Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Bestia in via d'estinzione...
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    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
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    Predefinito L' undicesimo dice "Non protestare"

    L' undicesimo dice non contestare
    Il 21 dicembre alcune persone di Facciamo Breccia vengono inseguite e fermate dalle forze dell'ordine.
    Il motivo? Avere osato contestare le continue ingerenze vaticane e le dichiarazioni del Cardinal Poletto in materia di aborto e laicità.
    Nonostante fossero tutti provvisti di documenti i manifestanti sono stati portati con cristiana sollecitudine (spintoni e insulti sessisti) verso la questura dove sono stati trattenuti e denunciati per manifestazione non autorizzata e vilipendio alla religione. La cosa non deve stupire nell'Italietta degli atei devoti. Nè nella Torino di Severino Poletto, il cardinale prefetto.

    Comunicato "Facciamo Breccia" | Comunicato CGIL Torino
    Rassegna stampa
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Egol
    L' undicesimo dice non contestare
    Il 21 dicembre alcune persone di Facciamo Breccia vengono inseguite e fermate dalle forze dell'ordine.
    Il motivo? Avere osato contestare le continue ingerenze vaticane e le dichiarazioni del Cardinal Poletto in materia di aborto e laicità.
    Nonostante fossero tutti provvisti di documenti i manifestanti sono stati portati con cristiana sollecitudine (spintoni e insulti sessisti) verso la questura dove sono stati trattenuti e denunciati per manifestazione non autorizzata e vilipendio alla religione. La cosa non deve stupire nell'Italietta degli atei devoti. Nè nella Torino di Severino Poletto, il cardinale prefetto.

    Comunicato "Facciamo Breccia" | Comunicato CGIL Torino
    Rassegna stampa

    Il merdone poletto prima di approdare a Torino (poveri torinesi) fu Vescovo di Asti, e ad ogni elezione decideva e indicava ki e ki non votare ad amministrative e altre elezioni.

    In piu' dikiarava di essere stato un operaio, e quindi vicino al popolo.

    Ricorda qualcuno?

    Attenti attenti!

    p.s
    in piu' ci sarebbe da parlare di scelte sessuali......bip bip bip bip bip bip

  3. #3
    Il cinismo ci salverà
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    Il cardinale prefetto è un accostamento "ardito"... ricordati che state per votarne uno, di prefeetti, a Milano... divertente, no?

  4. #4
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    COMUNICATO UAAR

    Questa mattina, in quanto universitari/e precari/e del Movimento
    Facciamo Breccia abbiamo manifestato davanti alla Curia Metropolitana di
    Torino contro gli ultimi attacchi della legge 194 sull´aborto da parte
    del Vaticano e contro le affermazioni del Cardinale Poletto.

    L´iniziativa è stata assolutamente pacifica. Abbiamo attaccato due
    striscioni alle pareti esterne della Curia con scritto " PIU
    AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO" e "POLETTO STAI ZITTO, L´ABORTO E´ UN
    DIRITTO"
    e distribuito volantini. A quanto pare la Chiesa non accetta
    pareri diversi ai suoi, infatti dopo che ci siano allontanate, in Via
    Roma abbiamo avuto una dimostrazione della vera carità cristiana.
    stato richiesto infatti l´intervento delle forze dell´ordine per farci
    inseguire e fermare per cosiddetti "accertamenti di identità."
    Nonostante tutti avessero con sé i documenti siamo stati/e trasferiti/e
    in questura a forze di spintoni, insulti e minacce (pare che una di noi
    sia stata apostrofata con un volgarissimo "il cazzo te lo metto in bocca").


    Adesso con una denuncia per vilipendio alla religione e manifestazione
    non-autorizzata siamo ancora più determinati/e a lottare per i diritti
    della donna, il laicismo e l´autodeterminazione.
    Tutto questo nella Torino, addobbata a festa sia per le imminenti feste
    natalizie sia per "l´evento", ovvero queste olimpiadi invernali che
    finora hanno significato solo un aumento della repressione verso che
    vuol fare uscire una voce diversa, nella stessa Torino che vuole essere
    capitale internazionale della cultura, che invece è diventata il
    laboratorio della cancellazione dei diritti, sul corpo delle donne,
    verso gli immigrati e nelle montagne della Valsusa.

