almeno usassero le cornamuse o tamburi e flauti come i patrioti americani.....la musica militare mi fa un effetto dirompente, specie le cornamuse scozzesi...
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almeno usassero le cornamuse o tamburi e flauti come i patrioti americani.....la musica militare mi fa un effetto dirompente, specie le cornamuse scozzesi...
e va bene......obbedienza a tutti i costi. Ordnung und diszipline. Andrò a messa anche se sono messe beat.....
lo faccio solo per il papa e perchè ormai ho dichiarato la mia ultrafedeltà alla chiesa cattolica.
speriamo che siano messe tranquille....nel caso ci fossero troppo modernisti, beh io sono nato da una pubblica moglie, e per cui sono un vero autentico "figlio di pubblica moglie" 100%. Penso che mi ameranno....ghghghgh
Caro Hind non si va a messa per fare piacere al Papa, si va per un amore verso se stessi.Citazione:
Originariamente Scritto da Hindefuns63
Auguri di buon anno
Dai, Hind, non è così terribile suonare una chitarra o il bongo... insomma, sei in chiesa, nella casa di Dio. Dio è nostro padre, amico fratello: suonare e cantare è un modo come un altro per esprimere la nostra felicità di essere con Lui...
A Messa si va per amore di Cristo, per rendere A Dio il massimo culto... le nacchere non sono colpa tua, e per quanto fastidiose nemmeno cento chitarre possono vagamente scalfire la grandezza del Sacrificio di Cristo...
NON PERDERTELO!
Penso alle chiese afroamericane: persone che cantano non per fare spettacolo, ma perchè sono con Dio, sono felici di essere con lui, festeggiano il loro incontro...
Quello delle chiese afroamericane è un altro tipo di sensibilità.
Intanto sono protestanti (generalmente battisti), non hanno la presenza reale del Signore nelle loro chiese, presenza che dovrebbe da sola ispirare un comportamento timorato e adorante.
Secondariamente la loro cultura è diversa dalla nostra. In occidente non si è (stati) usi ballare o dimenarsi per lodare Dio: questa è una pratica tipica loro, rataggio della cultura africana. Tanto è vero che le altre comunità protestanti di origine anglosassone hanno modi di pregare assai più composti.
Ad ognuno il suo, credo.
Quoto! :)Citazione:
Originariamente Scritto da lumen
Riporto alcune norme sul canto liturgico tratte dal Sacrosantum Concilium:
22. Regolare la sacra liturgia compete unicamente all'autorità della Chiesa, la quale risiede nella sede Apostolica e, a norma del diritto, nel vescovo.
[...]
Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica.
23. [...] Infine non si introducano innovazioni se non quando lo richieda una vera e accertata utilità della Chiesa, e con l'avvertenza che le nuove forme scaturiscano organicamente , in qualche maniera, da quelle già esistenti.
Si evitino anche, per quanto è possibile, notevoli differenze di riti tra regioni confinanti.
29. Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della scholae cantorum svolgono un vero e proprio ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi.
Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.
30. Per promuovere la partecipazione attiva, si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti, nonché le azioni e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si osservi anche, a tempo debito, il sacro silenzio.
34. I riti splendano per nobile semplicità; siano trasparenti per il fatto della loro brevità e senza inutili ripetizioni; siano adattati alla capacità di comprensione dei fedeli né abbiano bisogno, generalmente di molte spiegazioni.
36. L'uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini.
[...] si conceda alla lingua nazionale una parte più ampia, specialmente nelle letture e nelle ammonizioni, in alcune preghiere e canti, secondo le norme fissate per i singoli casi nei capitoli seguenti.
[...]
54. Nelle messe celebrate con partecipazione di popolo si possa concedere una congrua parte alla lingua nazionale, specialmente nelle letture e nella "orazione comune" e, secondo le condizioni dei vari luoghi, anche nelle parti spettanti al popolo, a norma dell'art. 36 di questa costituzione.
Si abbia cura però che i fedeli sappiano recitare e cantare insieme, anche in lingua latina, le parti dellnario della messa che spetta ad essi. [...]
112. La tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio di inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell'arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne.
Il canto sacro è stato lodato sia dalla sacra Scrittura, sia dai Padri, sia dai romani Pontefici; costoro recentemente, a cominciare da S. Pio X, hanno sottolineato con insistenza il compito ministeriale della musica sacra nel culto divino.
Perciò la musica sacra sarà tanto santa quanto più strettamente sarà unita all'azione liturgica, sia dando alla preghiera un'espressione più soave e favorendo l'unanimità, sia arricchendo di maggior solennità i riti sacri. La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme della vera arte, purché dotate delle qualità necessarie. [...]
114. Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra. Si promuovano con impegno le scholae cantorum in specie presso le chiese cattedrali. [...]
116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come il canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale.
Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonica, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.
118. Si promuova con impegno il canto religioso popolare in modo che nei pii esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme stabilite dalle rubriche, possano risuonare le voci dei fedeli.
120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti.
Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, [...], purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.
Alla luce di questa documentazione è comprensibile l’indignazione di chi mal sopporta durante la celebrazione della SS. Messa, peraltro insostituibile, certe “innovazioni” introdotte da gruppi o singoli molto spesso senza consultare la competente autorità diocesana. Mi pare che in molti casi si è preferito applicare soggettive interpretazioni del Concilio Vaticano II, frutto di pregiudizi e di convinzioni personali dell’interpretante, piuttosto che leggere e applicare oggettivamente i testi stessi. Se da una parte per “svecchiare” (con quali risultati poi?) la Chiesa si è ad esempio accantonato anche se mai abolito il Messale tridentino promulgato da papa S. Pio V, dall’altra vengono tollerati ben volentieri gravi abusi. Forse sarebbe meglio seguire la verità per raggiungere la Verità che è Cristo stesso, la buona novella, più che adorare la moda.
Che La Vergine SS. Immacolata protegga sempre noi e la Chiesa.