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Rif: tutto è ambiguo
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Originariamente Scritto da
donerdarko
E il senso che l'uomo attribuisce ad ogni atto/azione non è altro che il continuarsi nel tempo della mente...
Quindi pura rappresentazione.
Oserei dire che quel senso è la continuazione stessa della specie, di fatto priva di senso in quanto ciclica ed inconscia e l'unico senso possibile a questo meccanismo (inteso come serie di azioni) è.. il non senso.
Procacciarsi il nutrimento è un atto in sè privo di senso, se non nel fatto che è necessario. Ha senso in sè e, anche non l'avesse, ne rimarrebbe inalterata la necessità dell'atto.
Porre un valore a qualsiasi cosa va sempre in questa direzione, anche si trattasse di valori contrastanti. Ciò che ha senso per me, può non avere senso per un altro, ma certamente lo ha (o non lo ha) per il medesimo scopo: l'esistenza, ovvero la continuazione di cui tu stesso parli
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Rif: tutto è ambiguo
Citazione:
Originariamente Scritto da
assurbanipal
Quella che passa tra l'osservazione indagatrice del fenomeno, e il tentativo di produrre il fenomeno rispondente alla volontà.
Non so se l'impostazione sia filosoficamente corretta ma non importa: modificare quel che sembra negarsi alla modifica.
E' corretto: la filosofia dice che ogni fenomeno è in funzione della volontà, in quanto suo sottoprodotto; la politica è il tentativo di giungere a una mediazione tra le varie volontà inevitabilmente confliggenti nella loro affermazione di sè
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Rif: tutto è ambiguo
Citazione:
Originariamente Scritto da
donerdarko
Secondo me, l'inganno sta proprio nel credere che si possano produrre fenomeni rispondenti alla propria volontà... Credere che sia l'uomo l'artefice del proprio "destino"... E in un certo senso, lo è: solo che l'unica cosa di cui gli uomini sono liberi è di perdersi...
Per il resto, l'uomo si muove solo nel giro delle cose che pensa possano procurargli piacere, del resto se ne frega...
Vero: ogni scopo è illusione e l'unica libertà possibile è nel prendere coscienza di ciò.
Il destino vero è la morte; l'unica alternativa è la possibilità di sottrarsene, ma tale possibilità non può dipendere dall'uomo; ergo, egli non è artefice di alcun destino, se non quello imposto dalla necessità.
La scelta è illusoria nella misura in cui a mutare è solo la modalità con cui la si persegue, non la destinazione finale
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Rif: tutto è ambiguo
Citazione:
Originariamente Scritto da
assurbanipal
Io sono in viaggio verso la morte: questo lo so.
Tutti lo siamo: ma un conto è saperlo, un altro è prenderne coscienza.
Il saperlo si espone all'oblio, il prenderne coscienza no, perchè esige la comprensione.
E' la categoria heideggeriana dell'"essere per la morte", intesa come la possibilità di tutte le possibilità esistenziali.
Io posso vivere tutto come fossi immortale, anche se so di non esserlo e così pure vivere, tenendo presente che ogni cosa, me compreso, è racchiusa in un orizzonte di morte, come osservandola con la coda dell'occhio
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Rif: tutto è ambiguo
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Originariamente Scritto da
donerdarko
Anche la morte è un punto di vista :D
Non hai tutti i torti..
Difatti, realizzando che tutto è illusorio, direbbe Michelstaedter: "che gli può togliere la morte di ciò che gli ha già tolto?".
Uno non muore nel sogno (se non nel contesto del sogno stesso), ma al più si ridesta
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Rif: tutto è ambiguo
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Originariamente Scritto da
Pompeo
infatti non esiste un motivo per rispettare il prossimo
mi trovi un solo motivo razionale per rispettare il prossimo
tanto più quando non lo dobbiamo abbindolare in cambio di qualcosa
Uno possibile è il seguente: che quell'essere sei tu stesso e il vederlo come altro da te non è che illusione fenomenica.
L'alternativa è concepirlo autenticamente "altro" e, come dici, trattarlo come mezzo e non scopo, per usare la terminologia kantiana.
Ti domando: tu ti useresti come mezzo? Cioè di fatto la tua esistenza si riduce ad essere tale?
Se la risposta è negativa, perchè, allora, intendere l'altro in tal maniera?
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Rif: tutto è ambiguo
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Originariamente Scritto da
irriverente
Quindi pura rappresentazione.
Oserei dire che quel senso è la continuazione stessa della specie, di fatto priva di senso in quanto ciclica ed inconscia e l'unico senso possibile a questo meccanismo (inteso come serie di azioni) è.. il non senso.
Procacciarsi il nutrimento è un atto in sè privo di senso, se non nel fatto che è necessario. Ha senso in sè e, anche non l'avesse, ne rimarrebbe inalterata la necessità dell'atto.
Porre un valore a qualsiasi cosa va sempre in questa direzione, anche si trattasse di valori contrastanti. Ciò che ha senso per me, può non avere senso per un altro, ma certamente lo ha (o non lo ha) per il medesimo scopo: l'esistenza, ovvero la continuazione di cui tu stesso parli
Io intendevo dire che le condizioni geografiche, del luogo di residenza, del clima, dell'epoca, della razza e in generale dell'ambiente in cui ognuno si è trovato da quando è venuto al mondo fino alla maturità, influiscono sul contenuto interiore riguardo uno stesso oggetto o una stessa idea, conferendo una forma particolare e del tutto indipendente che provoca, durante lo svolgersi delle associazioni mentali, una sensazione ben definita, e del tutto soggettiva... La parola esteriore è solo il supporto esteriore di quest'immagine soggettiva, che varia quindi necessariamente da persona a persona.
In questo caso, si può concludere che tutto il mondo è pura rappresentazione. E il "mondo" è solo il nostro mondo...
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Rif: tutto è ambiguo
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Originariamente Scritto da
irriverente
Non hai tutti i torti..
Difatti, realizzando che tutto è illusorio, direbbe Michelstaedter: "che gli può togliere la morte di ciò che gli ha già tolto?".
Uno non muore nel sogno (se non nel contesto del sogno stesso), ma al più si ridesta
Michealstaedter è uno dei miei principali punti di riferimento filosofici... hai indovinato :D
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Rif: tutto è ambiguo
Citazione:
Originariamente Scritto da
joseph
--rispettare il prossimo ,significa che si vorrebbe essere considerati pari almeno nello scambio dialettico e significa anche non dare spazio a comportamenti che creano una reazione che ci disturba e insostenibile , che ci rende irascibili,insofferenti,violenti e quindi, in concreto ,esiste almeno un buon motivo per rispettare il prossimo,
Naturalmente non è un diritto essere rispettosi,certamente un dovere per chi abbia ricevuto un'educazione sufficiente per comprendere i pericoli della realtà che non chiede il nostro permesso per travolgerci.
Ciò che dici è a valle, non a monte: non si confonda l'etica con l'ontologia