestein (e tutto italiano, come la svalutazione monetaria, per far fronte al debito pubblico) che sta falcidiando lo Stato sociale, se ancora ha un senso parlarne...
    ReteFerroviaria e Trenitalia seppur aziende a maggioranza pubblica, sono S.p.a. e come tali, rispondono solo alle leggi del mercato e alla logica degli azionisti. Ogni elemento di "valenza sociale" è stato cassato, non potendo nessuno, tantomeno il Governo intervenire direttamente fuori da ogni logica aziendale....
    questi sono i frutti del capitalismo.... auguri

  4. #14
    fedalmor
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    Citazione Originariamente Scritto da Wandervogel
    un piffero! ..nel 2006 gli standard di sicurezza minimali dovrebbero essere concepiti in modo da tener conto anche delle eventuali (sempre possibili..) distrazioni umane. La verità è che siamo, purtroppo, ben lontani da ogni minimo accettabile standard di sicurezza, degno di un paese "avanzato" come hanno la presunzione di farci credere....



    ReteFerroviaria e Trenitalia seppur aziende a maggioranza pubblica, sono S.p.a. e come tali, rispondono solo alle leggi del mercato e alla logica degli azionisti. Ogni elemento di "valenza sociale" è stato cassato, non potendo nessuno, tantomeno il Governo intervenire direttamente fuori da ogni logica aziendale....
    questi sono i frutti del capitalismo.... auguri
    Putroppo in Italia il "dovrebbe essere" si tramuta in "non è", perché gli interessi privati/individuali superano di gran lunga gli interessi nazionali/collettivi. A prescindere dal sistema turbocapitalista, è sempre stato così, perché siamo una nazione clientelare e campanilista. Un altro male della "democrazia" e del liberismo è che le parti sociali non vengono coinvolte nei progetti, così come i nostri ingegneri - che sono, comunque, tra i migliori al mondo (basti pensare al progetto del ragazzo che ha sfornato la video-telefonia fissa dal cavo doppio telefonico per Telecom Italia, sembra una cagata, ma ha aggirato il problema di dover cambiare tutte le linee fisse!) - non vengono impiegati, né finanziati per fare ciò che sanno e si riducono al part time in qualche call center.

    Dall'integrazione/interazione uomo-macchina dovrebbe arrivare una sicurezza del 99% (almeno), eppure tragedie e incidenti, gravi o, lievi che siano, sono all'ordine del giorno. Sicuramente non è una questione d'incapacità, ma di soluzioni inadatte alle esigenze contemporanee.

 

 
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