Lo sai che essere omosessuali a Cuba è punito col carcere?
Lo sai che non si può liberamente lasciare il paese?


Lo sai che essere omosessuali a Cuba è punito col carcere?
Lo sai che non si può liberamente lasciare il paese?
Il liberalismo è la suprema generosità.


Falso.Originariamente Scritto da Amati75
Falso., che si vive senza liberta' e con gli sguardi della polizia segreta sempre vigili
I famosi semafori con le orecchie.... Basta prendere un Taxi e vedere come smette di parlare appena si ferma al semaforo....![]()
![]()
Mi piacciono i cubani che spillano soldi dagli allocchi come te, con due lacrime vi spillano tanti bei dollaroni
A Cuba si può andare su Internet liberamente e chattare quanto vuoi. Ti ho già sputtanato tempo fa fornendo siti e chat cubane con cubani dentro, è che hai la memoria corta o che rimuove facilmente certi episodise non vi piace poter chattare liberamente in Internet,
Guarda che sono gli Usa a filtrare le telefonate da Cuba, non il contrario. A Cuba chiami chi cazzo vuoi e dove cazzo vuoi, è pieno di cellulari coglione.gaurdare la TV prende reun trelefono e chiamarae ad un amico in liberta'
È falso che ci sia mezza saponetta al mese. I cubani sono tra i popoli più puliti e che tengono alla pulizia. Basta vedere le divise scolastiche sempre in ordine di tutti i bimbi cubani (non solo i pochi ricchi come in tante parti dell'america latina)...insomma... emigrate a Cuba e vivete da Cubani normali, avrete il caldo, belle donne, mare splendido, e mezza saponetta al mese (lavatevi poco..mi raccomando).
Ai cubani non viene sparato contro alla frontiera come capita ai messicani, dai ai messicani gli stessi diritti di entrare negli usa che hanno i cubani, se hai coraggio
Non avete le palle, sapete prendervela solo con i deboli, ma Cuba ve l'ha messa sempre in quel posto, rassegnati.


Caro Ortega,Originariamente Scritto da Ortega
ti stimo e per questo ti dico gentilmente che non è vero. Il topic è stato affrontato un milione di volte, ultimamente in modo esaustivo nel forum dell'Unione. È che la ricerca non funziona, però ti invito a informarti meglio.
Puoi partire da questo documento, che è tra i più recenti ed esaustivi sull'argomento:
http://cubainforma.interfree.it/dirittiumani/gay.htm
Non mi risulta. È valido solo per un certo tipo di lavoratori (una sorta di servizio militare) per un certo periodo.Lo sai che non si può liberamente lasciare il paese?
Sta di fatto che Italia, Spagna e il resto d'Europa è pieno di cubani, a padova c'è persino un ristorante cubano.
Il problema è differente. Tanti vogliono andare negli Usa e questo non è proibito. Sono gli usa a non rilasciare più di 10.000 visti (a volte neanche quelli). Il problema è che negli Usa c'è una legge che vale solo per i cubani che dice che se un cubano tocca terra negli stati uniti, può diventare cittadino statunitense.
Ora, capirai che questo è un invito all'immigrazione clandestina, immagina se questa norma fosse applicata al Messico, vedresti milioni di persone emigrare, e certamente non diresti che stanno scappando
Quindi tutte quelle scene di gente che vedi nei barconi (in realtà di quasi 10 anni fa, la situazione non è più quella) non è di gente che scappa, ma di persone che vogliono sfruttare la legge americana che FAVORISCE l'essere clandestino, una cosa incredibile se ci pensi. Credo sia l'unico caso al mondo.
Non credo che in Guatemala (meta considerata pericolosa dal ministero degli esteri italiano, mentre Cuba è tranquilla e sicura, pensa allo Yemen) stiano così meglio dei cubani da non meritarsi un trattamento di favore simile. Eppure no, è la guerra che porta a queste assurdità, a far dividere famiglie, a far allevare terroristi a Miami.
Lo sai che a Miami ci sono i terroristi, e non li prendono? Lo sai che da Miami partono delle lance ultraveloci che vanno a Cuba a far traffico di esseri umani, per soldi? Ma come, se entrano i trafficanti, possono entrare anche i terroristi alla Bin Laden e tutta la prosopopea sulla lotta al terrorismo, dove va a finire? Evidentemente sono tollerati, infatti o vengono catturati dalle autorità cubane (raramente, scarsi mezzi al confronto dell'enorme costa da monitorare) o la fanno franca.
Spero che quanto ho scritto ti aiuti a riflettere![]()