    TUTTI INSIEME A MILANO IL 14 GENNAIO!
    CONTRO LA DITTATURA DEL VATICANO E PER LA LIBERTA DI SCELTA!

  5. #5
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    Comunicato stampa cgil torino su fermi e denunce
    avvenuti ieri delle/dei militanti del Movimento
    Facciamo Breccia


    La CGIL di Torino ritiene ingiustificato il fermo e
    l’identificazione delle/dei militanti del Movimento
    Facciamo Breccia che hanno manifestato pacificamente
    le proprie idee contro le ingerenze delle gerarchie
    ecclesiastiche sulla Legge 194, legge che promuove con
    grande equilibrio politico ed etico la maternità
    libera e consapevole.
    Non condividiamo tale intervento ed esprimiamo
    solidarietà alle/ai militanti del movimento colpiti.

    Torino, 21 Dicembre 2005

    -------------------------------------------

    FACCIAMO BRECCIA è una mobilitazione plurale e dal basso, a carattere
    nazionale,
    in difesa del diritto all'autodeterminazione nelle scelte di vita.
    In
    essa si riconoscono gruppi e individui, espressione dei diversi
    modi di intendere la laicità e di difenderla attraverso
    differenti pratiche politiche.
    Su una cosa siamo però concordi: che non si possa rispondere alle
    manifestazioni di opinione con denunce come quella per "vilipendio
    alla
    religione", che le otto persone fermate si sono viste notificare,
    insime
    a quella per "manifestazione non autorizzata". Ribadendo la
    solidarietà
    di tutti/e per le persone denunciate, sottolineamo che si è trattato di
    una manifestazione non violenta e pacifica in difesa della legge 194
    sull'interruzione volontaria di gravidanza. E a chi si scandalizza
    perché abbiamo criticato direttamente la gerarchia cattolica, ribadiamo
    che questa stessa gerarchia non risparmia colpi per delegittimare e
    umiliare espressioni e forme di vita non conformi ai suoi dettati. La
    chiesa cattolica, inoltre, non è un semplice interlocutore nel dibattito
    pubblico, ma un'istituzione che ha il potere di determinare, senza
    alcuna discussione argomentata, gli orientamenti e le scelte politiche
    dello stato in materia di educazione, riproduzione, stili di vita,
    ricerca medico-scientifica. Siamo noi quindi a denunciare:
    - l'istituzione di una commissione d'indagine sul funzionamento
    della
    legge 194;
    - l'ingresso ufficiale del "Movimento per la vita" nei
    consultori;
    - il boicottaggio dell'uso della pillola abortiva RU486;
    - le ingerenze su etica dei comportamenti e orientamenti sessuali,
    sulle scelte di convivenza (Pacs) e di riproduzione;
    - l'imposizione della famiglia eterosessuale
    "tradizionale" come unico
    modello possibile.
    Il rispetto dovuto alle opinioni di ciascuno/a non è in contraddizione
    col diritto di critica nei confronti di chi è più forte, solo per il
    timore reverenziale che è capace di suscitare.

    L'assemblea torinese di Facciamo Breccia

  6. #6
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    La Digos di Torino ferma un gruppo di femministe. Avevano manifestato in difesa della 194

    Laicità. Riesumato il reato di ''vilipendio alla religione'' per una protesta nei pressi della Curia. Un vecchio slogan sembra tornato d'attualità: ''Tremate, tremate le streghe son tornate''

