
Originariamente Scritto da
Fante d'Italia
Nel 1918 Tom era tornato a casa dalla guerra con una scarpa sola, la destra. La sinistra l’aveva lasciata laggiù con dentro il piede e la gamba fino al ginocchio.
Trovò la casa vuota perchè, nel frattempo, sua madre era morta e sua moglie gli era scappata via.
Allora vendetta la baracca, e andò in città a comprare un organetto a manovella, di quei neri, fatti a pianoforte e piazzati su un carrettino.
Fece lui la nota delle musiche che voleva messe sul rullo e si raccomandò specialmente il numero 1, perchè a quella ci teneva molto. Quando il rullo di legno fu pronto, si mise fra le stanghe del carretto e si diede alla campagna.
Arrivato a un paese, trovò un sacco di gente che vociava e allora si fermò, mise la lancetta sul numero 1 e cominciò a girare la manovella. Dopo tre minuti gli saltarono tutti addosso, gli cavarono la gamba di legno e gliela ruppero in testa.
Allora eliminò dal repertorio il numero 1 e si arrangiò con le altre cinque sonate che erano tutti pezzi di musica d’opera e romanze.
Poi, dopo alcuni anni, gli dissero che poteva suonare anche il numero 1 ed egli, nelle occasioni solenni suonava il numero 1.
Passarono gli anni ed ecco che, ormai vecchio e bianco, Tom si trovò in mezzo ad un’altra Guerra e un giorno, che in un paese vide un gruppo di soldati, si mise a suonare il numero 1, un borghese con un distintivo sul bavero gli diede una bastonata sul groppone: “vecchio mascalzone, dopo quello che è successo hai il coraggio di venire a suonare questa roba davanti agli alleati traditi?” Ci vedeva poco il vecchio Tom e non si era accorto che quelli erano soldati tedeschi.
Allora eliminò dal repertorio il numero 1 e così arrivò la fine della Guerra. Anche I tedeschi se ne andarono e il vecchio Tom per festeggiare l’avvenimento suonò a tutta manetta il numero 1, ma non riuscì a finire, perchè un giovanotto con tanta roba rossa indosso gli scaraventò una pedata che lo mandò col muso per terra. “Questa roba non si deve sentire più se hai cara la pelle” gli disse, e Tom eliminò ancora dal programma il numero 1.
Passarono altri anni e il vecchio Tom girava sempre col suo organino badando bene a non toccare il numero 1.
Così venne la sera del 28 Dicembre del ’47 e il vecchio Tom, fatte due suonate davanti a un caffè di una piazza di paese, entrò a fare il solito giro dei tavolini per raccattare qualche soldo nel cappello. Ed era appena entrato quando la radio comunicò una notizia che fece rimanere a bocca aperta Tom. Poi Tom si riprese, uscì dal caffe strascinando la gamba di legno, corse all’organetto, giro la lancetta e si attaccò e cominciò a girare. Arrivò poco dopo gente che lo prese a calci e a schiaffi e tentò di staccarlo dalla manovella, ma il vecchio Tom non mollò e si difese con la gamba di legno e coi denti, e non sentiva neppure le legnate che gli piombavano in testa e smise soltanto quando ebbe finito.
E’ così che le ultime note della Marcia Reale se lo portarono su con loro nel cielo nero, dove su di una nuvola lo aspettava il suo Re che un giorno, sul Grappa, gli aveva ditto: “bravo soldato!”.
di Giovanni Guareschi