Informazioni minime necessarie
E’ stato chiarito che a Cuba non esiste nessuna legge che discrimina i gay, le lesbiche e/o i transessuali. I cubani hanno definito “vecchio e superato da trent’anni” quanto apparso nell’appello di Arcigay, diffuso per protestare contro la manifestazione del 28 giugno in favore di Cuba. Nell’appello dell’associazione si scriveva che : “….l’art. 303 del Codice Penale tuttora in vigore punisce con un anno di carcere chi rende pubblica la propria omosessualità, così come chi fa "avances amorose omosessuali". Questo impedisce agli omosessuali cubani di rendersi visibili, vivere liberamente la propria identità e le proprie relazioni.
In realtà, il Codice Penale (consultabile all'indirizzo: http://www.gacetaoficial.cu) all’art. 299 stabilisce punizioni severe per l’omosessualità quando esercitata con violenza e/o intimidazione, o quando la vittima sia persona privata della ragione ed incapace di resistere. Posizione riconfermata anche dal successivo art. 300, che punisce l’abuso lascivo di una persona del proprio o dell’altro sesso quando ricorre la circostanza prevista dal comma 1 dell’art. 298 (che sancisce pesantemente i rapporti sessuali con minori). L’art. 303 prevede invece la reclusione da tre mesi ad un anno per chi molesta, con allusioni sessuali sul luogo di lavoro, un subordinato (punto a); chi offende il pudore e il buon costume con esibizioni o atti osceni (punto b); chi produce e mette in circolazione film, giornali, pubblicazioni e quant’altro risulti osceno e tenda a degradare i costumi (punto c). Da tutto ciò si evince che la situazione è, a livello giuridico, assolutamente diversa da quanto dichiarato da Arcigay.
Certo, in passato la legislazione cubana prevedeva - come altri paesi del mondo e dell’Europa stessa - norme fortemente discriminatorie nei confronti di omosessuali e transessuali, ma da oltre venti anni non è più così. A Cuba, come altrove, nel corso dei decenni sono state apportate modifiche sostanziali che possono essere così riassunte:
1975: la Corte Suprema Cubana annulla la Risoluzione n. 3 del Consiglio della Cultura (sostituito successivamente dal Ministero della Cultura) che applicava la dichiarazione del Congresso Culturale del 1971, che limitava gli omosessuali nel campo dell’arte e dell’educazione.
1979: il nuovo Codice Penale depenalizza l’omosessualità.
2002: viene proclamata la nuova Costituzione, dove all’art. 42 si stabilisce che “ogni discriminazione causata da razza, sesso, colore della pelle, origini nazionali, credo religioso e qualsiasi altra causa lesiva della dignità umana è punita a norma di legge” e che “le istituzioni statali hanno il compito di educare tutti i cittadini al principio dell’uguaglianza d’ogni essere umano”.
Infine, secondo un’ONG statunitense operante sul tema dei diritti umani, Cuba è oggi uno dei pochi paesi dove si registrano solo limitate violazioni dei diritti degli omosessuali ed il Centro Nazionale di Educazione Sessuale è stato attivato con il compito prioritario di riuscire a combattere un atteggiamento molto forte e presente in tutta l’America Latina, fondato sui pregiudizi, i tabù e la difficoltà di un glbtt ad interagire con la propria famiglia e con una società machista e patriarcale (problematica tipica dei paesi di cultura latina, Italia compresa).[/b]
Nel 1981 il libro “In Difesa dell’Amore” della dottoressa Sigfried Schnabi, la quale afferma che “l’omosessualità non è un infermità ma una variante della sessualità umana”, non solo non subì assolutamente alcuna censura del governo, ma ha ottenuto e ottiene un enorme successo editoriale, risultando uno dei libri più venduti a Cuba.
Inoltre a Cuba un transessuale, che abbia effettivamente iniziato un percorso per il cambiamento di sesso, può ottenere il nuovo documento d’identità ancora prima di effettuare l’operazione (in Italia lo si ottiene – se va bene - sei mesi dopo l’operazione).
Infine, ma non meno importante, il Centro Nazionale di Educazione Sessuale sta collaborando con gruppi di gay e di lesbiche al fine di aiutarli a migliorare la propria condizione sociale e familiare.
---
Vorrei si parlasse di questo. Chiedi ai nostri ALLEATI dell'Arabia Saudita com'è la condizione dei gay nel loro paese e se è minimamente paragonabile a quella di Cuba.


Spero proprio! Non si riflette mai abbastanza d'altra parte.
Comunque, sarà anche ideologica la ragione del trattamento più favorevole, ma se appena sono in suolo USA diventano statunitensi non si può più tecnicamente parlare di "immigrazione clandestina".
Il liberalismo è la suprema generosità.


Non vedo nessi. Vedo più nessi con i discorsi di Churchill alla nazione, resistendo contro la Germania nazista.Originariamente Scritto da Luca_liberale
Good try, you failed![]()


Si parla di immigrazione clandestina quando non c'è un passaggio regolare. La regolarizzazione avviene dopo. In Italia può accadere, ad esempio, che alcuni immigrati irregolari presenti nei Cpt possano essere regolarizzati, ma la loro rimane cmq un'immigrazione clandestina.Originariamente Scritto da Ortega


