A leggere i giornali questi giorni sembra un bollettino di guerra! Anche perché le tante questioni censurate PER ANNI, dalla questione morale alla liceità di certi comportamenti, sta esplodendo tutta assieme, ancora una volta, sollecitata dai PM (e meno male che sono ancora vivi e vegeti!).
Dopo le ultime intercettazioni telefoniche dei vergognosi dialoghi di Fassino con Consorte, anche i più accesi dalemiani, fanno un passo indietro mentre gli "irriducibili" si permettono pure di criticare chi lo fa (Chiti).
Su Repubblica di oggi: Bassolino (quello che può vantare tra le più alte spese nella sua regione, la Campania, quasi al pari del Piemonte). "La nostra gente è sgomenta, sinistra e affari sono lontani" (ma va? E da quando? E lui dov'era l'altro ieri?).
Base, tra rabbia e orgoglio "Certi manager pensino a noi".
Sull'Unità: Lite legacoop-Trentin in cui Trentin accusa la nuova anima delle Coop di essere più incline agli affari che ai valori (oddio detto da un ex "navigato" sindacalista la cosa fa un certo effetto...), tanto da ricevere la replica di Poletti che gli risponde: "Sono giudizi al limite della diffamazione".
E questo è il mio intervento postato nel Blog di Beppegrillo:

Caro Beppe,
come non essere d'accordo col tuo articolo (svolto con la consueta ironia, stavolta feroce, in fondo come sempre e come è giusto sia) che ricorda l'elogio in morte di Cesare rivolto a Fassino perché "cambi" e si liberi dell'ingombrante presenza dalemiana. La situazione peraltro a me ricorda l'esortazione di Benigni ad Occhetto dagli schermi di un varietà, a cambiare nome al vecchio PCI dopo la caduta del muro di Berlino: "Occhetto, cambia nome!".
Ecco, questa esortazione a cambiare sistemi rivolta al partito diessino, io, dipendente ENEL che ha vissuto "in diretta" la prise au pauvoir da oparte dei dalemiani ai tempi del governo D'Alema l'ho fatto dappertutto con risultati, se mi consenti, abominevoli. E a dimostrarlo ci sono alcuni siti (se non hanno cancellato tutto) di discussione molto "connotati" politicamente proprio da aderenti, tesserati, segretari di sezione e da funzionari diessini in cui queste mie esortazioni, prevedendo che "sarebbero arrivati i carabinieri prima o poi se non si cambiava" in cui vengo attaccata, derisa, insultata metodicamente e sistematicamente, presa per "ciarlatana" o infiltrata berlusconiana.
Per cui mi sembra troppo semplice rivolgersi solo a Fassino quasi fosse l'"anima" buona ed onesta del partito quando io, proprio da lui, ne rimasi assai delusa quando rivalutò Craxi in un suo libro a scapito di Berlinguer (quasi sbeffeggiato come antiquato reperto storico con la sua fissa della "questione morale"), quando la "questione morale" di fatto mai fu affrontata significativamente dalla sua gestione, quando lessi, in una intervista a Di Bella, Direttore del TG3 al supplemento Il Venerdì di Repubblica: "Quando dall'altro lato del ricevitore c'è qualcuno che urla è Fassino". Il che mi diede la misura precisa del personaggio e della sua "disinvoltura".
E non mi riferisco alla sua onestà personale, ma alla sua "sensibilità" politica su certi temi di fatto praticamente nulla, al pari di D'Alema. Segue

Mi ricordo ancora un convegno su energia e competitività, Organizzato da Fassino, presente lui, Bersani ed altri esperti diessini di energia nonché ospite il Ministro Scajola. Ebbene dopo ore tutte impegnate da i massimi boiardi dell'Energia (benché il convegno formalmente fosse rivolto anche ai cittadini, del tutto assenti per la "riservatezza" dell'evento) al rappresentante Trifiletti dei consumatori dopo cinqueminuticinque di intervento fu in pratica tolta la parola sia dalla Presidenza sia dallo stesso Fassino che con enorme fastidio, con un gesto sprezzante della mano, liquidò sia le mie proteste indignate che quelle dello stesso Trifiletti (che dovrebbe ricordarsi della cosa) e nessun seguito ebbe, naturalmente, il piccolo "dossier" che consegnai sia a lui che a Bersani sulla "osmotica" gestione dell'ENEL (così si espresse una rappresentante della FNLE/CGIL, ringraziando per questo l'allora presente Bersani in un convegno sindacale tra Presidenza del Consiglio dalemiana, vertici dell'ENEL - Tatò/Testa - partito e sindacato Giacomo Berni). Così come risultano metodicamente "eliminate senza essere lette" le mie mail indirizzate a D'Alema, ma anche allo stesso Fassino che a Bersani ed a qualche fedele giornalista di contorno che evidentemente per come NON FA il suo mestiere dovrebbe giustamente (come qualche volta hai evidenziato tu) vergognarsi.
Quindi il problema non è solo D'Alema ma come ritornare a FARE POLITICA, non solo pensando a comprarsi il consenso con la rete di consulenze, incarichi, società parallele, clientelismo, ma ascoltando le PERSONE (fatte anche di carne, passioni ed emozioni e non solo di portafogli) che a quel partito, una volta, hanno voluto bene, possibilmente senza stroncarle come è accaduto alla sottoscritta e ad una ormai "ex" collega che ha avuto il torto forse per molti di aver dato più peso ai diritti violati delle PERSONE che, appunto, al portafoglio.
Ti ringrazio e saluto. V A I A V A N T I!

Un pò tardi accorgersi solo ora, da parte di chia ha avuto il culo incollato alla poltrona, di quanto era ASSOLUTAMENTE PREVEDIBILE accadesse.
Ma allora si era usi insultare chi metteva in guardia e bannarla dai siti di discussione...
Giustamente Prodi è preoccupato...
Mal gliene incolse perché manco lui si è distinto granché sulla questione morale.
Erano sopravvissuti a tangentopoli, dovevano accendere un cero alla Madonna, invece di rivelare tanta, spropositata, arroganza ed ignavia su un tema che alla gente sta a cuore eccome! Soprattutto quanndo la si lascia sola ad affrontare la vita di tutti i giorni con la fatica e l'onere di arrivare sana e salva alla fine del mese!