Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15

Discussione: Sta morendo...

  1. #1
    Cattolico Tradizionalista
    Data Registrazione
    19 May 2004
    Località
    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
    Messaggi
    13,145
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Sta morendo...

    Ariel Sharon è in fin di vita

    Si sono aggravate le condizioni di Ariel Sharon, colpito ieri sera da un ictus, il secondo dopo quello del 18 dicembre scorso per il quale era già previsto un ricovero per il premier israeliano nei prossimi giorni. Sharon è semiparalizzato e nella notte è stato operato d'urgenza. I poteri sono stati assunti ad interim dal vicepremier Ehud Olmert, del partito Kadima, mentre in Israele si prega per la salute del primo ministro.
    Stamane a Gerusalemme è stata convocata una seduta straordinaria del governo con l'intento di tranquillizzare il Paese. Nella nottata Olmert è stato aggiornato dai servizi segreti sulle questioni più urgenti e delicate di Israele.
    Se, come sembra, Sharon non sarà in grado di riassumere la carica nelle prossime settimane, Olmert resterà premier fino alle elezioni del 28 marzo 2006.
    Sharon è stato oltre 8 ore in sala operatoria, è stato sottoposto ad anestesia totale e collegato ad apparecchi respiratori. Shlomo Mor Yossef, un dirigente dell'ospedale Hadassah Ein Karem ha detto che le sue condizioni restano gravi, che i medici sono riusciti ad arrestare l'emorragia ed è stato ricoverato nella unità di rianimazione neurochirurgica.
    In Israele le condizioni del premier sono seguite da ieri, senza soluzione di continuità, da tutte le televisioni e dalle stazioni radio. La sensazione diffusa è però che ormai solo un miracolo possa consentire a Sharon di riprendersi.
    Il quotidiano Haaretz titola in prima pagina che di fatto, da oggi, ''l'era di Sharon è terminata''. Il suo partito, Kadima, sembrava lanciato a una netta vittoria alle prossime elezioni: ma adesso la neutralizzazione di Sharon apre nuove interrogativi e rilancia le azioni del Likud e dei laburisti.
    Nel frattempo in Israele è stato elevato lo stato di allerta nel timore di attentati palestinesi volti a ''demoralizzare gli israeliani'' mentre il loro leader si trova sospeso fra la vita e la morte.
    In molte sinagoghe, su istruzione dei rabbini capo, vengono letti salmi nel speranza di salvare in extremis la vita di ''Ariel, figlio di Vera''. La scorsa notte, in una cerimonia al muro del Pianto di Gerusalemme, numerosi religiosi hanno pure pregato per la vita di Sharon.
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  2. #2
    Gioventù Universitaria
    Data Registrazione
    14 Jun 2005
    Località
    Roma giovuniv.giovani.it
    Messaggi
    1,777
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sharon: la «pulsa denura» ha funzionato ancora
    Maurizio Blondet
    05/01/2006

    ISRAELE - Ariel Sharon giace in queste ore in fin di vita.
    Se anche sopravviverà, l'emorragia cerebrale che lo ha colpito lo ha escluso per sempre dalla scena politica.
    Solo cinque mesi fa, a fine luglio, diversi rabbini avevano lanciato contro Sharon la fattura di morte, celebrando il rito «nero» della «pulsa denura»: hanno invocato l'angelo della morte sul premier israeliano, in quanto colpevole di avere sloggiato i fanatici coloni ebrei da Gaza.
    A parte il contesto basso e ridicolo (i rabbini avevano celebrato la maledizione a pagamento: ad assicurarsi i diritti era stata una TV locale, Channel 2) l'efficacia della fattura non va sottovalutata.
    Nella «pulsa denura» (che in aramaico significa qualcosa come «frullatura del fuoco») vengono pronunciate maledizioni tratte dalla Sacra Scrittura, che poggiano sul potere magico-kabbalistico della parola «sacra».
    In più, i rabbini impegnano, distorcendolo satanicamente, il residuale potere sacerdotale della comunità ebraica: il potere di «benedire» efficacemente viene rovesciato nel suo contrario.



