Oltre ai 440 reattori di potenza in operazione, ve ne sono poi 30 in costruzione e 34 in programma (e cioč, approvati e finanziati): in totale 64, pari a circa il 15% di quelli in operazione, cosģ distribuiti:
Argentina 1 per 692 MWe
Brasile 1 per 1245 MWe
Canada 4 per 2314 MWe
Cina 7 per 6335 MWe
Taiwan 2 per 2600 MWe
Finlandia 1 per 1000 MWe
India 9 per 4168 MWe
Iran 2 per 1900 MWe
Giappone 15 per 19554 MWe
Corea del Nord 2 per 1900 MWe
Corea del Sud 10 per 11100 MWe
Pakistan 1 per 300 MWe
Romania 1 per 655 MWe
Russia 6 per 5575 MWe
Ucraina 2 per 1900 MWe
Si tratta di un panorama sotto molti aspetti impressionante, in particolare rispetto ai luoghi comuni diffusi in Italia. Come si vede, č soprattutto l’Asia a dimostrare la massima dinamicitą, col Giappone e le due Coree in testa. Anche Russia e Ucraina non rinunciano al nucleare, nonostante l’incidente di Chernobyl.
Di speciale significato poi č il caso della Finlandia, che dopo un approfondito e sofferto dibattito nel 2002 ha deciso la costruzione della sua quinta centrale nucleare: non disponendo infatti di sufficienti energie alternative (né sole né vento adeguati) ed intendendo ottemperare al Protocollo di Kyoto, l’unica soluzione ritenuta realistica č risultata quella di portare dall’attuale 30% fin quasi al 50% la frazione di energia elettrica di origine nucleare. Per la nuova centrale č stato scelto il sito di Olkiluoto ed in data 18 dicembre 2003 č stato firmato, con la francese Areva e la tedesca Siemens, il contratto per la costruzione di un nuovo European Pressurized Water Reactor (EPR) da 1600 MWe; per l’Areva, la Framatome ANP fornirą l’isola nucleare, mentre la Siemens fornirą l’isola turbina. Il costo totale previsto č di circa tre miliardi di euro. Nel frattempo, un recente sondaggio ha rilevato che negli ultimi 10 anni un 15% della popolazione finlandese da antinucleare č divenuta pronucleare (attualmente: 45% a favore; 28% contrari; 27% neutrali).