    Roberto Mastroianni


    Molti credevano che il femminismo fosse morto, e molti altri che il Medioevo fosse finito. Tutte e due le ipotesi vengono smentite dalla cronaca.
    Mercoledì 21 dicembre 2005 un gruppo di studenti universitari, alcuni ragazzi dei Collettivi e dei Centri sociali hanno affisso due striscioni fucsia ai lati del portone di ingresso della Curia torinese. Sugli striscioni era scritto: “Più autodeterminazione, meno Vaticano” e “Poletto (Arcivescovo e Cardinale di Torino n.d.r.) stai zitto l’aborto è un diritto”.
    E' finita in farsa, quella che sembrava essere una semplice manifestazione di contrasto alle politiche sulla procreazione assistita e sull’aborto di questo governo e alle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica italiana. Alcune manifestanti sono, infatti, state fermate alcuni minuti dopo la fine dell’azione dimostrativa dalla Digos di Torino che le ha portate in questura, in stato di fermo di polizia, per notificare il pericoloso reato 404 del Codice penale, ovvero, il “vilipendio alla religione”.
    I ragazzi fermati sono stati denunciati a piede libero per aver organizzato una manifestazione non autorizzata e aver oltraggiato la religione. La pericolosa offesa perpetuata da queste eversive femministe, e da alcuni maschietti con loro conniventi, consiste nell’aver incollato alcuni preservativi affianco al campanello della Curia. Il Codice penale punisce le offese lesive dell’integrità e del decoro del sacro, dobbiamo quindi immaginare che il campanello della curia di Torino sia una specie di reliquia e che la sacralità del cattolicesimo si spinga ad ammantare ogni aggeggio che un sacro prelato ha sfiorato. Per evitare eventuali e futuri oltraggi alla sacralità vaticana, d’ora in poi sarà consigliato ai barbieri vaticani di raccogliere e custodire ogni capello tagliato a un chierichetto e a un prete o ai baristi e ai ristoratori di trattare con ogni riguardo le posate toccate da un prelato. Non vorremmo che un barista disattento venga accusato di oltraggio per aver lavato in modo non opportuno una posata toccata da un monsignore.Oppure è da ipotizzarsi un reato di vilipendio al Vaticano, la cui sacralità in questo paese non può essere toccata neanche durante una manifestazione politica con un "offensivo" striscione che intoni “Più Autodeterminazione e meno Vaticano”. Ma le manifestazioni di libero pensiero, probabilmente, ledono l’aura sacrale che ormai cinge, come nel Medioevo, ogni stabile in possesso di Santa romana chiesa. I ricordi di uno Stato laico tendono a svanire, sembra normale, allora, che lo Stato pontificio assuma una dimensione metafisica e che la Repubblica italiana, oltre non esigere che gli immobili curiali paghino l’Ici, ne difenda l’integrità morale e sacrale. Le giovani femministe torinesi non si erano accorte che la regressione storica le avesse riportate indietro di un migliaio d’anni e che chiedere autodeterminazione equivalesse a compiere sacrifici umani, reato di eresia e stregoneria.
    Parlando con Chiara, del collettivo femminista Mafalda, scopriamo che la manifestazione davanti alla curia torinese è stata indetta contro le modifiche della 194 proposte dal ministro Storace e che “il volantinaggio era stato organizzato davanti alla Curia e non davanti a una chiesa proprio per evitare di offendere i credenti”.
    Ma in questo revival medievalista, che sembra aver investito l’Italia, dopo aver visto il grande inquisitore diventare Papa e il potere temporale (citando un presidente del Senato a caso, verrebbe in mente Pera) difendere strenuamente l’Occidente cattolico in pieno scontro di civiltà con le orde islamiche mancava di assistere al ritorno delle streghe. Ora che abbiamo visto le denunce di “vilipendio alla religione”, attendiamo i roghi in Campo de' Fiori. Se le streghe son tornate, d’ora in poi dovremo difenderci anche da loro e non solo dagli islamici che vogliono annientare la nostra civiltà. Le persone di maggiore cultura aspettano di sentire cosa ne pensa in merito la “Signora Fallaci”.
    Tra un’amenità e l’altra, si prepara il funerale della laicità dello Stato e per molti cattolici quello del Concilio Vaticano II. Senza scomodare fini teologi come lAdriana Zarri, molti di noi guardano con preoccupazione all’involuzione reazionaria di Papa Benedetto XVI. I credenti disperano per la deriva autoritaria di un papato sempre meno attento alla contemporaneità, alla povertà globale, al celibato dei preti e al sacerdozio femminile ma sempre più attento alle abitudini sessuali dei cittadini italiani. I cittadini italiani sono disperati per le pieghe assunte dagli apparati di Stato in merito ai diritti civili. Se la Digos può fermare e schedare incensurati per il semplice fatto di aver manifestato contro le ingerenze delle gerarchie ecclesiali, la libertà di espressione nel nostro paese è messa fortemente a rischio. Non ci resta che gridare “Tremate, tremate le streghe son tornate”. E sperare che nuovi movimenti, in prima istanza quello femminista, rivitalizzino la nostra democrazia malata.


  7. #7
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    Sono sempre più incazzato.

 

 

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