    Un simile potere esiste anche nei sacerdoti cattolici - viene evocata alla fine della Messa: «vi benedica Dio onnipotente…» - ed è questo il motivo per cui le messe nere (che sono fatture di morte) richiedono la celebrazione di un sacerdote ordinato.
    Chi abusa così del potere di consacrazione e benedizione si gioca, ovviamente, la vita eterna.
    E' in qualche modo la forma più estrema di simonia spirituale.
    Sulla sua efficacia i dubbi sono legittimi.
    Ma bisogna ricordare qui la sentenza di Junger: «gli altari abbandonati dagli dei vengono occupati da demoni», il residuo del sacro profanato è una forza oscura «utilizzabile» per il male.
    Nel '95 anche contro il premier Ytzak Rabin fu lanciata una «pulsa denura».
    Funzionò di lì a poco, anche se con «l'aiutino» delle revolverate di un fanatico ebreo.
    Il motivo era lo stesso.
    Sia Rabin sia Sharon hanno ceduto a non-ebrei parti della «terra santa».
    Il processo di pace di Rabin era più giusto e generoso di quello, unilaterale e incondizionato, di Sharon.
    Ma per il rabbinato fondamentalista non fa differenza.
    La terra che, secondo loro, Dio ha donato agli ebrei non va ceduta, nemmeno di un pollice.



    Sui confini di questa «terra santa» i rabbini discordano.
    Per i Lubavitcher e parecchi altri - che citano in appoggio gli opportuni passi biblici - essa si estende dal Nilo all'Eufrate, comprendendo l'Egitto e l'Iraq (dopotutto, in Egitto, abitò e governò Giuseppe, figura del futuro «Masiach ben Joseph», con un compito politico, distinto dal «Masiach ben David», lo spirituale discendente da Davide): è l'«Eretz Israel» (la «grande Israele») che suggerisce ovviamente progetti politici di imperialismo aggressivo.
    Altri rabbini, i moderati, mostrano passi biblici dove re Davide, per amor di pace, ha fatto cessioni territoriali: in ogni caso è il testo biblico, non una laica razionale opportunità politica, a dirimere la questione.
    E la veduta prevalente non è la seconda.
    La veduta prevalente è che gli ebrei sono entrati nell'era messianica, e questa era è di «espansione e di conquista», non di «arretramento e spartizione» (1).
    L'era messianica infatti coincide - e si riduce - al ritorno in possesso della terra biblica.



    Come proclama il «Gush Emunim» («Blocco dei Fedeli») un movimento che viene descritto come «laico» e persino «moderato» ed è visto con favore dal 50% degli israeliani: «il popolo ebreo detiene un diritto sacro sulla terra d'Israele, ed è dunque suo dovere, sacro, prendere possessodel Paese. L'integralità della terra per l'integralità dell'ebraismo».
    Come la scomparsa di Rabin distrusse il processo di pace concordato e negoziato coi palestinesi, così la scomparsa di Sharon distrugge un progetto brutale, ma razionale, di stabilizzazione: Israele sicura dietro il suo enorme muro e i palestinesi ridotti a un pulviscolo feroce senza Stato (2).
    La sparizione di Sharon lascia ogni spazio politico alla veduta della «integralità della terra». Implica, a media scadenza, il ritorno a Gaza, con la forza, dei coloni, e nuovi dolori per i palestinesi.

