La scuola, si fabbrica o si ricicla?
di Maristella Curreli - Comitato Insegnanti Precari

L'immutevole faccia del sistema politico...(ovvero come cambieranno le cose per non cambiare nulla).

Dopo il 9 aprile ci ritornera' in mente. Cosa? La ricorrente storiella di Berlusconi su Prodi ed il baratro. Quella secondo cui Silvio ci ha portato sull'orlo e Romano ci fara' fare un passo in avanti. Ma non ci sara' di che divertirsi. A cadere nel baratro saremo noi, i precari della scuola. Ce l'hanno preannunciato di recente i responsabili scuola dei DS e della Margherita.

Francamente, non ce lo aspettavamo. Un tempo si sarebbe detto che stanno cambiando le carte in tavola; oggi, invece, si cambia il tavolo. Infatti, la sedicente Unione si gioca la scuola su tavoli divisi: abrogazionista uno, anti-abrogazionista l'altro. Il primo tiene ancora fede a tutto quanto detto e fatto dal comitato Fermiamo la Moratti. Quello che ha portato in piazza studenti, insegnanti (precari e non), genitori e, finanche, figli e scolaresche come ironizzato e stigmatizzato dalla destra. Il secondo raccoglie i pavidi e gli ambigui di sempre.

Noi precari abbiamo scioperato e manifestato, lo abbiamo fatto falcidiando le nostre esigue e sporadiche retribuzioni, ci siamo pagati le trasferte per urlare la nostra contrarieta' alla contro-Riforma della scuola. Per cinque anni, su tutti i palchi, in tutti i convegni e in ogni assemblea, abbiamo convenuto con loro che la destra ha realizzato un'opera mirata di destabilizzazione e d-istruzione della scuola pubblica. E ora? Adesso che, finalmente, la Moratti s'e' fermata, ecco che i solerti moderati ed i sedicenti pragmatici, la rimettono in moto, ipotizzando l'attuazione della sua riforma.

Per farlo ci dicono che non si puo' cambiare scuola ad ogni cambio di maggioranza, che l'ordinamento non e' tutto, e cosi' via. Di stoltezza in stoltezza a conferma che, per un quinquennio, abbiamo solo scherzato. Sempre piu' lontani dal voto e dalla politica? Come potrebbe essere diversamente se la politica ti attrae e poi ti scarica? Sono bastati gli esiti dei sondaggi perche' la parte maggioritaria della sinistra rinnegasse gli ideali per i quali ha chiesto a milioni di cittadini di scendere in piazza o affollare i seggi delle primarie. A quale scuola sta lavorando la fabbrica di Prodi?

Sara' rilanciata la scuola di tutti e per tutti, quella laica e pluralista? Tornera' ad essere un'agenzia educativa che garantisce pari opportunita' ai suoi cittadini, ovunque vivano a da qualunque estrazione provengano? Che ne sara' del tempo pieno, prolungato ed esteso? Verranno ripristinate le........

........ regole democratiche in seno agli organi collegiali? Come sara' valorizzata la funzione docente? Sara' tutelata la liberta' didattica e incentivato l'aggiornamento? Si ripristinera' la continuita' didattica indipendentemente dal vincolo dell'orario cattedra?

Sara' incentivata la piena occupazione e, ad un tempo, scoraggiato il cannibalismo professionale dei docenti in ruolo che attraverso le graduatorie e le varie forme di mobilita' sottraggono opportunita' di lavoro ai precari? Saranno ripristinate le priorita' acquisite negli anni? Cessera' il mercimonio di master, stage, perfezionamenti, specializzazioni e quant'altro imposto per non perdere posizioni in graduatoria? La formazione di nuovi docenti sara' subordinata al reale fabbisogno e circoscritto a quelle regioni e quegli insegnamenti che abbiano esaurito le graduatorie esistenti? l'universita' puntera' ancora al profitto o ritornera' a fare ricerca e didattica rispettando l'autonomia della scuola?

Sara' monitorata costantemente la compatibilita' degli istituti privati con i parametri del sistema scolastico nazionale? Si verifichera' il possesso dei titoli, i margini di autonomia e la tutela dei diritti sindacali per i loro dipendenti? In sintesi, ci sara' il coraggio di cambiare o si obiettera', con codardia, che non si riforma la scuola ad ogni cambio di maggioranza? I nuovi unti dal Signore hanno le idee e l'umilta' occorrenti a dare risposte? l'Italia e la sua scuola sono stufe di preti spogliati senza idee e senza coraggio, di politici che sanno coltivare grandi ambizioni solo se all'opposizione ma non hanno l'onesta' e la coerenza per realizzarle.

La scuola non puo' essere solo all'opposizione di tutti, sempre. Ha il diritto di essere governata con equilibrio e saggezza, ha il diritto di avere, per se', un progetto, cosi' da poterlo offrire ai suoi giovani e al Paese. La scuola e' stanca dell'insofferenza per gli ordinamenti, dei tagli, delle privatizzazioni e di tutto il repertorio di nefandezze che ci ha propinato il governo uscente. Noi docenti abbiamo bisogno di sapere verso quale scuola e verso quale futuro andiamo.

Insomma, se si fabbrica un nuovo programma o se ne ricicla uno vecchio. Abbiamo il diritto di sapere per chi e per che cosa votare. Noi precari siamo atterriti dal futuro. Per una destra che si ripromette di completare l'opera di d-istruzione perpetrata in questi anni. Da una sinistra che, se dovesse vincere, si appellera' alla impossibilita' di cambiare tutto, senza che vi siano manifestazioni di piazza, ne' associazioni o sindacati ad eccepire alcunche'. Noi precari saremo espropriati del futuro nella scuola e scaraventati, tra l'indifferenza bipartisan, nel precipizio evocato da Berlusconi.