E Montanelli perchè è andato via dal giornale? perchè belpietro è un gran figo?Originariamente Scritto da Logos
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E Montanelli perchè è andato via dal giornale? perchè belpietro è un gran figo?Originariamente Scritto da Logos
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Originariamente Scritto da Logos
Non l'ha offeso, le ha dato della CRIMINALE DI GUERRA E GENOCIDA....




Grande Presidente Brunik!
Diglielo A Questi Qua...soprattutto Al Tuo Avversario...che Trema Al Solo Sentire Il Tuo Nome!






OMAGGIO AL COMUNISMO


Per quanto il berlusca si sia divertito un casino, trovo che sia stata una scena ridicola e anche controproducente dal punto di vista elettorale.
non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace


il berlusca non ha ancora capito, che più comportandosi cosi', piu' perde voti. Sai quanto gliene frega agli italiani di stalin?Originariamente Scritto da Sonic
non so io chi sta usando come responsabilie comunicazioni..la ghisleri o come si chiama?


L’anticomunismo? Vale l’8 per centoOriginariamente Scritto da cyber81
Pagnoncelli: così il premier mobilita gli astenuti. Vassallo: ma rischia sul programma
ROMA - Fa bene Silvio Berlusconi a rispolverare il «pericolo comunista» sui vessilli della propaganda elettorale alle soglie dell’anno 2006? Sì, su tutta la linea, secondo lo storico Piero Melograni e il sacerdote di incrollabile fede forzista Gianni Baget Bozzo. In parte, e per ragioni meramente elettoralistiche, secondo i politologi e sondaggisti Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti e Nando Pagnoncelli.
«Ci sono dei segmenti dell’elettorato, fra i più anziani e meno istruiti, che ancora possono essere mobilitati dal richiamo dell’anticomunismo», spiega Vassallo, che si basa su dati raccolti un anno fa dall’Istituto Cattaneo di cui è vicedirettore. «La fascia sensibile al tema - spiega - si aggira fra il 7 e l’8%, anche se, scorporando i dati, solo un 5% lega la ”minaccia per la democrazia” alla presenza di comunisti nel centrosinistra. Certo, l’uso dell’argomento è il segnale di una strategia elettorale difensiva: per risalire, Berlusconi deve puntare più sul recupero del suo elettorato passato all’astensione, che sullo spostamento di voti dal centrosinistra. Tutte le campagne elettorali si possono giocare su un mix di minacce e sogni, e questa volta promettere un nuovo miracolo italiano sarà molto difficile. Ma non credo che sarà così poco accorto da puntare solo sull’anticomunismo: agli attacchi agli avversari (a cominciare da quelli personali a Prodi, che magari affiderà ad altri), dovrà affiancare argomenti più programmatici e moderati, come l’elenco delle cose fatte per confutare l’accusa che la crisi economica sia frutto della sua cattiva gestione».
«In genere - conferma Ceccanti, esperto influente nell’entourage di Prodi - l’elettorato si mobilita cambiando l’offerta politica, piuttosto che sulla base di messaggi negativi. Di sicuro Berlusconi ha fatto questa scelta preoccupato dall’astensionismo che alle Europee e alle Regionali ha penalizzato soprattutto lui: ma non sono convinto che basterà». «Chi è stato deluso dai risultati su temi pressanti come l’occupazione, la tenuta del potere d’acquisto, la sicurezza e la sanità, ha bisogno anche di messaggi positivi ed è difficile trovarne per un governo che è stato in carica per 5 anni - chiarisce Pagnoncelli -. Ma l’anticomunismo può funzionare per recuperare una parte di quegli elettori disamorati che non sono comunque disposti ad andare a sinistra». E se fra le priorità degli italiani c’è anche la sicurezza, certo ha un potere evocativo il richiamo del Cavaliere al terrorismo, anche se quello più attuale è di matrice islamica. «I messaggi più efficaci sono quelli che puntano sui aspetti emozionali, legati alle paure quotidiane - spiega ancora il titolare di Ipsos - Del resto anche il centrosinistra ha ottenuto risultati positivi con parole d’ordine dai toni catastrofisti sul rischio-povertà».
Nessuna esagerazione secondo don Baget Bozzo, che vede una saldatura «fra l’antioccidentalismo islamico e quello della sinistra europea, come dimostra quanto è accaduto nelle periferie francesi. Sotto attacco, ovunque, ci sono i simboli dell’occidente: Usa, capitalismo e cristianesimo». E poi, gli eredi del Pci, non sono cambiati: «Silvio interpreta i timori di chi sa che, se vince la sinistra, forse la volta dopo non avrà la possibilità di andare a votare per qualcun altro. Come dimostrano le regioni rosse, quando loro governano tendono a fare accordi con tutti i gruppi di potere e ad assumerne la rappresentanza, ad assicurarsi il potere con clientele e controllo sociale».
«Berlusconi ha ragione - incalza l’ex deputato di FI Melograni - gli ex comunisti non hanno avuto ancora il coraggio di esaminare la loro storia. Qualcuno mi ha detto che lo faranno dopo le elezioni, non prima per paura di perdere i voti dei più anziani e settari». Ma sbaglia anche, per difetto, il Cavaliere: «Non capisce che la tragedia del comunismo fu molto più grande e profonda, perché colpì gli stessi comunisti. Non si può escludere che nel ’37 Gramsci fu assassinato nella clinica Quisisana di Roma dai servizi segreti sovietici, forse perché sapevano che avrebbe preferito tornare in Sardegna piuttosto che andare a rischiare la vita in Urss. Togliatti visse sempre sotto una minaccia di morte. E Berlinguer, nel ’73 a Sofia, fu vittima di un attentato degli stessi servizi (per mano di quelli bulgari), perché stava lavorando al compromesso storico. Su questo mistero ancora da chiarire c’è un’omertà generale».
di FEDERICA RE DAVID
Il Messaggero 23-11-2005
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