Presentata la settima statua stele rinvenuta ad Arco, la città degli “antenati di pietra”

Vittorino Angeli nel 1995, a salvò la statua dalla tramoggia che stava triturando grossi blocchi di

pietra per trasformarli in ghiaia. “Inizialmente l’ho scambiata per un paracarro un po’ particolare – le dimensioni della statua sono 75 centimetri di altezza, 32 di larghezza e 18 di profondità – e perciò l’ho portata a casa anche perché mi piacevano quei segni paralleli che la percorrevano tutta. Ma ben presto me ne sono dimenticato. Solo qualche mese fa, sfogliando un libro che parlava delle statue-stele rinvenute ad Arco, ho capito che quel ‘sasso’ che avevo messo nel giardino di casa in realtà poteva essere un importante reperto archeologico."

"............" Alla fine dei recenti anni Ottanta del secolo scorso, durante i lavori per la realizzazione

del nuovo Ospedale di Arco, vennero portate alla luce sei statue stele risalenti al terzo millennio a.C., cinque delle quali realizzate in marmo proveniente dalla Val Venosta e una in pietra locale (préa morta).

Si tratta di sei splendidi esempi della statuaria antropomorfa preistorica, attualmente esposti nella

sezione archeologica del Museo Civico di Riva del Garda, la maggiore delle quali raggiunge i 215

centimetri di altezza. Rappresentano figure maschili, femminili e asessuate accompagnate spesso da

raffigurazioni di ornamenti, di elementi del vestiario, di dettagli anatomici e di armi, in

particolare pugnali triangolari che permettono di datare perfettamente le statue stele nella piena età

del Rame.


In Valcamonica diversi atti ufficiali emessi dalla Chiesa ancora intorno all'anno Mille si scagliavano

contro la "Saxorum Veneratio", il sopravvivente culto delle pietre simboliche scolpite in tempi antichissimi