A proposito dell'ultima polemica (sterile) su quanto avrebbe detto la moglie di Ciampi in uno dei suoi viaggi e che i nostri soliti giornalisti hanno interpretato come "i meridionali sono più intelligenti dei settentrionali". Ovviamente non è andata così ma si sa, i giornalisti sono bravissimi a innescare polemiche.
E io in questo post non voglio nemmeno commentare tali cazzate.
Quello che mi interessava approfondire invece è l'intervento di Feltri che prima dice che la signora Ciampi non intendeva dire quello, lei voleva sottolineare il calore dei meridionali in confronto al settentrionale medio. Poi la bacchetta duramente dicendo che una banalità del genere la moglie del capo dello stato se la poteva evitare. Che banalità....
Il bello arriva subito dopo ed è a metà strada dal comico al drammatico. L'intelligentone saputello di Feltri comincia a dire che per esempio noi italiani prendiamo come esempio negativo gli svizzeri che nel nostro immaginario collettivo sono "freddi", "troppo rigidi" e non molto espansivi. Fino a qua non fa una pega anche perchè noi viviamo di stereotipi. Ma quello che dice subito dopo fa capire la "caratura" del giornalaio in questione. Dice: " Io ho parecchi amici e conoscenti in Svizzera e non è assolutamente vero che sono come li definiamo...certo, loro magari non perdono tempo con chiacchere e mandolino, ma vi assicuro che vivono meglio di noi". E questo verrebbe considerato un giornalista serio? Ma smettiamola!!
Ditemi una cosa. Come ci si può arrogare il diritto di decidere chi sta meglio, gli svizzeri (che sono come orologi, hanno servizi che funzionano, niente code agli sportelli, treni che arrivano in perfetto orario etc. etc.) o i meridionali (che "perdono tempo" a socializzare, gli piace la musica "il mandolino", se la prendono comoda, sono poco produttivi, se la SPASSANO insomma).
Che ci siano differenze è palese e io, a differenza di Feltri, non so se il sistema svizzero sia molto meglio di quello italo/meridionale e comunque italiano. Una cosa la so di certo però. Nell'ultimo rapporto 2005 sulla qualità della vita in Italia (un documento tratto da Italia Oggi) viene fuori il seguente dato. Per me sbalorditivo. Chi di voi avrà avuto modo di leggere questo interessante documento sa che, oltre al dato generico come "qualità della vita in generale", esistono i dati particolareggiati nei vari settori (delinquenza, popolazione, tenore di vita, servizi etc.). Ebbene dove si conteggia la produttività il nord stravince su tutti. Ma se andiamo a vedere un settore secondo me FONDAMENTALE per la vita di ognuno di noi, ed esattamente quello che calcola il "Disagio sociale e personale", lì la situazione si ribalta COMPLETAMENTE. Ecco un piccolo passo tratto dal documento che tratta il disagio sociale e personale:
" Più ricchi e più infelici. E' infatti nelle province dove il benessere economico è più elevato che il disagio sociale e personale è più diffuso, mentre è relativamente tenue nelle province più svantaggiate quanto a benessere materiale.". Poi si inoltra nell'analisi che lascio a chi di voi voglia documentarsi su questo strano fatto.
E' possibile che siano più felici (o meno scontenti, vedete voi) dove il "benessere", come lo intendiamo noi, è scarso per non dire nullo?
E soprattutto una domanda: PERCHE'??
Un caro saluto a tutti




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