Il più bel Presepe vivente che mi ricordi di aver visto (anche se dicono che quello di Sutera sia migliore) è questo. Purtroppo mi sono perso l'avvento dei Magi (che sarebbe stato oggi, giorno dell'Epifania), ma va bene lo stesso.
Cultura contadina e pastorale: la vera anima della Sicilia che fu, anzi, che è stata fino a solo poco tempo fà, in un passato recentissimo ed ancora non definitivamente defunto. Ciò che rammarica molto nel vedere un museo a cielo aperto come quello di Custonaci, è che è tutto incredibilmente falso; è una 'realtà' che rappresenta qualcosa che oggi sta progressivamente diventando 'irrealtà', e che molti rimpiangono come se si fosse perduto e si stesse perdendo irrimediabilmente un pezzo di Sicilia e di sicilianità. Mestieri ormai morti si alternano a lavori di artigianato che oggi sono svolti, il più delle volte, da sofisticati macchinari; oggetti d'uso quotidiano (come la 'naca', cioè la 'culla' per bambini) vengono banditi in favore di una 'modernità' che richiama ed attira, che promette di migliorare una vita dura e ricca di sacrifici, anche se a scapito di usi, tradizioni, credenze che, in fondo, non ci si rende nemmeno conto di aver messo da parte, ma si prende coscienza di ciò solo quando si sente la mancanza di quella genuinità e purezza che rendeva, in fondo, bello ed affascinante quel mondo fatto di tante piccole cose che, da sole, rendevano la vita serena, anche se faticosa. Ed ecco che il museo vivente (che solitamente è aperto tutto l'anno, ma solo in tempo di Natale viene allestito a Presepe) diventa ricettacolo di tutti coloro i quali sono ancora memori di quella 'realtà', coloro i quali, forse, svolgono o hanno svolto anche nella vita un mestiere simile; il museo diventa la fotografia dei mestieri del territorio di Custonaci che si svolgevano almeno fino agli anni 50' e, progressivamente meno, anche negli anni '60, '70, '80 e '90... e molti si chiedono quando morirà definitivamente il tutto.
In un mondo globalizzato, dove, tra non si sà quanto tempo, stare in Sicilia sarà la stessa cosa di stare in Australia, le individualità non contano più nulla, ed ognuna di esse viene perseguita, finché non trova la morte o si conformi a quella stramaledetta massa, a quella 'moda' che, come dice Alda Merini, "è la volgarizzazione della propria identità".
Viva la Sicilia!
Preferisco che le foto parlino da sole.
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Rispondi Citando
) e tanti altri... E' una cosa che mi fa incazzare... ma pazienza...
