Condiscono di salse improprie un’operazione criminale volta all’eliminazione del popolo tedesco
Così la riporta Il Messaggero:
“TEL AVIV
Hanno aspettato quasi sessant’anni prima di rivelare quello che fecero nell’immediato dopoguerra. Un gruppo di sopravvissuti all’Olocausto ha raccontato a una tv israeliana la storia dei “Vendicatori”, una squadra della morte che eliminò in silenzio centinaia di nazisti. Travestiti da militari britannici o americani si recavano presso le abitazioni degli ufficiali delle Ss per sequestrarli e poi ucciderli. In una circostanza fecero venire da Parigi una grossa quantità di arsenico con cui avvelenarono il pane che veniva distribuito ai nazisti detenuti in un campo di prigionia Usa.” E riporta altre frasi quali; “Il gruppo ebbe anche altri progetti, che però non furono portati a compimento per il timore di arrecare danno a persone innocenti. Ad esempio fu discusso della possibilità di avvelenare gli acquedotti di cinque città tedesche. Ma il progetto fu presto abbandonato”
In realtà, dipinto così, come se si trattasse di una vendetta commessa dai reduci dei lager, quell’operazione passa agli occhi dell’opinione pubblica con i crismi dell’incensurabilità. Ma se solleviamo il velo ci accorgiamo che le cose non stavano proprio come ce le raccontano. In primis le bande vendicatrici ebraiche erano composte soprattutto da israeliti che servivano nelle file alleate. Inoltre non si deve scordare che l’ipotesi di consumare il genocidio dei tedeschi fu a lungo cullata dalle alte sfere americane (le stesse che commisero il crimine contro l’umanità del bombardamento al fosforo su Dresda). Va sottolineato il fatto che quell’ipotesi non fu successiva alla guerra ma venne formulata sin dagli inizi degli anni Trenta. Tanto che il CFR, il più potente organismo di politica mondiale, fu istituito nel 1933 con lo scopo dichiarato di preparare la guerra alla Germania e la sua distruzione. S’ipotizzò persino la sterilizzazione dell’intero popolo tedesco. Alcune centinaia di migliaia di soldati tedeschi nei primi mesi del dopoguerra morirono in prigionia in un vero e proprio genocidio misconosciuto. Ecco perché certe ricostruzioni romanzate degli eccidi servono a confondere e a nascondere la verità.




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