04/01/2006
Ugo Carpinelli accusato di falso, con lui nei guai altre nove persone tra presidenti di seggio e scrutatori
ANTONELLA BARONE
Per la Procura alle elezioni regionali di aprile dello scorso anno ci sarebbero stati i brogli elettorali denunciati dall'ex segretario della Cgil Fausto Morrone, il candidato dei Ds, escluso dal consiglio regionale per un pugno di voti. Risultano indagati il consigliere regionale ds Ugo Carpinelli e altre nove persone tra presidenti di seggio e scrutatori. Il sostituto procuratore Massimo Lo Mastro ha firmato l'avviso di conclusione delle indagini, notificato agli interessati, contestando i reati di falso ideologico e materiale in atti pubblici, reati finalizzati a realizzare l'alterazione del risultato elettorale. Oltre Carpinelli, risultano indagati anche i presidenti di seggio Orazio Cammarota, Helen Cataldo, Nunziante Procida e Sonia Landi, la segretaria Elisabetta Zoccola e gli scrutatori Maria Giovanna Sica, Mario Fortunato, Rosario Mazza e Michele Mancino. Sono state individuate parti offese, oltre a Fausto Morrone, anche il ministero dell'Interno, nella persona del ministro Pisanu. I clamorosi risultati dell'inchiesta gettano ora pesanti ombre sui risultati delle ultime consultazioni regionali in Campania. A Helen Cataldo, presidente della sezione 3 di Giffoni Valle Piana, viene contestato di aver «formato o comunque ordinato di formare falsamente tabella di scrutinio omettendo la verbalizzazione di 19 voti privi di preferenza dati alla lista Ds, computando indebitamente a favore del solo candidato Ugo Carpinelli sei dei 19 voti privi di preferenza anzichè attribuirli soltanto alla lista Ds, aumentando così indebitamente da 211 a 217 i voti di preferenza attribuiti a Carpinellio», scrive nel capo d'imputazione il pm Lo Mastro. E aggiunge che i falsi sarebbe il frutto di un previo accordo tra il presidente Cataldo e Carpinelli e tra i due vi sarebbero stati anche pregressi rapporti per la «propaganda elettorale svolta per conto dello stesso candidato dalla società cooperativa Dream Service di cui la stessa Helen Cataldo era amministratrice». A Sonia Landi, presidente della sezione 5 di Fisciano, è contestato il falso per aver attribuito a Fausto Morrone anzichè le 28 preferenze valide, solo otto, modificando così sensibilmente il risultato elettorale. Mentre Nunziante Procida, presidente della sezione 10 di Giffoni Valle Piana, è accusato di falso in concorso con Carpinelli, in quanto gli avrebbe attribuito, nonostante le contestazioni dei rappresentanti di lista, «undici voti di preferenza recanti simboli di lista diversi dal partito Ds affianco ai quali ciascun elettore aveva apposto la preferenza Carpinelli Ugo». Ma il medesimo criterio non sarebbe stato adottato per l'altro candidato Gubitosi, con la conseguenza che in quel seggio il risultato elettorale sarebbe stato modificato a favore di Carpinelli, che da 239 preferenze ne avrebbe ottenuto 250. Invece a Orazio Cammarota, presidente della sezione elettorale 1 di Giffoni Sei Casali si contesta in concorso con la segretaria Elisabetta Zoccola e gli scrutatori Maria Giovanna Sica, Mario Fortunato, Rosario Mazza e Michele Mancino di aver alterato il risultato dello spoglio «cancellando dalla tabella di scrutinio 4 voti già correttamente assegnati allo stesso candidato Fausto Morrone al quale venivano dunque illecitamente annullati 4 voti», si legge nel capo d'imputazione. «Di fronte a così gravi ipotesi di reato preferisco non commentare», è questa l'unica dichiarazione rilasciata da Morrone.
04/01/2006
Ora il Tar decide chi ha vinto
FULVIO SCARLATA Un solo voto in meno: dopo le verifiche della Procura con il riconteggio dei voti in 34 sezioni Fausto Morrone ha un solo voto in meno di Ugo Carpinelli. E la parola passa ora al Tar chiamato a pronunciarsi su chi davvero è stato eletto nella lista Ds nelle elezioni regionali dell’aprile dello scorso anno. Era stato proprio l’ex segretario della Cgil a ipotizzare possibili brogli a suo danno dopo i conteggi per le elezioni regionali. Dopo il voto il 3 e 4 aprile 2005, infatti, Ugo Carpinelli era risultato eletto con 17.310 voti contro i 17.219 di Fausto Morrone che aveva fatto ricorso sia al Tar per chiedere una revisione dei conteggi che alla Procura della Repubblica per verificare quanto accaduto nei seggi elettorali dei Picentini dove l’ex sindaco di Giffoni Valle Piana aveva raccolto percentuali bulgare di consensi. Ora, dopo questa prima fase di indagini dei pm, sono stati riconteggiati i voti in 34 sezioni sotto accusa e tra l’attuale consigliere regionale e il primo dei non eletti la distanza è scesa da 91 voti a solo uno. Le carte sono state inviate al Tar che dovrebbe decidere se a questo punto è necessario riconteggiare tutti i voti della lista Ds in provincia di Salerno e verificare tutte le preferenze per attribuire il seggio alla Regione. Secondo i sostenitori di Morrone la verifica avviata sulla piccola parte di sezioni autorizza a immaginare violazioni più ampie soprattutto nella zona dei Picentini e comunque si sostiene che, visto che in 34 sezioni si sono spostati 90 voti, è necessaria un’indagine a tappeto per verificare le preferenze reali dei due esponenti della Quercia. Una questione che ha risvolti politici per il braccio di ferro interno ai Ds. Ugo Carpinelli, infatti, è tra i più accesi e vulcanici sostenitori di Vincenzo De Luca, Fausto Morrone è invece l’alfiere di Antonio Bassolino a Salerno e il confronto elettorale dell’aprile 2005 non era solo tra due candidati ma tra due anime che pretendono di rappresentare la vera maggioranza del partito in provincia. Ieri nessuno dei contendenti ha voluto rilasciare commenti sull’evoluzione giudiziaria. Poche settimane fa, tuttavia, Ugo Carpinelli dopo aver comunicato di essere sotto inchiesta aveva detto: «Tra me e Morrone non c’è alcun duello. Non credo che l’intera area dei Picentini debba essere accusata di aver organizzato brogli elettorali. Sarebbe non solo una grave offesa alle popolazioni ma anche un oltraggio alla memoria politica. Perchè quelle stesse popolazioni nel 2000 sostennero la campagna elettorale di Andrea De Simone. Oggi, le stesse popolazioni, per aver scelto me rappresentante del loro territorio, sono accusate di brogli elettorali».
CAPITO I DS KE SANNO FARE?
KE ORGANIZZAZIONE RAGAZZI,KE GRANDE ASSOCIAZIONE,SPAZIANO IN OGNI SETTORE DELLO SCIBILE UMANO,DALLE BARCHE ALLE BANCHE ED ORA SI FANNO PURE I RISULTATI ELETTORALI DA VICINO.
CHI LO SA QUANTE ELEZIONI SONO STATE INQUINATE E CHI LO SA SE NEL 1996 VINSERO DAVVERO.




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