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Discussione: Chi è "l'accolito"?

  1. #1
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    Smile Chi è "l'accolito"?

    Che differenza c'è con il diacono e con il ministro straordinario dell'eucaristia?
    Per i liturgisti del sito immagino che questo sia l'ABC... Ma ho bisogno, su questi temi, di essere alfabetizzato
    Gilbert

  2. #2
    Napoléon I
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    L'accolitato è l'ultimo degli ordini minori (ora chiamati Ministeri Istituiti, dal 1972), se si considera il suddiaconato impropriamente come ordine maggiore (non è sacramentale).

    Prima della riforma di Paolo VI, l'accolito era semplicemente uno dei vari gradi preliminari al diaconato, che non aveva attinenza con la pratica: così come l'Ostiario non era di fatto l'amministratore dei beni parrocchiali, il lettore non era colui che leggeva epistole e profezie nelle messe basse, l'esorcista non era colui che scacciava i demoni dagli energumeni, e l'accolito non era colui che serviva messa. Le loro funzioni erano tali, ma nella chiesa latina, vi è sempre stata l'usanza di assumere in via fattuale la funzione di ministro, per i compiti e le vesti liturgiche indossate, puchè se ne avesse la facoltà. Pertanto, un vescovo, poteva fare anche il diacono , il presbitero assistente, il suddiacono (alla messa papale), un prete poteva fare tranquillamente qualsiasi ministero, ed un laico, pure, fino al suddiaconato compreso.

    Anche adesso si può fare tranquillamente, e il Card. Siri lo ha sempre fatto col Novus Ordo. Il fatto è che oggi sono tutti molto ignoranti in materia liturgica, e pertanto fanno delle gran concelebrazioni, che non vogliono dire nulla. Dato che però si sa che una messa concelebrata vale singolarmente come messa, il tutto si spiega. Il clero predilige percepire più offerte per ogni singola messa.
    Mammona ha vinto.

    Paolo VI ha voluto comunque riformare i ministeri degli ordini minori, affinchè potessero essere effettivamente svolti, all'uopo perciò soppresse esorcistato e ostiariato, e identificò il suddiaconato con l'accolitato. Attualmente l'accolito è l'omologo del suddiacono (può anche indossare la tunicella e chiamarsi suddiacono), gli spetta il servizio all'altare, il servizio al diacono nelle messe solenni, il servizio nelle messe pontificali, il canto dell'epistola, e la distribuzione dell'Eucaristia come ministro straordinario, in assenza del diacono e per gravi necessità.
    Inutile dire che non sussistono mai le gravi necessità, che rendano necessario il ricorso all'accolito (che può anche essere laico, sebbene diocesi temerarie come Milano, sfidino la volontà del papa, vietando ai laici l'accesso ai ministeri, garantito da "Ministeria Quaedam", e favorendo solo la creazione di inesistenti ministeri "di fatto"). Non mi risulta che sia necessaria la distribuzione celere dell'eucaristia (che invece necessità di lentezza per il raccoglimento e il ringraziamento privato), dato che non sussistono ne fucilazioni di massa, ne bombardamenti, ne terremoti o inondazioni, che sono i casi tradizionalmente citati come legittimanti il ricorso ad un ministro straordinario. Ne ci si inganni col discorso dell' "afflusso straordinario". Nelle chiese cattedrali, dove vi è un afflusso straordinario di persone, vi sono di norma molti sacerdoti (per cui è meglio parlare di afflusso copioso, ma ordinario). Nelle Chiese parrocchiali, vi è l'afflusso di una parrocchia, che non mi pare sia straordinario. In genere senza ministro, ci si mette ben 5 minuti in più. Inoltre bisogna rispettare una certa gerarchia. Favorire innanzitutto la presenza di accoliti e di diaconi permanenti in ogni parrocchia, in modo che soddisfino i bisogni di "afflussi copiosi". Inoltre, nella scelta del ministro, rispettare tale gerarchia: Prete, diacono, accolto, lettore, uomo, donna. Cosa che non viene fatta mai. Non si capisce inoltre perchè non si nominino degli accoliti, che sarebbero secondo la legge, mentre si preferisce ricorrere in modo stabile, a ministri straordinari di fatto, che sono dei casi eccezionali. Questo è solo un modo stupido ed idiota di intendere la actuosa participatio, dei fedeli, ed il carattere ecclesiale e comunitario della Comunione. Per tanto così, potrebbero metterle in un cestino, e farle prendere ai diretti interessati (come già accaduto ed accade, in alcune chiese ultra progressite, così care ai moderni liturgisti).

    Per quanto riguarda il Diacono, è un ministro sacro, è un ordinato, ha il ministero della parola, e della predicazione, e del servizio, alla comunità e al sacerdote e vescovo, nelle messe solenni e pontificali.

  3. #3

  4. #4
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    Caro Murat,
    un'esposizione lucidissima, utile per tutti, anche per "color che sanno" o presumono di sapere. Solo aggiungo che, spesso ministri e ministresse dell'Eucaristia, in estate in maniche di camicia o in vestiti (o pantaloni) attillati e scollacciati e sbracciati e trasparenti... "sostituiscono", non aiutano, nella distribuzione delle Sacre Particole, il prete che se ne sta seduto sul seggiolone.
    La "Redemptionis Sacramentum" è stata gettata nel cestino, né le segnalazioni ai vescovi hanno esito positivo. Non s'usa il piattino ed i frammenti si disperdono; non s'avvertono i fedeli che si può prendere la Comunione sulle mani solo se queste son perfettamente pulite, come quelle del sacerdote che all'altare si è purificato prima della Consacrazione e si purificherà dopo; non si spiega che, coloro che vogliano comunicarsi restando in piedi, devono prima fare una genuflessione o un inchino profondo ("debita reverenza"); che far la Comunione in piedi non è obbligatorio e ci si può inginocchiare. Ma i novelli iconoscalsti hanno abbattuto le balaustre: e allora? Dico spesso a sacerdoti, anche bravi: mettete un semplice inginocchiatoio ed ognuno potrà comportarsi come meglio crede. Oh, no, è troppo complicato, rispondono! E chi non ce la fa ad inginocchiarsi e levarsi senza appoggio? Stiano in piedi! E questa è una forma di violenza spirituale. Manca completamente la catechesi su questi argomenti. E sono "gli abusi" minori!
    Ma fedeli e preti credono ancora che in quella Particola c'è Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità?
    Due anni fa, ho assistito un anziano frate che era molto malato e s'era rotto il femore, per giunta: per 3 o 4 mesi l'ho aiutato a camminare, l'ho portato in giardino in carrozzella, gli ho servito la Messa "paolina" ma in latino. Poi ho, disgraziatamente, con lui, dovuto assistere più volte alla concelebrata Messa conventuale dei malati o vecchi, rigorosamente in pigiama o vestaglia e ciabatte, ma con stola: le Particole volavan come foglie d'autunno:non c'era piattino o patena, e, per questo, il Preziosissimo Sangue colava in terra e non veniva debitamente raccolto. Quindi, calpestato. Inutili le mie rimostranze col Padre Provinciale. E nelle concelebrazioni, chi usa la pianeta o la casula? Insomma: "le leggi son, ma chi pon mano ad elle?"

  5. #5
    homo viator
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    Solo una piccola precisazione: Redemptions Sacramentum dice che bisogna parlare di "Ministri straordinari della santa Comunione", e non di "Ministri starodinari dell'Eucarestia", per non amplificare indebitamente il significato e per non ingenerare confusioni.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart
    Solo una piccola precisazione: Redemptions Sacramentum dice che bisogna parlare di "Ministri straordinari della santa Comunione", e non di "Ministri starodinari dell'Eucarestia", per non amplificare indebitamente il significato e per non ingenerare confusioni.
    Precisazione esattissima ed opportuna: mi son servito della definizione comunemente usata in ambito ecclesiale, anche nelle cerimonie di benedizione di questi "ministri" e del loro camice a cui ho assistito.

  7. #7
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    Grazie delle risposte, competenti ed esaustive.
    Gilbert

 

 

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