    Maurizio Blondet




    --------------------------------------------------------------------------------
    Note
    1) Così David Banon ne «Il Messianismo», Giuntina, 2000, pagina 106.
    2) Il disordine che infuria tra i palestinesi è in parte provocato da Hamas (una creazione di Israele, disse Arafat, che interviene sempre puntualmente per impedire la stabilizzazione) e in gran parte dal non risolto problema della «smobilitazione della guerriglia». Quando avviene una «pace» qualunque, bisogna smobilitare gli irregolari. Trovare un posto e un impiego a giovani che sono cresciuti con le armi in mano a complottare attentati, e che non sanno fare altro mestiere. Questo problema lo ebbe l'Italia coi suoi garibaldini, irregolari che non poterono essere integrati nell'esercito sabaudo ma furono impiegati come piccoli dipendenti pubblici, maestri elementari, postini e guardie campestri. L'ha avuto anche l'Irlanda: l'Ira ha abbandonato le armi solo adesso perché lo sviluppo economico travolgente dell'Irlanda consente ai guerriglieri di trovar lavoro.
    Lorenzo Proia
    Responsabile Ufficio Stampa Lega Nord Toscana
    Coordinatore Zoonale GnP
    Vice Coordinatore Movimento Giovani Toscani

  3. #3
    Becero Reazionario
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Königreich beider Sizilien
    Messaggi
    18,032
     Likes dati
    33
     Like avuti
    90
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ilMagnifico86
    Sharon: la «pulsa denura» ha funzionato ancora

    ...
    Stiamoci attenti!

  4. #4
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    spero si converta alla vera fede.è ancora in tempo

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Oremus etiam pro perfidis judaeis

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    24 Mar 2002
    Località
    Leno BS
    Messaggi
    32,489
     Likes dati
    38
     Like avuti
    582
    Mentioned
    58 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da guelfo nero
    Oremus etiam pro perfidis judaeis
    Mi diresti per favore cosa significa?
    Grazie

    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  7. #7
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Preghiamo anche per i perfidi giudei.

  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    24 Mar 2002
    Località
    Leno BS
    Messaggi
    32,489
     Likes dati
    38
     Like avuti
    582
    Mentioned
    58 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi mancava etiam...
    Ciao, grazie.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L’U0MO CHE HA VISSUTO TRA GUERRA E PACE


    La casa è sempre lì, nella Gerusalemme araba. “La casa di Sharon” l’hanno sempre chiamata, anche se lui non ci ha mai abitato. Ma che fosse sua, lo diceva un’enorme telone con la stella di Davide che pendeva dal muro, e i sorveglianti armati (ragazzini) che la presidiavano. Erano in parte membri dell’organizzazione giovanile del Likud, il partito di Sharon, e parte di una “yeshiva” (scuola rabbinica) estremista chiamata “Ateret Cohanim” (Corona Sacerdotale) che... ... raccoglie denaro per ricostruire il Tempio ebraico, quello distrutto da Tito imperatore nel 72 d. C. Ma più che studenti di teologia apparivano, con le loro camice nere e la brutale strafottenza, dei picchiatori fascisti.
    Insomma non un’abitazione, ma una provocazione: tipico del generale. Il segno tangibile della sua politica quando, tra il 1990 e il ’92, è stato ministro della Costruzione e dell’Abitazione. Nonostante il nome, un ministero nient’affatto pacifico. Sharon lo usò abbondantemente per portar via case e terreni ai palestinesi. Specie a Gerusalemme, in modo da cambiarne la composizione etnica, far diventare la maggioranza araba una minoranza, in vista di un possibile futuro referendum sul destino della città. Per questo l’Olp vietava ai palestinesi di vendere le loro case ad ebrei, a Gerusalemme. Ma Sharon aveva i suoi metodi per venirne in possesso. Se una casa cominciava a crollare (sono molte nella Gerusalemme medievale) il proprietario arabo si vedeva negare dal Ministero l’autorizzazione a qualsiasi opera di consolidamento e ammodernamento. Poi, un’organizzazione estera si faceva avanti, e offriva un bel po’ di soldi per quel rudere pericolante e senza bagno. Il palestinese, costretto dal bisogno, vendeva. L’organizzazione straniera “donava” la casa al Ministero.
    Un francescano belga mi fece salire sul tetto del convento per vedere le case così acquisite: un mare di bandiere azzurre israeliane su centinaia di case arabe, ognuna col sorvegliante armato sul tetto. Perché nessun ebreo ci abitava, era troppo pericoloso lì, nei vecchi vicoli musulmani. Ma era un fatto compiuto: la prova precostituita che Gerusalemme era ebraica, e sarebbe stata la capitale indivisa di Israele, senza lasciarne nemmeno un angolo ai palestinesi.
    Tipico di Sharon: il maestro dei fatti compiuti, degli atti di forza per vanificare le risoluzioni dell’Onu, per trasformare un inevitabile “processo di pace” in una nuova fase dell’eterna guerra.
    “Liberare la terra” dagli arabi è stata la sua ossessione, fin da quando, giovanissimo, ha militato nell’Haganah, formazione terroristica ebraica (un “esercito clandestino”, come l’Ira irlandese) sotto il protettorato britannico in Palestina. Poi, all’inizio della carriera militare, si è specializzato in spedizioni punitive: tipico l’episodio del 1953, quando al comando delle sue truppe fece saltare cinquanta case, quasi tutte quelle del villaggio di Qibya, massacrandone, già che c’era, 69 abitanti.
    Nella guerra dei Sei Giorni, fu Sharon a creare il fatto compiuto che non ha cessato da allora di costituire il primo problema dell’area: senza il mandato dei suoi superiori, e soprattutto contro tutte le risoluzioni Onu, occupò Gerusalemme Est, la striscia di Gaza e la Cisgiordania (West Banks). Un’annessione di fatto di un’area massicciamente araba, e la garanzia che la guerriglia palestinese si sarebbe invelenita, e che la “pace in Israele” sarebbe diventata impossibile.
    Ma a Sharon la pace non interessava: lo stato di guerra perpetuo consentiva di “liberare la terra ebraica” senza compromessi né negoziati, perché in guerra gli israeliani sono invincibili.
    Ci ha riprovato di continuo. Nel ’73, la guerra contro l’Egitto, con una mossa a sorpresa che sorprese anzitutto i comandi israeliani, portò il conflitto al di là del canale di Suez, in territorio egiziano (la zona occupata dovette poi essere restituita). Nel 1982 - era ministro della Difesa - ordinò, all’insaputa del capo del governo Menachem Begin, l’invasione del Libano, dove s’era rifugiata l’olp. L’armata israeliana arrivò fino a Beirut, Arafat e il suo stato maggiore dovettero scappare o furono espulsi. Soprattutto, centinaia di palestinesi, rifugiati nei campi-profughi di Sabra e Chatila, furono massacrati da miliziani cristiano-libanesi sotto l’occhio degli israeliani. Persino un tribunale israeliano nel 1983 riconobbe Sharon come mandante dell’eccidio, un crimine di guerra in piena regola.
    Per qualunque altro, sarebbe stata la fine politica. Ma Sharon era diventato popolarissimo per i suoi fatti compiuti. Perché Israele sarà anche “la sola democrazia del Medio Oriente”, ma i suoi primi ministri sono quasi sempre generali vittoriosi. E un 50% di israeliani simpatizzano con il movimento “Gush Emunim”, che proclama: “Il popolo ebraico detiene un diritto sacro sulla terra d’Israele, ed è dunque suo dovere sacro prendere possesso del paese. L’integralità della terra per l’integralità dell’ebraismo”. La “laicità” ha dei limiti, e Sharon è sempre stato visto come l’uomo che, coi fatti compiuti, stava compiendo il “diritto sacro” ebraico alla totalità della Terra Santa.
    Da ministro della Costruzione, è stato ancora Sharon a riempire i territori occupati di “coloni” israeliani. Fanatici religiosi, spesso emigrati appositamente dagli Usa, venivano piazzati lì in mezzo ai palestinesi: armati, circondati da mura e fili spinati, protetti dai carri armati d’Israele. Vita sgradevole? Non per fanatici che compivano “un dovere sacro”. Tanto più che la casa era gratis (fornita dal ministero Sharon) e i coloni non hanno bisogno di lavorare, perché sono mantenuti dai quattrini della diaspora nel mondo, in ansia per questi suoi sacri figli in pericolo.
    Il momento peggiore per Sharon è stato nel 2000. Quando Clinton obbligò israeliani e palestinesi, a Camp David, a cominciare il processo di pace. Un processo che avrebbe comportato, inevitabilmente, negoziati con Arafat, e dunque il riconoscimento da pari a pari dell’essere che Sharon più ha odiato; che avrebbe comportato cessioni di territorio. E soprattutto, cedere una parte di Gerusalemme come capitale dello Stato palestinese.
    Mai. Sharon bollò il premier israeliano Ehud Barak - che volente o nolente stava partecipando ai colloqui di Camp David - come «un usurpatore pronto a svendere Gerusalemme per una pace qualunque». E non si fermò lì. Fece il suo magistrale colpo di testa per creare una nuova situazione.
    Passeggiò sulla Spianata delle Moschee, ossia nella zona sotto controllo religioso musulmano, il cui accesso è vietato agli israeliani sia dal governo, sia dalla religione: è suolo sacro, perché vi sorgeva il Tempio di Salomone. Circondato da centinaia di guardie del corpo, Sharon sfidò i divieti, mostrando che Gerusalemme era tutta ebraica e lui poteva andare anche lì quando voleva.
    Immediata, spontanea e corale la reazione dei palestinesi, il lancio di pietre poi le sventagliate di kalashnikov. La seconda intifada.
    La Bbc disse allora: Sharon ha provocato deliberatamente la violenza araba, contando che gli elettori israeliani, spaventati, avrebbero dato il potere all’uomo più duro: lui.
    Così è stato: il 6 febbraio 2001, Sharon è stato eletto a valanga, sulla promessa che avrebbe stracciato tutti i negoziati con i palestinesi. Lo ha aiutato, in questo, l’oscura provvidenza dell’11 settembre. «Ora l’America vede che i nostri nemici sono anche i suoi», fu la sua prima dichiarazione mentre ancora il World Trade Center era in fiamme. Di colpo, per Washington, tutti gli arabi sono terroristi con cui non si tratta, Arafat in primo luogo. Il processo di pace viene abbandonato, solo la forza parlerà: la politica di Israele diventa la politica Usa.
    Ma nel 2005 è Sharon che cambia. È lui che sloggia da Gaza i coloni fanatici che ci aveva messo e finanziato lui stesso. Il punto è che ci sono stati i primi attacchi suicidi. Kamikaze palestinesi si fanno esplodere nei bar e sugli autobus in Israele. Sono atti atroci, ma con un truce successo imprevisto: fanno sentire gli israeliani indifesi. E succede un fatto che non viene mai ricordato, ma è cruciale: 700 mila israeliani lasciano Israele. Sono un bel numero, su una popolazione di meno di 6 milioni di abitanti. Nessun altro paese si svuoterebbe per atti di terrorismo, ma Israele sì. È uno stato nuovo e in parte artificiale. Gran parte dei suoi abitanti hanno una seconda cittadinanza, francese americana o italiana, ed hanno case a Roma, Parigi, New York. I kamikaze hanno rivelato questa natura ambigua dello stato ebraico, la sua artificialità. Nel gergo diplomatico israeliano, si allude a questo svuotamento con una frase cifrata: il terrorismo “mette in pericolo l’esistenza stessa d’Israele”.
    Sharon capisce che, lui che ha messo costantemente Israele in pericolo per poterla poi salvare, ha esagerato. Ora, deve rassicurare i cittadini, calmarne le paure, convincerli che possono vivere in Israele sicuri. Sempre lui, quello dei colpi di testa avventuristi e bellicisti, fa’ il colpo di testa contrario. Così, fa evacuare con la forza le colonie ebraiche a Gaza, perché sono indifendibili sul piano militare. Circonda Israele di un muro di cemento lungo 700 chilometri, alto 12 metri, irto di torrette, allarmi elettronici, filo spinato.
    Gli estremisti (importantissimi: sono loro che ricevono il denaro della Diaspora, a fiumi) gli si rivoltano contro. A luglio, cinque o sei rabbini pronunciano contro Sharon la Pulsa denura, una fattura di morte: invocano l’Angelo della Distruzione sul generale che ha tradito il sacro dovere di non cedere nemmeno un pollice di terra.
    Non è una minaccia da poco. Una pulsa denura fu celebrata contro Ytzak Rabin, colpevole di aderire ad uno dei processi di pace naufragati; e fu efficace, anche se con “l’aiutino” delle revolverate di un fanatico, che uccise Rabin nel ’95. La magia magari non c’entra, ma un rito così mette certe idee in testa a certa gente.
    Sharon non è l’uomo da lasciarsi impaurire, ovviamente. Lui sa che fa la cosa giusta: la decisione di abbandonare Gaza è del tutto unilaterale, sicché non lo obbliga a trattare coi palestinesi. I coloni mandati via li rimetterà nella Cisgiordania, terra che è deciso a non restituire più. E nell’elevare il colossale Muro, ritaglia terreni arabi a più non possono, abbatte case, devasta campi, apre “strade di sicurezza” sugli uliveti palestinesi, senza accettare condizioni né compromessi. Il Muro sarà il confine definitivo.
    E poiché il Likud non lo segue nel suo colpo di testa non pacificatore ma stabilizzatore, a 73 anni, pericolosamente obeso, Sharon fonda il suo partito. Il nome è già un programma: Kadima, “Andare Avanti”. È un successo, a Kadima aderisce il vecchio capo del rivale partito laburista Shimon Peres, e si affollano per aderirvi varie personalità della destra: il Likud si svuota.
    Sharon ha la strada aperta per andare “avanti”.
    Se non fosse per il sistema cardiocircolatorio. Non sarà stata la “pulsa denura”, ma oggi Sharon giace in fin di vita, con un’emorragia nel cervello. In quel cervello che solo poteva compiere l’opera, con altri colpi di testa.
    Lascia una situazione che lui stesso ha creato: né pace né guerra, totalmente irrisolta. Nulla di deciso su Gerusalemme, i palestinesi nell’anarchia feroce, nessun vero negoziato in atto, la garanzia che il disordine sanguinario continuerà. “L’eredità di Sharon non include la pace”, ha appena detto la Bbc. Già: l’uomo che ha avuto sempre successo nel provocare fatti compiuti per continuare la guerra, per mettere in pericolo Israele e poi farsene il salvatore, ha fallito il suo ultimo colpo di testa: quello in cui ha recitato la parte del duro uomo di pace.
    MAURIZIO BLONDET

    06/01/2006

  10. #10
    Forumista junior
    Data Registrazione
    28 Sep 2009
    Messaggi
    74
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Oli
    Mi mancava etiam...
    Ciao, grazie.
    A voler proprio essere pignoli, sarebbe "Oremus ET pro" eccetera.

    Lupicida

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il Po sta morendo
    Di WillyI nel forum Energia, Ecologia e Ambiente
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 01-04-07, 17:15
  2. la lega sta morendo
    Di denty nel forum Padania!
    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 25-07-06, 15:08
  3. Il capitalismo sta morendo?
    Di onailati nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 167
    Ultimo Messaggio: 04-06-06, 00:08
  4. L'Italia sta morendo
    Di Fuori_schema nel forum Fondoscala
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 12-04-06, 21:01
  5. L'Italia sta morendo
    Di Fuori_schema nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 11-04-06, 18:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito