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Discussione: Nuove

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da guardia arrubia
    Per me invece l'indipendentismo di Simon Mossa è la manifestazione ultima, autentica e completa del sardismo.
    Questa del sardismo come sempre e solo unionista è una forzatura che crea solo una gran confusione, e che ritengo controproducente e deletteria.
    Per me quello del Psd'az che sia allea con le forze unioniste non è solo falso indipendentismo ma anche falso sardismo.
    Utilizzare sardismo come sinonimo di italianismo è un paradosso per il semplice fatto che morfologicamente ne è l'esatto opposto.
    Simon Mossa, dopo una fase storica di gran confusione (dalla fondazione del Psd'az al primo dopoguerra) a dato al sardismo i contenuti che più si addicono a tale termine: lotta per l'autodeterminazione integrale della patria e per la liberazione sociale del popolo sardo.
    Ed io, insieme ad altri, sono perfettamente d'accordo con te. Questo era lo spirito, posto per iscritto("angioysmo"= evoluzione innovativa che parte dal sardismo-rivoluzionario di Mossa), del progetto "angioysta".
    Vi sono altre realtà indipendentiste, degne del massimo rispetto e della massima stima(iRS, detto per inciso), che hanno scelto di percorrere il cammino del riconoscimento del "sardismo" quale cultura politica costitutivamente "anti-indipendentista". Scelta pur legittima, ma che non sento di poter condividere, e non per ragioni fideistiche.
    Fermo restando che io, come te ed altri, mi guardo bene dall'identificare tout court il "sardismo" inteso quale fenomeno storico e cultura politica(non omogenea e non lineare) con il psdaz ed i suoi deprimenti epifenomeni.
    Ad ognuno è lecito ritenere ciò che più gli pare giusto.

    Kin amistade pro tottu

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Lutzianu

    solo gli illuminati come Angioy lottarona, ma non dimentichiamo che prima di tutto Angioy lottò contro il feudalesimo e in un secondo (o terzo?) momento diventò indipendentista. e i suoi risultati purtroppo li sappiamo.
    L
    Attenzione a non valutare i fenomeni storici con criteri politici attuali. Fermo comunque restando che la storia fornisce esempi, non modelli.

    salude e trigu lutzià

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da patriottu
    dal sardismo nasce la presa di coscienza dei sardi, e su questo non ci piove.
    ma obbiettivamente tale parola è stata presa totalmente in mano dall'unionismo.
    basta citare a.s. mossa per battere bellieni,lussu e tutto un sistema culturale e ideologico che ha riscirtto la storia natzionale?
    ce la facciamo a recuperare dal fondo la parola "sardismo"?
    o è una battaglia persa in partenza?
    chi sta fuori da queste "disquisizioni" laggiu' per strada quanto capisce ?
    in termini statistici e percentuali, nel variegato mondo sardista quanto è il peso delle componenti indipendentiste e quelle unioniste?
    Io ho una visione più morbita rispeto ribellu, ma ora muovo anche una serie di interrogativi cui non si puo' passare sopra...
    Ma quale presa di coscienza? una coscienza autonomistica al più, sempre rigidamente in una prospettiva unionista e di dichiarata dipendenza, tanto dal dover giustificare continuamente cio che potrebbe apparir molesto al signor ministro affermando ad ogni piè sospinto la meschinità, la "bassezza", l'impossibilità stessa dei sardi ad esser nazione senza il filtro, la protezione, oltre "l'autonomia" concessa dalla nazione italiana.
    Non vi è nulla al mondo di più desolante e triste per un indipendentisa sardo, che sia Sardo e indipendentista realmente, del leggere gli scritti di Bellieni ed Emilio Lusso, ne Caccia grossa, ne Lombroso ne Niceforo ne l'odioso Besta danno quella sensazione di rabbia e fastidio che da la lettura dei due maggiori teorici del sardismo.
    Von Clausewitz docet, nessuno straniero sarà mai più feroce col popolo sottomesso di un indigeno cui si avrà cura di elargire onori e predende.
    Nessun sardo sarebbe stato cosi feroce, e nemmeno credibile, come i due cialtroni sardisti, nel demolire scientificamente le mille ragioni storiche morali e sociali della lotta di liberazione nostra.
    Sardismo, italianismo non sono altro che la faccia della stessa medaglia, mai termini in dicotomia, ma sempre soggetti completari e organici dell'unionismo.
    Simon Mossa fu un eretico del sardismo, tant'è che non contò mai un cazzo nel partito sardo, con cui tra l'altro ebbe sempre un rapporto conflittuale, ed in ogni caso i suoi testi non sono "parola rivelata" e van studiati sempre in modo critico.
    Per rispondere a Lutzianu circa le sue perplessità rispetto una lotta che ambisca ad essere al contempo nazionale e sociale vista la frammentazione e l'esiguità delle forze indipendentiste in campo: chiarito che riteniamo la pluralità delle proposte politiche indipendentiste una forza del movimento di liberazione e non un limite, a nostro avviso lo scarso consenso popolare dell'indipendentismo e la sua marginalità politica è dovuta principalmente al suo mancato radicamento nelle contraddizioni che emergono in modo anche brutale nella sistematicità dello sfruttamento coloniale dell'attuale organizzazione societaria, effettto diretto della nostra subalternità.
    Per quanto ci riguarda una proposta indipendetista, che non ambisce ad esser la sola, che porta elementi di critica verso l'odierno sistema sociaterio, o ancor più ambiziosamente, si faccia portatrice di una visione e una progettualità alternativa a questo, porterebbe consensi e adesioni all'indipendentismo da parte di larghe fasce di popolazione, oggi semplicemente disinteressate.
    Se posso permettermi di farti una domanda Lutzianu, sicuro che abbiate già affrontato l'argomento tra di voi, non credi/credete che non sia affato un caso che i maggior consensi il vostro movimento li abbia ottenuti tra gli studenti e i giovani, diciamo così, benestanti?
    Oltre il dato positivo, sensibilizzare gli studenti oggi, vuol dire avere una classe dirigente e intellettuale indipendentista nel futuro, non ritieni che per ottenere consensi diffusi tra le classi lavoratrici irs debba farsi portatrice, perlomeno tratteggiare, un modello societario oltre che libero formalmente, liberato in sostanza, anche se questo inevitabilmente potrà portare iniziali divisioni e allontanamenti tra le vostre file? Non ritieni sia naturale che un movimento indipendentista si ponga criticamente nei confronti di una società che non è il prodotto della libera scelta del suo popolo?
    Saluti

  4. #44
    democratzia & libertade
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    [QUOTE=Ribellu]Ma quale presa di coscienza? una coscienza autonomistica al più, sempre rigidamente in una prospettiva unionista e di dichiarata dipendenza, ....ecc


    Per presa di coscienza intendo quella cui A.S.Mossa si è fatto portatore, assieme a certi suoi contemporanei che hanno dato vita all'epoca a un "circuito" esterno al psdaza che poi è stato il punto di partenza per le organizzazioni indipendentiste, che nonsi può negare nascono dal sardismo come cultura. Quaesto lo abbiamo chiamato "sardismo rivoluzionario" per capirci.
    L'analisi sul sardismo non deve essere parziale , nè da un parte nè dall'altra.

    E' vero che chiunque ha acquisito una visione indipendentista ha abbandonato il psdaz. E' arcinota tutta l'analisi che fai sui padri del sardismo ufficiale, ma come non è giusto sorvolare su quelli, non lo è altrettanto giusto sorvolare su tutta quella serie di fenomeni e organizzazioni animate da Simon.
    Credo che la nostra Natzione e il nostro Popolo abbiano bisogno di padri della patria, e fra i tanti anche qualcuno in epoca moderna. Io dico A.S. Mossa e Anghelu Caria, per cominciare ma la lista non finisce li.
    Ciò impone di inquadrare l'ambiente in cui Mossa navigava.
    In termini pratici relativi al giorno d'oggi ritengo indispensabile come boghe natzioanle fare riferimento ad A.S.Mossa, come sardista rivoluzionario, socialista libertario ecc ... Non ritengo però utile ai fini della chiarezza riproporre la terminologia utilizzata da lui, etnicismo,federalismo,autonomismo(inteso come sinonimo di indipendentismo il più delle volte, ma anche come autonomismo di oggi),ecc ecc.
    La soluzione sta nell'inquadrare A.S.Mossa come continuatore ed erede dei grandi patrioti come Angioy, da qui appunto l'Angioysmo. Dato che la presa di coscienza e la ribellione e lo spirito natzionalista ci sono sempre stati in Sardinnya, non ritengo strettamente necessario puntare sul sardismo oggi.
    Ma la mia rottura con il sardismo non nega il passato.

    In breve : se il sardismo di Mossa è stato un 1% prendiamo quell'1& senza problemi e rivendichamolo,e se il sardismo è una dottrina di pensiero codificata da militari dello stato italiano, se è l'ideologia del buon selvaggio che tutto deve inventare(autonomistanazionalitarinondipendentista federalista) pur di non essere repubblicano indipendentista allora diciamo :Angioysmo non Sardismo.
    Oppure, ciò che avrebbe dovuto significare la parola "sardismo", (ovvero qualcosa di diverso di "italianismo") sta nella parola "angioysmo"

    Se c'è bisogno di codificare un contenitore che sia come il Catalanismo per i Catalani, che sia un humus natzionalista ,o identitario se preferite, allora NOI di boghe natzionale lo abbiamo fatto, lo abbiamo chiamato Angioysmo, appunto come retro terra culturale, spirituale esistenziale, sociale ed identitario che produce indipendentismo. Perchè l'indipendentismo non nasce ieri nè avanti ieri ma è un sentimento e un dato esistenziale ben radicato. Chiamiamo Angioysmo questo retro terra culturale dell'indipendentismo, della liberazione sociale e natzionale .
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da patriottu
    In breve : se il sardismo di Mossa è stato un 1% prendiamo quell'1& senza problemi e rivendichamolo,e se il sardismo è una dottrina di pensiero codificata da militari dello stato italiano, se è l'ideologia del buon selvaggio che tutto deve inventare(autonomistanazionalitarinondipendentista federalista) pur di non essere repubblicano indipendentista allora diciamo :Angioysmo non Sardismo.
    ...più che da "militari italiani" da sardi quisling "italianizzati".

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Per rispondere a Lutzianu circa le sue perplessità rispetto una lotta che ambisca ad essere al contempo nazionale e sociale vista la frammentazione e l'esiguità delle forze indipendentiste in campo: chiarito che riteniamo la pluralità delle proposte politiche indipendentiste una forza del movimento di liberazione e non un limite, a nostro avviso lo scarso consenso popolare dell'indipendentismo e la sua marginalità politica è dovuta principalmente al suo mancato radicamento nelle contraddizioni che emergono in modo anche brutale nella sistematicità dello sfruttamento coloniale dell'attuale organizzazione societaria, effetto diretto della nostra subalternità.

    il fatto che come mi dici riteniate "la pluralità delle proposte politiche indipendentiste una forza del movimento di liberazione e non un limite" non può che farmi piacere.

    per il resto non credo che il mancato radicamento sia dovuto SOLO a quello che tu dici. Anche perchè i movimenti e i partiti sono spesso delle costruzioni. L'argomento è complesso quanto interessante.
    Bisgona anche dire che ho conosciuti ex indipendentisti del psdaz che non volgiono neanche vedere un manifesto elettorale e non vanno a votare perchè rimasti scottati dal PSDAZ. Non volgio fare del psadz sia il capro espiatorio di tutti i mali, ma una qualche responsabilità storica ce l'hanno rispetto a quello che tu dici.



    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu


    Per quanto ci riguarda una proposta indipendetista, che non ambisce ad esser la sola, che porta elementi di critica verso l'odierno sistema sociaterio, o ancor più ambiziosamente, si faccia portatrice di una visione e una progettualità alternativa a questo, porterebbe consensi e adesioni all'indipendentismo da parte di larghe fasce di popolazione, oggi semplicemente disinteressate.
    Se mi permetti ci vorrebbe qualcosa di più di una visione alternativa. E purtroppo questa visione dovrebbe comunque scontrarsi con le categorie politiche d'importazione già esistenti unito a delle novità.


    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu


    Se posso permettermi di farti una domanda Lutzianu, sicuro che abbiate già affrontato l'argomento tra di voi, non credi/credete che non sia affato un caso che i maggior consensi il vostro movimento li abbia ottenuti tra gli studenti e i giovani, diciamo così, benestanti?
    Oltre il dato positivo, sensibilizzare gli studenti oggi, vuol dire avere una classe dirigente e intellettuale indipendentista nel futuro, non ritieni che per ottenere consensi diffusi tra le classi lavoratrici irs debba farsi portatrice, perlomeno tratteggiare, un modello societario oltre che libero formalmente, liberato in sostanza, anche se questo inevitabilmente potrà portare iniziali divisioni e allontanamenti tra le vostre file? Non ritieni sia naturale che un movimento indipendentista si ponga criticamente nei confronti di una società che non è il prodotto della libera scelta del suo popolo?
    Saluti
    sul benestantesimo degli elettori di irs non ci metterei la mano sul fuoco....

    non te la prendere ma mi sa che tu stai applicando delle categorie alla società sarda che ormai sono quasi vuote di singificato...

    e questo sia a livello sociologico astratto che per esperienza diretta:
    in Sardegna anche gli impenditori, la stragande maggioranza almeno, fanno parte di quel sistema che si dovrebbe emancipare.
    Io li considero facenti parte della classe lavoratrice. Spesso imprese familiari, con uno o due dipendenti (spesso neanche uno), pastori, muratori, manovali, operai, colivatori diretti (come va di moda dire adesso).

    comunque per riponderti, non abbiamo mai affrontato la cosa in questi termini, ma come dice sempre tziku "siamo quel che facciamo": quando con un blitz si impedì lo sgombero di una famiglia che stava per essere sfrattata a sassari... mi pare che sia abbastanza chiaro che non stiamo dalla parte dei
    palazzinari.

    anche nella questione delle fabbriche inquinanti, non abbiamo mai detto: chiudiamo tutto e affanculo agli operai... anzi....

    sarebbe interessante avere delle statische sui lavori che si fanno in Sardegna, magari divise in numero di impiegati per settore e zona e magari anche potere d'acquisto...

    Sarebbe anche interessante sapere perchè i sindacati confederali rotti in XXXX hanno tutto questo potere....

    Unu muntone de cosas de iscoberre...

    L

  7. #47
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    [QUOTE=Lutzianu

    Se mi permetti ci vorrebbe qualcosa di più di una visione alternativa. E purtroppo questa visione dovrebbe comunque scontrarsi con le categorie politiche d'importazione già esistenti unito a delle novità.


    non te la prendere ma mi sa che tu stai applicando delle categorie alla società sarda che ormai sono quasi vuote di singificato...

    [/QUOTE]

    Non mi pare, o forse non son stato chiaro, non ho (ri)proposto modelli interpretativi di importazione che alla fin fine si son rivelati fallimentari anche per realtà socio-economiche metropolitane e industrializzate, sempicemente, ho voluto far notare come, a mio avviso, una organica progettualità che parta dall'analisi e dalla critica della odierna società sarda (questa, non altre, e secondo schemi "ad hoc" che ne possano rendere leggibile la struttura) e proponga soluzioni, anche avveneristiche e ardite, possa essere un punto di forza dell'indipentismo (in generale.)
    Senza voler esser polemico, portare la solidarietà ad uno sfrattato (gesto sicuramente encomiabile) non è progetto o proposta per la risoluzione del problema dell'emergenza abitativa e del caroaffitti,e questo solo per farti un esempio.
    "Sognare una economia dolce" è uno slogan affascinante, ma volutamente "ambiguo" e non esaustivo di una tematica che, pur lungi dal volervi suggerire strategie o indirizzi "economicistici" della vostra politica, risulta a mio avviso un punto debole di irs.
    Capisco bene sia il Vostro un movimento in continua evoluzione, e probabilmente giudicate non ancora conclusa la fase di "presentanzione", caratterizzata, se mi passi la grossolana definizione, da un approccio "utopico-ludico" verso la realtà (assolutamente necessario tra l'altro dopo tanti anni di depressione), ritengo però che una forza politica con un così ambizioso obiettivo come quello della edificazione di una Repubblica Sarda debba perlomeno spiegare come intenda risolvere nel nuovo soggetto statuale le sperequazioni e le ingiustizie frutto, anche, della condizione di subalternità.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Senza voler esser polemico, portare la solidarietà ad uno sfrattato (gesto sicuramente encomiabile) non è progetto o proposta per la risoluzione del problema dell'emergenza abitativa e del caroaffitti,e questo solo per farti un esempio.
    si, sicuramente non è proggetualità, ma ti da l'indirizzo della nostra scelta politica.
    abbiamo centri di elaborazione e discutiamo di economia, ma questo non traspare a livello meditico purtroppo, sicuramente la colpa è la nostra.

    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    "Sognare una economia dolce" è uno slogan affascinante, ma volutamente "ambiguo" e non esaustivo di una tematica che, pur lungi dal volervi suggerire strategie o indirizzi "economicistici" della vostra politica, risulta a mio avviso un punto debole di irs.
    Capisco bene sia il Vostro un movimento in continua evoluzione, e probabilmente giudicate non ancora conclusa la fase di "presentanzione", caratterizzata, se mi passi la grossolana definizione, da un approccio "utopico-ludico" verso la realtà (assolutamente necessario tra l'altro dopo tanti anni di depressione), ritengo però che una forza politica con un così ambizioso obiettivo come quello della edificazione di una Repubblica Sarda debba perlomeno spiegare come intenda risolvere nel nuovo soggetto statuale le sperequazioni e le ingiustizie frutto, anche, della condizione di subalternità.
    il punto debole è che non siamo al potere a mio avviso. proposte ne abbiamo fatte tantissime e pratiche, ma in genere noi tendiamo anche a realizzare dei proggetti per dare degli esempi: ne abbiamo in cantiere diversi e alcuni sono già in campo.

    Anche radio indipendentzia, a livello meditico, si colloca in questa filosofia: non avendo accesso ai media, diventiamo media. Certo è un proggetto che può solo crescere, ma è un esempio di quello che si può FARE.

    L'economia Dolce non è uno slogan ma più che altro una filosofia. A questo punto ti giro la domanda : qual'è il vostro slogan o filosofia ? qual'è la vostra "politica economica"?

    cmq sia io non posso parlare a nome di iRS, ti ho portato l'esempio della radio che esprime una delle filosofie interne a iRS, ma non certo l'unico pensiero.

    Salude
    L

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    ...più che da "militari italiani" da sardi quisling "italianizzati".

    hahahaha parole sante ,Ribellu!
    ascari & cipai. buoni servitori di thè e lustra scarpe...ridiamoci sù...
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  10. #50
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    Buongiorno a tutti!
    Aggiornamento di febbraio su: www.urn-indipendentzia.com
    Per chi volesse leggere, Società: Parte terza, immagine e comunicazione.
    Informative.
    Esteri: La vittoria di Hamas - Putin e la Russia contemporanea.

 

 
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