Articolo da Liberazione del 5 maggio 2005
Esiste a Cuba una realtà (più o meno clandestina) che si chiama "Movimento per gli uguali diritti della comunità lesbica e gay" il cui portavoce è Yacel Benétez Caballero. Non senza una dose cavallina di coraggio e determinazione tale "Movimento" ha organizzato due giorni di congresso, il 16 e 17 luglio prossimi, sul tema "La lotta per il pieno riconoscimento sociale dei nostri diritti" che si terrà nella città di Camaguey, al centro dell'isola. Sulla condizione di gay, lesbiche e transessuali nella comunista Cuba si è parlato (molto, poco?), a volte con pareri contrastanti: c'è chi, per simpatie castriste tende a censurare o "alleggerire" la repressione cubana; chi denuncia la verità e chi, per anticastrismo, tende a strumentalizzare ed esagerare la cattiva condizione di gay, lesbiche e trans dell'Avana, come, ad esempio, la comunità gay fuggita a Miami usata spesso dalla stampa Usa per denunciare il "regime". Però, diciamolo pure, nella "democratica e gayfriendly America", patria del primo Gay Pride, poche voci di protesta si sono levate contro le torture nelle carceri irakene, dove si costringevano i detenuti a subire rapporti omosessuali con biancheria femminile addosso, come se un rapporto omosessuale fosse il massimo della umiliazione e degrado di un essere umano (il tutto rimasto impunito, secondo il copione carcere irakeno-Cermis-Calipari). Un bel film nel 1992 è stato Fragola e cioccolato di Tomàs Gutierrez Alea, un documentario senza peli sulla lingua sui problemi di chi scopre la propria omosessualità e vive a Cuba. La persecuzione dei gay nella Cuba comunista inizia negli anni Sessanta. Fidel Castro allora dichiarava: «Una deviazione di questa natura si scontra con il concetto che noi abbiamo di come deve essere un militante comunista».
Sull'applicazione dell'articolo 303 del codice penale che condannava come controrivoluzionaria la "pubblica manifestazione dell'omosessualità" non esistono dati precisi; Rosalba Carena, portavoce nazionale di "Pasolini", lo scorso 20 luglio in un incontro all'Ambasciata di Cuba a Roma, affermò che è stato chiarito «che a Cuba non esiste nessuna legge che discrimina i gay. In realtà il Codice Penale (consultabile all'indirizzo www. gacetaoficial. cu) all'art. 299 stabilisce punizioni severe per l'omosessualità quando esercitata con violenza e/o intimidazione, o quando la vittima sia persona privata della ragione ed incapace di resistere. Posizione riconfermata dall'art. 300, che punisce l'abuso lascivo di una persona del proprio o dell'altro sesso quando ricorre la circostanza prevista dal comma 1 dell'art. 298, che sancisce pesantemente i rapporti con i minori.» Io credo che non si possa minimizzare la discriminazione vera vissuta sulla pelle di tanti gay e lesbiche a Cuba, né è "propaganda contro Cuba" l'appello fatto dall'Arcigay sulle pagine tragiche della persecuzione antigay, su quella difesa del machismo che ha obbligato molti omosessuali (spesso denunciati dai vicini di casa) ad un addestramento militare durissimo e alla privazione della libertà, o di finire internati nelle Umaps, (Unidades Militares de Ayuda a la Produciòn).
Ma quanti sanno che già dagli anni Ottanta non esistono più leggi mirate anti-gay? L'anno scorso una delegazione di Arcigay e Ilga (International gay and lesbian association) ha incontrato a Cuba il Ministro dell'Educazione Abel Parieto che «ha ribadito il suo impegno a promuovere in modo attivo i diritti di omo e transessuali». Sergio Lo Giudice, presidente dell'Arcigay e presente all'incontro (nonché invitato al "Congresso internazionale della Cultura" a giugno di quest'anno dal Ministro), ha affermato che «tante cose stanno cambiando (...) Sul piano legislativo l'omosessualità è stata depenalizzata da tempo. Qualcuno (è il caso di Rafael Hernandez, direttore della rivista Temas) sta iniziando a proporre la discussione di una riforma del diritto di famiglia che riconosca le coppie dello stesso sesso.» Oddio... pensate che smacco per l'Italia se le unioni civili le riconosce prima Cuba di noi. Sul piano culturale molti artisti gay dichiarati (Reynaldo Gonzales, Miguel Barnet, Jorge Angel Perez) sono riconosciuti e premiati istituzionalmente, il Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex) diretto da Mariela Castro accompagna le persone transessuali all'acquisizione della loro nuova identità, ci sono operatori di strada gay che fanno prevenzione Aids, distribuendo preservativi, lubrificanti e pieghevoli. «Certo - dichiara Lo Giudice - resta quell'omofobia diffusa che però è comune in molte parti del mondo, Italia compresa, e una certa discrezionalità dei singoli poliziotti, a volte violenti soprattutto nei confronti delle transessuali.»
Pur non sapendo la reale investitura ufficiale e istituzionale del prossimo congresso, resta un ottimo segnale anche questo, ancora più significativo in una realtà povera e penalizzata dall'embargo: quando si ha fame il problema dei diritti dei gay passa inesorabilmente sempre in secondo piano.


Lascia stare Churchill.......per favoreOriginariamente Scritto da yurj


Insomma, un restyling completo. E la pena di morte?
Il liberalismo è la suprema generosità.