Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Crisi dell'Umanesimo

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    21,074
     Likes dati
    1,722
     Like avuti
    8,519
    Mentioned
    77 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Crisi dell'Umanesimo

    fonte: Il Gazzettino Mercoledì, 4 Gennaio 2006


    Lo sfascio delle famiglie è una delle concause
    CRISI DELL'UMANESIMO SEGNO PREOCCUPANTE
    di CARLO SGORLON

    Oggi è possibile vedere i segni di un fenomeno preoccupante, ossia il progressivo venir meno non solo del Cristianesimo, l'elemento portante della nostra civiltà occidentale, ma lo stesso Umanesimo. Con questo termine intendiamo quell'insieme di fatti spirituali per cui gli uomini diventarono tali, nei tempi e nei modi che gli antropologi e gli archeologi sono più o meno d'accordo nell'indicare.

    Quali furono questi modi? "Nozze, tribunali ed are" scrisse il Foscolo nei "Sepolcri". Furono cioè la nascita della famiglia, del diritto e del sentimento di giustizia, e quello religioso a trasformare i bestioni umanoidi in uomini, dotati di sentimenti pietosi e altruistici. Naturalmente vi furono numerosissime altre concause.

    Per esempio la "pietà" che, dicono gli studiosi dell'arcaico, cominciò a edificare uno dei pilastri dello "spirito umano" quando ebbe inizio il culto dei morti; quando essi cominciarono ad essere seppelliti in terra o bruciati su roghi funebri, invece di essere lasciati in pasto ad animali carnivori.

    Oggi si comincia a vedere il pericolo di un ridursi progressivo dell'Umanesimo proprio per la crisi devastante di quelle istituzioni, quei costumi e quei sentimenti che attraverso epoche lunghissime, in modi discontinui, pieni di interruzioni e di salti, ne determinarono la formazione. La crisi della famiglia è certo una delle concause più evidenti, la più carica di conseguenze e la più lacerante.

    Una volta essa riguardava prevalentemente una piccola cerchia della società, di gente molto in vista, per una ragione o per l'altra, e largamente dotata di beni materiali.
    Oggi l'abitudine di sfasciare una famiglia per rifarne un'altra, con tutte le situazioni dolorose e stravolte che ne seguono, è diffusa tra tutti.

    Fa parte di un costume negativo impressionante. Anzi molti oggi hanno la sensazione che per essere in linea con la modernità debbano avere dei divorzi alle spalle.
    Ben pochi ormai hanno presente che la crisi della famiglia apre la porta a una quantità di fenomeni preoccupanti: per esempio il dilagare della droga tra i figli dei separati, la loro solitudine dilaniata, il disorientamento radicale dei giovani rimasti privi di modelli familiari.

    Il rifiuto e il timore di dover affrontare qualche sacrificio fa regredire e rinchiudere dentro solitudini disumane, determinate da sconfinati egoismi. All'interno di famiglie in crisi, non ancora sfasciate dal divorzio, si sono peraltro verificati, e continuano ad accadere, agghiaccianti delitti, perché esse, anziché venire sorrette da naturali sentimenti di affetto, sono luoghi in cui si verificano feroci conflitti di interessi, o deformi gelosie, o paurose intolleranze, o incomprensioni esasperate.

    Le situazioni conflittuali spesso causate da motivi futili o abbietti.
    Il progressivo smantellamento del sentimento religioso determina non soltanto la perdita del trascendente, ma anche dell'etica ad esso collegata. L'ateismo diffuso è un acido potente che corrode le radici stesse della morale, sostituita da un edonismo galoppante che sbiadisce paurosamente la nostra umanità.

    Le ansie metafisiche, che un tempo ci rendevano le uniche creature che avessero coscienza della propria esistenza di individui gettati dentro un mondo misterioso, oggi sono sentimenti scoloriti che si affacciano in noi, al massimo, quando siamo oppressi dal dolore, dalle malattie o dall'imminenza della morte.

    Non più i grandi problemi metafisici ci stanno a cuore, ma piuttosto il possesso delle cose, i soldi, il potere. Uno dei grandi motivi che provocano lo smantellamento progressivo della nostra umanità è il processo di "reificazione", ossia l'interesse sterminato per il possesso di oggetti, case, barche, automobili, vestiti lussuosi, o addirittura cose più o meno inutili.

    Il consumismo ha invaso il nostro spirito come una muffa insinuante, o una mortale metastasi. E così i soldi sono diventati un'altra tremenda fonte di alienazione disumanizzante.
    Ma che se ne fanno i banchieri ladri, usciti allo scoperto negli ultimi tempi, i finanzieri che derubano i piccoli risparmiatori, delle decine di milioni di euro che accantonano nelle banche svizzere o nostrane, quando per vivere senza mancare di nulla sono sufficienti cifre molto più modeste?

    Lasciarsi espugnare dal complesso dell'ingordigia, o del potere, o dell'arrampicata sociale, è una delle forme più squallide e desolanti di perdita della propria umanità.
    E purtroppo i Rastignac e i "Papa" Grandet oggi stanno diventando legione. L'Umanesimo corre grossi pericoli anche quando, come ha appena ricordato papa Benedetto XVI, vende l'anima alle macchine lasciandosi possedere dai computers, dagli infiniti marchingegni di cui la tecnica contemporanea dispone.

    Oggi si sta realizzando ciò che all'inizio del '900 un'intera generazione di scrittori, soprattutto inglesi, come Huxley, Wells, Orwell, aveva genialmente previsto.
    In questa tragica serie di concause metterei anche la crisi fortissima che ha cominciato a colpire l'arte ormai dal primo '900, con certe avanguardie come il movimento "Dadà", che predicava la necessità di produrre forme di espressione prive di significato, le quali riflettessero la mancanza di senso del Mondo.

    Ma il Mondo è significante solo per chi possiede l'umiltà di riconoscere che esso ha prodotto anche noi, e che ne facciamo parte inevitabilmente.
    E il Mondo si giustifica da sé, per il semplice fatto che esiste.
    Se non siamo in grado di capire questo siamo piuttosto noi ad essere insensati, e non il Reale.
    Questi fatti andrebbero tutti intensamente ponderati, perché chi non ci pensa si mette dalla parte di quelli che contribuiscono a distruggere l'Umanesimo che abbiamo edificato con tanta fatica e con milioni di vittime, in infiniti millenni di storia.
    Carlo Sgorlon

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Ottimo articolo!

 

 

Discussioni Simili

  1. Crisi dell'Eurozona e crisi in Siria: una matrice comune?
    Di Canaglia nel forum Politica Estera
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14-06-12, 15:25
  2. La crisi della finanza si tradurrà in crisi dell'economia reale?
    Di Io Robert nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 09-10-08, 18:39
  3. Marcello Pera: Crisi del Liberalismo e Crisi dell'Occidente
    Di Pieffebi nel forum Imperial Regio Apostolico Magnifico Senato
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 17-08-06, 20:01
  4. Le proprietà dell'aggredito valgono più della vita dell'aggressore? E l'umanesimo?
    Di Pericle (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 03-02-06, 22:10
  5. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 22-09-02, 22:11

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito